Azioni Usa nella trappola della trade war e quelle europee gravate dal rischio politico

A cura di Anima Sgr

Gli sviluppi sulla scena politica sono tornati protagonisti dei mercati. In questo contesto, caratterizzato da molti lavori in corso nei diversi “cantieri” dei policy maker a livello globale, il team di gestione di Anima mantiene un orientamento auto e l’approccio diventa ancora più tattico e selettivo.

 

Europa: rischio politico sempre più dominante.

Per quanto riguarda le Borse europee, dal momento che i rischi politici continuano a dominare la scena – dal rinnovo delle cariche dei vertici Ue alla Brexit e all’Italia –la view viene confermata neutrale, ma la gestione dell’esposizione direzionale al mercato, il cosiddetto Beta, è tattica e prudente e cresce il focus sullo stock picking, sulla ricerca di Alpha. In particolare, vengono privilegiati temi slegati dalle vicende commerciali: energia e utilities a livello di allocazione settoriale.

 

Italia: osservato speciale.

Molti i fattori di incertezza da qui alla fne dell’anno, a maggior ragione dopo l’esito delle elezioni europee e le ultime vicende che hanno alimentato nuove tensioni tra Governo e vertici Ue. Anche se non dovessero seguire rimpasti nella compagine di governo è evidente che a cambiare potrebbe essere la defnizione dell’agenda delle priorità, con maggiore attenzione al mondo delle imprese e alla pressione fscale. Ci aspettiamo un confronto aspro sulla prossima legge di stabilità dove il solo scongiurare l’aumento dell’IVA, previsto dalle clausole di salvaguardia della legge di bilancio 2019, impone di “reperire” risorse alternative per circa 20 miliardi di euro. Ci aspettano settimane dove è prevedibile che il governo cerchi un signifcativo allentamento dei vincoli di bilancio; tuttavia, il margine di manovra appare esiguo, ma quasi sempre si parte chiedendo “tutto” per poi trovare un punto di incontro a metà strada. Tra l’altro, proprio il 31 maggio, quando il governo doveva rispondere ai rilievi di Bruxelles sull’evoluzione del debito, l’Istat ha rivisto al ribasso il dato sul Pil domestico, che nel I trimestre del 2019 è salito solamente dello 0,1% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,1% nei confronti del I trimestre del 2018. Va segnalato che era dall’ultimo trimestre del 2013 che non accadeva che l’economia italiana calasse su base annua. Quindi molta cautela nel breve ma attenzione, dopo l’estate, a eventuali spiragli di accordo con la commissione Europea. Per queste ragioni viene confermato un posizionamento prudente e neutrale.

 

USA: nella trappola della trade war.

L’andamento della Borsa americana si è dimostrato contrastato. Infatti, per effetto del riaccendersi della guerra commerciale la fducia nel settore manifatturiero americano è peggiorata nel mese di maggio (50,5 punti dai 52,6 di aprile), toccando i minimi da settembre 2009. Al contempo si è assistito ad un ulteriore allentamento delle pressioni inflattive. Pertanto, il giudizio sul mercato azionario americano, in attesa di assistere agli sviluppi della guerra commerciale, ancora una volta viene rinnovato neutrale.

 

Borse emergenti: preferenza per india e Brasile.

La correzione causata dal ritorno delle tensioni commerciali tra USA e Cina apre nuovi scenari. Per quanto la Cina disponga di numerosi mezzi a sostegno della propria economia, l’incertezza e gli effetti negativi che un prolungato periodo di dazi al 25% pongono alla sua crescita economica, portano ad esprimere una view più cauta sui mercati emergenti (da neutrale a negativa), con preferenza per i Paesi meno esposti al rischio geopolitico, come India e Brasile. In Brasile lo scenario base rimane quello di un’approvazione della riforma previdenziale e la correzione delle ultime settimane fornisce l’opportunità di incrementarne l’esposizione. In India, la limitata esposizione dell’economia alle dispute commerciali rende il paese sicuramente più difensivo in un contesto di maggiore volatilità.

 

Borse Asiatiche: ancora costruttiva la view sul Giappone.

Il Giappone, a livello geografco, si conferma l’area con le migliori prospettive per il team gestionale di ANIMA, nonostante il mercato nipponico non abbia benefciato dell’espansione dei multipli. In particolare, va tenuto presente che molte società giapponesi stanno accelerando le riforme legate alla corporate governance e alle tematiche ESG, elementi che in prospettiva forniscono supporto a questo mercato

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