Un ultimo trimestre di corsa per le Borse

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borsa italiana

A cura di Larry Hatheway, Capo economista di Gam

L’outlook per i mercati azionari globali continua ad essere positivo per gli ultimi mesi dell’anno. I titoli sono sostenuti dalla crescita globale robusta e sincronizzata, oltre che dai buoni utili del terzo trimestre. Circa il 70% delle società incluse nello S&P 500 ha superato le aspettative del consenso e ci aspettiamo un incremento negli utili societari in Europa e nei mercati emergenti, a testimonianza di un miglioramento ciclico della profittabilità in queste regioni.

Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, invece, la parola chiave è “difensivi”. Le Banche centrali stanno iniziando a correggere le proprie politiche monetarie, come recentemente registrato per la Bank of England, che si unisce alla Federal Reserve e alla BCE in un processo di normalizzazione. I rendimenti obbligazionari stanno deviando, ma, molto probabilmente, secondo la nostra opinione, continueranno il loro movimento verso l’alto a breve.

Il rischio principale per gli investitori nei mesi che ci separano dall’anno prossimo è un melt-up dell’upside nei mercati azionari. Alcuni indicano i mercati azionari e le valutazioni, che sono cresciuti in maniera significativa nel 2017, ormai “al limite”. Il momentum rappresenta tuttavia un chiaro driver per tutti i mercati sul breve periodo, mercati azionari compresi, e sembra che assisteremo a un’ulteriore crescita dell’azionario nell’ultimo trimestre, aspetto che potrebbe cogliere di sorpresa molti investitori.

Il rischio di downside deriva dall’emergere di un’inflazione più forte. Anche se non vediamo molti segnali di un’inflazione in crescita al momento, i mercati sono accomodanti rispetto a tale rischio, in particolare ora che si sta raggiungendo la piena occupazione negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in buona parte dell’Europa e in Giappone.

Gli investitori non sembrano reagire all’incertezza politica, nonostante diverse fonti di preoccupazione tra cui l’eventualità di un conflitto geopolitico, la possibilità che la riforma fiscale statunitense fallisca e la comparsa di movimenti separatisti in Europa. La volatilità, invece, rimane bassa e continuano i buoni risultati degli asset di rischio. Crediamo sia necessario uno shock più grande per destabilizzare i mercati, principalmente perché i fondamentali sottostanti di crescita sincronizzata e non inflazionaria e di alti ROC rimangono intatti.

Continuiamo ad avere fiducia in quei settori meglio supportati dai fondamentali, con una preferenza per l’azionario emergente, giapponese ed europeo. Crediamo sia anche saggio legare l’esposizione al beta azionario con fonti di guadagni non correlate, inclusi gli scambi relative value, le posizioni di merger arbitrage e altre posizioni di mean reversion, che aggiungono stabilità al portafoglio. Facendo ciò, cerchiamo di generare rendimenti in maniera tale da minimizzare i rischi di ribasso senza basarsi sui titoli di Stato.

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