Argento, il vero boom arriverà con la transizione energetica

“L’argento condivide molte delle caratteristiche dell’oro, e dunque – proprio come l’oro – negli ultimi mesi è stato anch’esso oggetto di una forte domanda da parte degli investitori. In particolare, gli acquisti di argento da parte di Etf hanno registrato una crescita, in proporzione, addirittura superiore a quelli dell’oro, con la quantità di argento detenuta da Etf che è aumentata del 50% dall’inizio dell’anno (fino ad arrivare a superare la notevole cifra di 900 milioni di once)”. E’ quanto nota Benjamin Louvet, Commodities Portfolio Manager di Ofi Asset Management. Di seguito la sua analisi sulle prospettive dell’argento.

A livello di mercato, durante la crisi da Covid-19 alcune fonti di domanda sono venute meno. In particolare, il settore industriale, che da solo costituisce oltre il 50% della domanda di argento, ha subito una forte flessione a causa del rallentamento dell’economia mondiale e delle misure di lockdown conseguenti alla pandemia. Allo stesso modo, il settore della gioielleria (21% della domanda) ha subito un brusco arresto a causa delle ripercussioni sui mercati cinesi e indiani.

Il mercato è stato duramente colpito anche sul lato dell’offerta. La maggior parte dei produttori si concentrano in Sud Africa e nel Centro America; due regioni duramente colpite dalla crisi sanitaria. Alla fine di maggio, quando la crisi ha raggiunto il suo apice, aveva interrotto l’attività circa il 66% degli impianti produttivi.

Da allora, le misure di lockdown si sono allentate, ma la situazione è ancora instabile in molti paesi. Alcune delle attività estrattive del Perù (il secondo maggior produttore al mondo dopo il Messico) sono ancora inattive, con il paese che è circa al quinto posto per numero di contagi. A fine luglio, Pan American Silver (tra le maggiori compagnie di estrazione d’argento al mondo) si è trovata costretta a sospendere tutte le sue attività nel paese dopo che un gran numero dei suoi dipendenti è risultato positivo al Covid-19. Questa sospensione prolungata è certamente uno dei motivi per cui il prezzo dell’argento ha iniziato a crescere con un impeto più forte dopo maggio, guadagnando fino al 60% da inizio anno.

Le prospettive

Dato l’attuale scenario macroeconomico, è probabile che l’argento – come l’oro – continuerà a essere sostenuto dal suo status di metallo prezioso e dalla prospettiva di bassi tassi d’interesse reali. Tuttavia, per crescere ulteriormente, l’argento dovrà trovare venti favorevoli anche nei settori in cui è maggiormente impiegato, come l’industria. A tal riguardo, le premesse sembrano essere buone vista la ripresa osservata delle ultime settimane. Inoltre, l’argento è sempre più utilizzato nelle tecnologie legate alla transizione energetica.

La mobilità elettrica rappresenta l’applicazione più importante. L’argento è un ottimo conduttore e, anche se non è impiegato nella produzione di batterie, viene comunque utilizzato per altre componenti, ad esempio per lo sviluppo dell’elettronica di bordo. Si pensi che mentre il settore dell’automotive nei primi anni 2000 praticamente non consumava argento, adesso rappresenta il 5% del consumo totale, con un ammontare pari a 40 milioni di once l’anno.

Nei prossimi anni, come noto, ci si aspetta un boom delle auto elettriche, e questo dovrebbe creare una nuova fonte di domanda e sostenere i prezzi; se la ripresa osservata negli ultimi due mesi nel settore dell’automotive continuerà, dunque, contribuirà ad attrarre ulteriormente gli investitori verso il mercato dell’argento.

L’altro settore in via di trasformazione che potrebbe spingere l’argento è quello della produzione di energia. L’argento, infatti, è un elemento indispensabile nel settore fotovoltaico. Anche se questa tecnologia si è evoluta e l’ammontare di metallo utilizzato si è ridotto, la crescita dell’industria fotovoltaica è risultata in un raddoppio della domanda tra il 2014 e il 2019, e nel 2020 questo settore da solo potrebbe assorbire il 12% della produzione mondiale di argento. Data l’intenzione di sviluppare ulteriormente questa tecnologia e le molte nazioni che stanno optando per una svolta green, la percentuale di impiego di argento potrebbe aumentare e spingere ulteriormente al rialzo i prezzi.

Questo aspetto ha fatto addirittura scattare un campanello d’allarme da parte della Banca Mondiale, in un recente report sul ruolo chiave dei metalli. Nella transizione all’elettrico e alle energie rinnovabili, si corre infatti il rischio di passare da una dipendenza da combustibili fossili a una dipendenza dai metalli. La Banca Mondiale ritiene che in uno scenario di contenimento del surriscaldamento globale sotto la soglia dei 2°C, la domanda di argento arriverebbe a superare le 300mila tonnellate, ovvero l’equivalente di 10 anni di produzione attuale. E ciò considerando soltanto la produzione di energia, senza contare le applicazioni nello stoccaggio.

Infine, l’argento è un metallo il cui impiego potrebbe aumentare anche con le nuove batterie allo stato solido, in cui si sta testando l’impiego di anodi in grafite placcata d’argento.

In sintesi

L’argento presenta un grande potenziale di crescita per gli anni venire, per via del ruolo cruciale che ricopre nella transizione verso nuove tecnologie che stanno diventando sempre più importanti. Ma questo potenziale si materializzerà solo quando l’attività economica tornerà su ritmi più normali. Nel breve periodo, il destino dell’argento, in quanto metallo prezioso, resterà legato a quello dell’oro.

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