Portafoglio Italia, anche nel 2016 ottimi risultati. Ecco i nuovi “cani” per il 2017

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Nel 2015 il Portafoglio Italia aveva doppiato il Ftse Mib in termini di performance (qui) ma anche nel 2016 non c’è stata storia. Nel dettaglio, a fronte di un Ftse Mib che nell’anno (tutte le performance sono aggiornate alla chiusura del 29 dicembre) ha perso oltre il 10%, il portafoglio dei “10 Dogs” ha messo a segno un +11,38% comprensivo dei dividendi. il Portafoglio composto dal solo titolo Enel, cosiddetto “PPP”, ha registrato un +10,43% e solo quello dei “5 Dogs” è risultato in rosso: -4,69 per cento. I risultati 2016 in dettaglio sono qui.

Con i dati di fine 2016 siamo però pronti a rinnovare il portafoglio anche per il 2017, affidandoci sempre alla metodologia dei “Cani del Dow” ideata e pubblicizzata dal guru americano Michael O’Higgins – selezionando i 10 titoli con il rendimento del dividendo più elevato – per costruire un portafoglio in grado di battere il Ftse Mib. I portafogli in realtà, con questi 10 titoli sono tre. Il primo, quello dei “10 dogs” comprende appunto i 10 titoli con il dividend yield maggiore scelti tra i 40 del Ftse Mib.

Ordinando questi 10 titoli per prezzo crescente e prendendo i primi cinque (quelli cioè con il prezzo inferiore) si ottiene il secondo portafoglio “5 dogs“: alla base del motodo è il fatto che un incremento (in assoluto) del prezzo ha un impatto percentuale maggiore su un titolo con un prezzo basso piuttosto che alto. Il terzo e ultimo portafoglio, detto “PPP” è composto infine da un solo titolo: il secondo dell’ordinamento (dal prezzo più basso a quello più alto). Si tratta solo di una anomalia statistica scoperta da O’Higgins ma valida anche sul mercato italiano: in genere – ma ovviamente non è una certezza – è un titolo che sovraperforma il mercato. Quest’anno è Banco Bpm.

Qui il link al portafoglio completo. Che ha subito profondi cambiamenti rispetto al 2016. Ci abbandonano i best performer StM (+75%) e Tenaris (+59%), e, dopo anni di onorate performance, anche Terna, che già nel 2016 aveva segnato un -3,6 per cento. Il Portafoglio Italia 2017 sarà un portafoglio molto sbilanciato sui comparti bancario e assicurativo: gli unici titoli non appartenenti al settore finanziario sono infatti Eni e Snam. Gli altri otto si dividono tra banche (Intesa SanPaolo, FinecoBank e il nuovo gruppo Banco Bpm), assicurativi (Generali, Unipol, Unipolsai) e di asset management (Azimut e Poste).

Una nota a proposito di Banco Bpm: il titolo nasce dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm, con Banco Popolare come società incorporante. Entrambi i titoli sarebbero stati tra i 10 cani (7,5% il dividend yield di Bpm e 6,5% quello del Banco), tuttavia la fusione ha portato a escluderne uno per non essere troppo “pesati” su una singola società.

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