Allianz GI: “Downside risk sotto controllo”

A cura di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy di Allianz Global Investors

I mercati finanziari hanno accolto con favore le notizie più positive delle ultime settimane. Il rallentamento dei nuovi casi di Covid-19, insieme all’intervento deciso della Federal Reserve Usa per tenere sotto controllo i rischi sul credito legati alla crisi, hanno dato ulteriore slancio alla ripresa dei mercati azionari. Il rally ha addirittura comportato la riduzione dei rischi di default delle obbligazioni societarie incorporati nei prezzi (cfr. grafico della settimana).

Inoltre, il 12 aprile l’Opec+ ha raggiunto un accordo, dimostrando una capacità di azione inimmaginabile sino a poche settimane fa. I Paesi membri hanno deciso di ridurre la produzione giornaliera di 10 milioni di barili circa sino a giugno, per poi tornare ad incrementarla gradualmente nei mesi successivi. Anche se tale intesa è motivata dal drammatico collasso della domanda, e il contributo di altri produttori come Usa, Canada e Brasile non è ancora chiaro, l’accordo è servito se non altro a mitigare i rischi di ribasso del prezzo del greggio.

Anche i rischi di un’imminente crisi finanziaria globale sembrano apparire meno forti. Tuttavia, tale evoluzione non si deve tanto a un miglioramento tangibile delle prospettive di crescita economica, quanto alla disponibilità delle principali banche centrali – Federal Reserve in testa – di accettare a garanzia titoli con una qualità creditizia inferiore, ove necessario, oppure di acquistare questi asset direttamente sul mercato. Gli annunci delle autorità monetarie hanno già spinto gli investitori a cercare maggiori opportunità in tali segmenti del mercato. Le mosse delle Banche Centrali tuttavia non ridurranno il rischio di insolvenza legato al calo della domanda conseguente alle misure varate dai governi per far fronte alla pandemia.

La settimana prossima

Attualmente l’evoluzione dell’epidemia – in termini di nuovi casi di coronavirus e di decessi – sembra quantomeno muoversi nella giusta direzione. Tuttavia, non possiamo abbassare la guardia. La prossima settimana probabilmente l’attenzione si sposterà sull’arena politica, poiché i governi dovrebbero fornire indicazioni circa modalità e tempistiche di una graduale normalizzazione della vita pubblica. Mentre alcuni Paesi hanno annunciato passi molto graduali per riaprire parti dell’economia, altri hanno prolungato le restrizioni fino all’inizio di maggio. I fattori da considerare sono molteplici, ad esempio la disponibilità di tamponi, dispositivi di protezione individuale e mascherine. Anche il tasso di riproduzione del virus, vale a dire il numero di persone contagiate da un soggetto infetto, potrebbe avere grande rilevanza. Inoltre, gli osservatori monitoreranno attentamente gli sforzi della Cina per far ripartire l’economia e valuteranno l’efficacia delle politiche di Pechino e la presenza di eventuali problemi.

Quanto al contesto macroeconomico, giovedì l’attenzione sarà catalizzata dalle stime per i Pmi flash. I dati definitivi per marzo evidenziano un deterioramento senza precedenti dell’attività economica. I Pmi di aprile terranno probabilmente conto dell’effettivo impatto delle prime restrizioni. Occorre tener presente che lo scopo di questa indagine è unicamente quello di riflettere i cambiamenti nell’attività rispetto al mese precedente, pertanto eventuali progressi o peggioramenti devono essere valutati tenendo conto del dato molto deludente del mese precedente.

Nel corso della settimana è inoltre prevista la pubblicazione di altri indicatori sul sentiment: venerdì conosceremo l’indice Ifo tedesco, mentre l’Indicatore sulla fiducia dei consumatori dell’Unione Europea e le prospettive per il settore manifatturiero francese saranno resi noti mercoledì. Venerdì saranno pubblicati anche i dati circa gli ordinativi di beni durevoli negli Usa. In alcuni casi i dati potrebbero evidenziare flessioni senza precedenti.

Continuare a prendere sul serio il virus

Di recente abbiamo assistito a una riduzione di alcuni potenziali rischi di ribasso: la diffusione del virus avviene più lentamente grazie alle rigide misure di lockdown, le banche centrali mitigano il rischio di incidenti incontrollati nel sistema finanziario e il pericolo di un tracollo definitivo del prezzo del petrolio è diminuito. In tale contesto potrebbero crearsi delle opportunità per le obbligazioni corporate. Anche le stime sulla crescita e gli utili sembrano ora indirizzate verso uno scenario più realistico, anche se le attese di una riduzione degli utili del 10% per le società dell’S&P 500 Usa nel 2020 ci sembrano ancora abbastanza ottimistiche.

Tuttavia, la forte ripresa dei mercati azionari sembra riflettere uno scenario molto favorevole in termini di evoluzione della pandemia: non vi sono praticamente segnali di protezione contro il rischio di un fallimento delle misure di contenimento o di una normalizzazione dell’economia più lenta del previsto. Fortunatamente, in qualità di gestori attivi, abbiamo il vantaggio di poter essere molto selettivi nel nostro approccio ai mercati azionari.

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