Risparmio gestito, la nascita del terzo polo e l’analisi di Akros su Anima

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A cura di Banca Akros

Il settore del Risparmio Gestito nella Borsa Italiana è rappresentato da gruppi che hanno business model molto differenti con profonde diversità in termini di crescita e redditività specie in prospettiva. Si va dai servizi di intermediazione di FinecoBank, che dedicano al risparmio gestito una piattaforma aperta in cui ospitano prodotti di altre case italiane ed estere, a modelli come Mediolanum, Azimut e Banca Generali che offrono prodotti propri e di terzi attraverso una estesa rete di promotori e bankers, per atterrare su Anima che può essere definita una fabbrica prodotto, occupandosi esclusivamente di gestire gli asset distribuiti dai propri partners. Proprio il modello di Anima ben si addice a creare legami con una molteplicità di soggetti interessati ad avere una qualificata fabbrica di prodotto, senza che gli stessi si trovino in conflitto tra loro date le specificità delle reti di distribuzione. Ce ne occupiamo cogliendo al balzo le indiscrezioni di questa settimana che prefigurano attorno ad Anima la nascita del terzo polo del risparmio gestito in Italia.

Anima Holding: manteniamo la raccomandazione di accumulate, ma aumentiamo il nostro target price a 7,50 euro per azione dai precedenti 6,40 euro, in vista della nascita del terzo gestore maggior asset manager in Italia prospettata da fonti di stampa. Nel dettaglio, riteniamo che attualmente l’azione sia valutata correttamente sui fondamentali (multiplo capitalizzazione/asset gestiti 2017 di 2,6%), in linea con i maggiori gruppi del settore quotati in Europa. Stimiamo che le operazioni di aggregazione possano portare a una crescita superiore all’11% nel 2017, grazie ad economie di scala e alla notevole rete di distribuzione a patto che lo scenario ipotizzato dalla stampa si realizzi. Secondo Il Sole24Ore, Banco BPM (al 14,7% di Anima), CDP (35% di Poste) e Poste Italiane (10,3% di Anima) sono alle fasi finali della creazione del terzo polo di gestione del risparmio in Italia, grazie alla loro partecipazione diretta ed indiretta in Anima.

Le varie fasi del progetto sono già conosciute dal mercato e possono essere sintetizzate come segue: Poste contribuirà a Banco Posta Sgr con circa 76 mld di euro di assets under management in cambio di azioni di nuova emissione di Anima. Quest’operazione spingerà gli Aum di Anima a 150 mld ed è soggetta all’approvazione da parte dell’Assemblea degli azionisti di Anima. Poste Italiane dovrebbe aumentare la sua partecipazione in Anima dal 10% ad un massimo del 24,9%. Secondo la stampa Banco BPM potrebbe decidere di vendere Alletti Sgr ad Anima, per un controvalore che la stampa stima tra 500 e 700 milioni di euro. Al tempo stesso Anima e Banco BPM potrebbero estendere il loro accordo di distribuzione dal 2030 fino al 2040. L’ultima fase, che forse costituisce l’unica novità presente nell’articolo del giornale di domenica, consiste nella vendita da parte di Poste di un 10%-15% della partecipazione in Anima a CDP, per creare un campione nazionale in un settore strategico e prevenire future acquisizioni da parte di operatori stranieri.

Ricordiamo ai lettori che Anima, a seguito della riorganizzazione descritta, è destinata a diventare il terzo gestore di patrimoni per asset in Italia con circa 170 mld in Aum. Le sinergie potrebbero inizialmente provenire dai volumi e dalla razionalizzazione dei costi e, successivamente, dal cross-selling, grazie all’importante rete di distribuzione. Infatti, prendendo in considerazione Banco BPM (c. 2,300 sportelli), Banca Monte dei Paschi (c. 2,000 sportelli) e Poste (13,200 uffici postali) Anima potrebbe contare su una delle reti di distribuzione più ampie e capillari in Europa; Una volta realizzato l’intero progetto, è probabile che i principali azionisti di Anima siano: Banco BPM (dal 10% al 12%); Poste Italiane (dal 10% al 15%); CDP (dal 10% al 15%).

Applicando il metodo FCFE otteniamo un Target Price di 6,4 euro per azione, ma riteniamo che l’M&A possa accrescere il valore nel medio termine, considerando che Anima può facilmente raggiungere più di 200 mld di euro di asset nei prossimi cinque anni. Sebbene tutti gli accordi descritti debbano ancora essere conclusi, riteniamo che il mercato tenderà ad incorporare rapidamente un 17% di premio a ciò che stimiamo sia la valutazione fondamentale prima dell’M&A.

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