A-share cinesi, tre elementi che rendono unico questo segmento

A cura di Kristjan Mee, Strategist, Research and Analytics di Schroders

Primo epicentro della pandemia del nuovo coronavirus, la Cina è stata anche il primo Paese ad allentare le misure di contenimento. Di conseguenza, le azioni cinesi si sono riprese meglio rispetto agli altri mercati azionari, su base annua, attraendo nuovi investitori.

Naturalmente, una strategia di investimento non dovrebbe basarsi sugli sviluppi di breve termine, anche perché gli effetti della crisi attuale sono ancora incerti. Detto ciò, ci sono buoni motivi per cui l’azionario cinese, soprattutto quello quotato sulle borse di Shanghai e Shenzhen, offre opportunità attraenti.

Il punto sulle A-share cinesi

Le A-share cinesi hanno recentemente fatto il loro ingresso nei principali indici, compresi quelli di Msci, dopo un graduale processo di apertura dei mercati cinesi agli investitori stranieri. Da metà 2017 in poi, la percentuale di A-share incluse negli indici di Msci è aumentata in modo graduale, tuttavia l’esposizione degli investitori su questi segmenti è ancora limitata e non ottimale.
Al momento, solo il 20% della capitalizzazione totale di 472 titoli A-share è incluso nell’indice Msci Emerging Markets. Una piccola percentuale, dato che sono oltre 3.500 le azioni quotate sulle Borse di Shanghai e Shenzhen.

Inoltre, il segmento Star, lanciato nel 2019 come la versione cinese del Nasdaq, è totalmente escluso dagli indici Msci. Di conseguenza l’indice Msci China è ancora dominato dai titoli quotati ad Hong Kong e negli Usa, che rappresentano il 35,8% dell’Indice Msci Emerging Markets, mentre le A-share pesano soltanto per il 4,8%. L’ulteriore inclusione delle A-Share in questi indici avrà tempistiche ancora incerte, ma la direzione è chiara: l’importanza di questo segmento è destinata a diventare sempre maggiore.

Perché gli investitori dovrebbero considerare una maggiore allocazione sulle A-share

Attenersi agli indici quando si investe nell’azionario cinese potrebbe limitare l’esposizione alle opportunità di alpha. Secondo una nostra analisi, i rendimenti mediani per le A-share sono stati dell’8% annualizzato negli ultimi 5 anni (dati Schroders e Morningstar, al 31 marzo 2020): un livello senza precedenti se confrontato con altri mercati globali. Sono in particolare tre i motivi che rendono questo segmento unico rispetto ai competitor.

1. Un alto livello di partecipazione degli investitori retail
Gli investitori retail rappresentano più dell’80% dei volumi di scambio medi giornalieri nel segmento delle A-share, in netto contrasto con il segmento H-shares di Hong Kong, che è dominato dai grandi investitori istituzionali. Si tratta di un elemento importante, dato che generalmente gli investitori retail sono meno focalizzati sui fondamentali delle aziende e spesso scambiano i titoli basandosi sui “rumor” – ciò porta le azioni a essere notevolmente sotto o sopravvalutate, creando opportunità interessanti per gli investitori più sofisticati. L’orizzonte temporale più esteso degli investitori istituzionali inoltre permette loro di resistere alle fluttuazioni dei prezzi causati dai cambiamenti improvvisi del sentiment degli investitori privati.

2. I fondamentali stanno diventando sempre più importanti
Se i mercati fossero guidati esclusivamente dalle speculazioni, sarebbe molto difficile creare valore, anche per i gestori più esperti. La buona notizia – soprattutto per i gestori attivi – è che il mercato delle A-share sta maturando e i fondamentali stanno diventando sempre più importanti.

3. Il mercato delle A-share è ricco di azioni mid-cap
Rispetto ai segmenti offshore del mercato (Hong Kong e Usa inclusi nell’indice Msci China), la capitalizzazione delle A-share è distribuita in modo più equo, con una grande componente di mid-cap. Pur trattandosi di società meno conosciute agli investitori internazionali rispetto ai giganti del tech come Tencent o Alibaba, giocano un ruolo importante nella storia della crescita cinese.
È importante sottolineare inoltre che in questo modo gli investitori possono avere accesso a settori che sarebbero altrimenti inaccessibili sul mercato offshore, come servizi e beni di consumo, automazione industriale, media e healthcare. Inoltre, le società più piccole spesso sono poco indagate dagli analisti, portando a inefficienze a livello di informazioni. Infatti, un terzo del mercato non è per niente coperto dagli analisti.

Conclusioni

In momenti di incertezza, è importante guardare al quadro generale. Riteniamo che l’unicità del mercato delle A-share lo renda un’area interessante su cui allocare una parte del portafoglio, che complementi un’esposizione ai mercati emergenti più in generale.

Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, ci sono ancora alcune problematiche legate alla corporate governance in Cina. Ecco perché è fondamentale affidarsi a un gestore che sia in grado di applicare un’adeguata due diligence con presidio locale.

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