Report Operativo

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REPORT OPERATIVO

Il Report Operativo di Pierpaolo Soldaini, distribuito da Finanzaoperativa.com e XTraderNet, riscuote sempre più successo! Merito della performance: le operazioni sui titoli azionari italiani a maggior capitalizzazione, appartenenti al paniere Ftse Mib, hanno generato, a partire dal giugno 2013, una performance (aggiornata all’8 maggio 2017) del +157,8%.

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 In un arco temporale di quarantasei mesi (da giugno 2013 alla prima settimana di maggio 2017) le operazioni long/short sulle azioni appartenenti al paniere Ftse Mib, del servizio Report Operativo, hanno generato una performance lorda del +157,8% (+41,17% su base annua) sovraperformando nettamente il benchmark di riferimento sottostante, l’indice Ftse Mib, che ha realizzato nello stesso periodo una crescita del +22,4% (+5,84% lordo su base annua). Il 6 marzo 2017 la performance lorda si attestava al +162% circa (+44,2% su base annua), e ha dunque subìto una battuta d’arresto nei mesi di marzo e aprile 2017 segnando una flessione del -4,2%. Nulla di preoccupante considerato che questi lievi arretramenti della equity line sono da ritenersi fisiologici, e che la metodologia ha sempre restituito ogni anno una performance lorda a doppia cifra superiore al +20%.

Report Operativo vs Ftse Mib performance

Passiamo ad analizzare i dettagli del track record, ricordando che tutte le operazioni non sono state effettuate sulla base di un trading system (sistema automatico/meccanico di trading), ma tramite una METODOLOGIA di trading di tipo DISCREZIONALE basata prevalentemente su valutazioni personali con l’ausilio dell’analisi tecnica/quantitativa affiancata da strumenti di natura fondamentale. Tutte le singole operazioni sono state indicate nei report operativi settimanali, oppure direttamente tramite gli aggiornamenti infrasettimanali del blog e/o del profilo twitter, specificando chiaramente i livelli di entrata/acquisto e/o uscita/vendita allo scoperto, i livelli di stop loss, i livelli obiettivo su due target principali. La durata media di ogni singola operazione è stata di 6,21 giorni per una frequenza di dieci operazioni ogni quattordici sedute di Borsa.

Report Operativo track record

Le operazioni profittevoli sono state il 43,11% del totale, mentre quelle in perdita sono state il 56,89%. Ciò che ha fatto la differenza è il profitto medio per le operazioni positive che è stato pari al +5,92%, a fronte di una perdita media delle operazioni negative del -2,04%, un ratio pari a 2,9 (ogni singola operazione positiva ha generato un profitto medio pari a circa tre volte la perdita media generata da ogni singola operazione negativa).

Il massimo numero di operazioni consecutive in perdita è stato pari a nove operazioni, verificatesi nel febbraio del 2016, con una perdita sul capitale pari al 4,54%, mentre il massimo drawdown è stato pari al -6,61% e si è verificato tra il 16 aprile e il 7 luglio 2015, quando la valorizzazione è passata da +79,18% a +72,57%. Il  numero delle operazioni long (acquisto) effettuate, 484 su 689 (70,25%), prevale nettamente su quelle short (vendita allo scoperto), 205 su 689 (29,75%). Interessante notare che, tra i long, la percentuale di operazioni profittevoli sale notevolmente: 45,87% di positive contro il 54,13% di negative, mentre tra quelle di vendita allo scoperto (short) le negative sono il 63,9% contro un 36,1% di positive.

Altra nota di rilievo che emerge dall’analisi del track record è il raffronto tra la performance del portafoglio azionario e il benchmark durante le fasi di correzione dell’indice Ftse Mib. Ci sono state sei fasi di correzione nel periodo considerato: le due di breve periodo tra la fine di ottobre e la metà di dicembre 2013, e tra l’inizio di aprile e la seconda metà di maggio 2014; e quella di medio periodo avvenuta tra l’inizio di giugno 2014 e il gennaio 2015. Nella prima fase l’indice Ftse Mib è sceso da +10% a +1,42%, mentre il portafoglio è salito da +15,4% a +21,3%. Nella seconda il Ftse Mib è sceso da +26,6% a +16,05%, mentre il nostro portafoglio è salito dal +35,3% al +39,3%. Nella terza il Ftse Mib è sceso da +28,8% a +3,52%, mentre il portafoglio è salito ancora dal +39,15% al +53,35%. Nelle altre due correzioni verificatesi nell’estate 2015 provocate dai fattori esogeni “crisi greca e cinese” con l’indice Ftse Mib passato da +35,95% a +19,7% (giugno) e da +36,9% a +16,8% (agosto), il nostro portafoglio ha mantenuto una performance costante attorno a +75%, che è salita a +86,33% alla fine di novembre 2015. La sesta fase di correzione è quella iniziata da novembre/dicembre 2015 e proseguita nei primi sei mesi del 2016. In tale periodo l’indice Ftse Mib ha perso oltre il -34,2%, mentre le operazioni indicate nel report operativo hanno continuato a realizzare performance positive con la valorizzazione del portafoglio salita dal +85,83% di inizio dicembre 2015 al +116,36% di luglio 2016. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’attento stock picking sui titoli e all’utilizzo complementare degli short a fianco dei long, che consente di sfruttare anche le fasi di ribasso per incrementare la performance totale del nostro portafoglio azionario.

 Le performance si considerano al LORDO delle commissioni di negoziazione, che variano a seconda del broker di riferimento, della tassa sulle transazioni finanziarie – cosiddetta Tobin Taxdell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari, e ovviamente della tassa sul capital gain (attualmente al 26%), oltre ad ogni eventuale costo strettamente inerente al broker. Le performance sono invece al NETTO dello slippage, che è già compreso nei prezzi di apertura e chiusura delle singole posizioni. Inoltre: La performance è calcolata tenendo conto che in ogni singola operazione è stato investito il 10% dell’intero capitale disponibileGli utili realizzati nelle singole operazioni si considerano reinvestiti nelle operazioni successive, cioè la size impiegata nel singolo trade viene aumentata (diminuita) di volta in volta che si realizzano gli utili (le perdite) sulle operazioni precedenti. Ad esempio: partendo da un capitale di 100000 (centomila) euro si investiranno 10000 euro nella prima operazione; supponendo di realizzare un gain lordo del +10% il capitale di riferimento passerà a 101000 euro, quindi la size per l’operazione successiva sarà di 10100 euro. Al contrario, se si prende lo stop loss e si realizza una perdita del -3%, la size da impiegare nell’operazione successiva sarà pari a 9970 euro.

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