Ecco i principali eventi finanziari del 2018

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calendario

A cura di Stuart Canning, M&G Investments

Ci sono due motivi per cui crediamo che fare previsioni sugli eventi a breve termine non sia un approccio di investimento sostenibile.

Primo, è molto difficile: come si può avere un “vantaggio” previsionale sostenibile, al di là di quanto già scontato dal mercato, su qualcosa come un risultato elettorale? Secondo, e più importante, anche se la previsione dell’esito fosse corretta, i mercati spesso non reagiscono come ci si potrebbe aspettare (la Brexit e la vittoria di Trump sono buoni esempi, anche se molti di noi hanno già dimenticato quanto siamo rimasti sorpresi).

La realtà è che gli sviluppi di mercato storici raramente sono annunciati in anticipo. Per di più, i fondamentali importanti, come i dati di inflazione, la generazione di utili e le notizie sulla crescita, si evolvono per incrementi graduali e non a date prestabilite.

Ciò non toglie che siano gli “eventi” isolati e le narrazioni lineari a fare più presa sull’umano desiderio di storie semplici. In parte è questo il motivo per cui, secondo il team Episode, si creano le opportunità di investimento episodiche: gli investitori perdono di vista la vera gamma di esiti possibili e i fattori di rendimento fondamentali a lungo termine, poiché si lasciano distrarre dall’argomento del giorno. In queste circostanze, un atteggiamento paziente e reattivo può dare buoni risultati.

La cronologia proposta di seguito elenca una gamma di possibili fonti di volatilità nel 2018, da vedere non tanto come eventi con cui bisognerà “fare i conti”, quanto piuttosto come potenziali fonti di opportunità, se dovessero provocare ondate di volatilità.

Gennaio

Sesto round dei negoziati NAFTA (23-28)

I partecipanti alla trattativa avevano fissato l’obiettivo di portare a termine i negoziati NAFTA entro la fine del 2017. Per chiunque conosca la “fallacia della pianificazione” teorizzata da Daniel Kahneman e Amos Tversky, il fatto che la scadenza non sia stata rispettata non ha nulla di sorprendente; i lavori continueranno nel 2018. L’esito della trattativa potrebbe avere un impatto rilevante se dovesse segnare una presa di distanza dalle economie aperte e un passo verso politiche più protezioniste, con possibili ripercussioni nel breve termine anche sulle elezioni messicane di luglio.

Le riforme fiscali USA cominciano a entrare in vigore

Diversi elementi delle riforme fiscali approvate negli Stati Uniti a dicembre sono entrati in vigore molto rapidamente e cominceranno subito a influenzare il comportamento dei singoli e delle imprese. Gli impatti effettivi sull’economia, però, si potranno valutare solo molto più in là.

Febbraio

Jerome Powell assume la carica di presidente della Fed (5)

Per molti osservatori di mercato, l’effetto dei tassi più elevati (se ci saranno) sui prezzi degli asset nel 2018 è attualmente uno degli argomenti più caldi. La nomina di Powell è stata in parte una sorpresa (non era neanche nell’elenco dei candidati in questo articolo di settembre), ma il suo insediamento non dovrebbe comportare particolari cambiamenti rispetto allo status quo. In ultima analisi, è probabile che la natura dell’ambiente economico conterà più dell’atteggiamento del presidente in carica.

Marzo

Elezioni politiche in Italia (4)

Il referendum sulla riforma costituzionale in Italia sembra ormai un lontano ricordo e le reazioni relativamente positive del mercato agli sviluppi politici europei nel 2017 fanno pensare che gli investitori siano più a loro agio con questi temi rispetto al passato recente. Tuttavia, al di là della calma sui mercati, restano segnali di un forte malcontento popolare nei confronti dell’Unione Europea; il successo o la sconfitta del Movimento 5 Stelle potrebbe diventare un termometro dell’umore generale.

Elezioni presidenziali in Russia (18, primo turno)

Una vittoria del presidente uscente Vladimir Putin non dovrebbe provocare movimenti di mercato…

Tetto del debito USA

L’ormai tradizionale diatriba di fine anno sul tetto del debito negli Stati Uniti ha avuto un impatto trascurabile sui mercati nel 2017. Tuttavia, le “misure straordinarie” adottate a dicembre dovrebbero esaurirsi fra marzo e aprile e le nuove riforme fiscali potrebbero riportare di nuovo l’attenzione sulla situazione dei conti pubblici USA.

Relazione cinese sul lavoro del governo

Le decisioni prese durante l’appuntamento annuale della Central Economic Work Conference a dicembre in genere vengono comunicate a marzo dell’anno successivo. La relazione di norma fornisce una valutazione del giudizio del partito Comunista sullo stato corrente dell’economia e gli sviluppi dell’anno precedente e, soprattutto, dà un’idea degli obiettivi politici per il futuro.

Aprile

Scade il mandato di Haruhiko Kuroda alla guida della Banca del Giappone (8)

Abbiamo già parlato della natura profondamente sperimentale delle politiche intraprese in Giappone nell’arco di molti anni. Kuroda dovrebbe essere confermato, ma in caso contrario, potrebbe scattare una certa volatilità.

Maggio

Elezioni presidenziali in Colombia (27, primo turno)

Il presidente uscente Juan Manuel Santos non può ricandidarsi dopo due mandati consecutivi. Sono in lizza diversi candidati e la gamma di risultati possibili è molto ampia. La volatilità potrebbe manifestarsi se gli investitori cominciano a temere le implicazioni per l’accordo di pace interno e le riforme fiscali in corso.

Giugno

7° Seminario internazionale OPEC (20-21)

A novembre l’OPEC ha concordato una proroga dei tagli di produzione fino alla fine del 2018. Il Seminario internazionale a metà 2018 sarà l’occasione per rivedere quella decisione a fronte degli sviluppi economici successivi. È in corso un acceso dibattito sull’effettiva capacità dell’OPEC di influenzare il prezzo del petrolio oggi, ma come abbiamo sottolineato in precedenza, le curve di domanda e offerta ripide per le commodity implicano che anche cambiamenti di scarso rilievo possono innescare una volatilità notevole.

Tale volatilità può sempre essere esasperata da influenze comportamentali e, a tale riguardo, la crescente tensione in Iran e le elezioni politiche in Iraq (12 maggio) potrebbero avere un ruolo determinante.

Luglio

Elezioni presidenziali in Messico (1)

Una vittoria di Andres Obrador in Messico potrebbe comportare qualche modifica significativa nella linea politica. Obrador si è già avvicinato alla vittoria in passato e viene percepito da molti come ostile ai mercati e al commercio.

Ottobre

Versione finale dell’accordo sulla Brexit prima della ratifica del Parlamento Europeo

L’UE punta a definire i termini della Brexit entro 18 mesi dall’invocazione dell’Articolo 50, il che consentirebbe la ratifica del Parlamento Europeo e dei parlamenti nazionali prima della scadenza del 29 marzo 2019. Si rimanda alla “fallacia della pianificazione” citata sopra, al post dell’anno scorso di Steven e a quello di Christophe del 2016

Elezioni presidenziali in Brasile (7-28)

La volatilità della politica brasiliana ha creato opportunità di investimento l’anno scorso. Come in altri Paesi sudamericani nel 2018, sono le implicazioni per il processo di riforma strutturale ad essere spesso citate come motivo principale del clima di paura nel periodo elettorale.

Novembre

Elezioni generali in Thailandia

Dal 2014 la Thailandia è guidata da una giunta militare e da allora le elezioni proposte sono state sempre rinviate. Il governo militare ha annunciato che le nuove elezioni si terranno a novembre, anche se la data effettiva sarà definita a giugno.

Cosa significa tutto questo per gli investitori?

Prevedibilmente, questo calendario (con la gamma di eventi che possiamo conoscere in anticipo) è dominato da elezioni e decisioni politiche. Tuttavia, i fondamentali cruciali che contano davvero non si possono calendarizzare.

Le prospettive per ogni anno nuovo sono più indicative di ciò che ci preoccupa oggi che non degli aspetti destinati a influenzare i prezzi degli asset in futuro. Per quanto gli eventi elencati sopra possano incidere sui fondamentali e la volatilità di mercato nei prossimi mesi, gli investitori dovrebbero aspettarsi di scoprire che le forze effettivamente influenti sui prezzi degli asset nel 2018 si troveranno in realtà altrove e in molti casi deriveranno da fattori di cui oggi non parla nessuno o quasi.

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