Banco Bpm, trimestre solido e il titolo riparte a Piazza Affari

A Piazza Affari è ormai in pieno svolgimento la stagione delle trimestrali estive e le banche sono sotto i riflettori, tra numeri che convincono e altri meno. I conti di Banco Bpm, in particolare, sono apparsi “solidi” grazie a ricavi core “più forti delle attese” e alla “solida base di capitale”, commentano gli analisti di Banca Imi, che sul titolo esprimono un “buy” (acquistare) con target price di 2,8 euro rispetto agli 1,6935 euro della chiusura di ieri, superata stamane di slancio dal titolo che dopo i primi scambi guadagna il 5,5% a 1,787 euro, comunque un euro al di sotto del prezzo obiettivo sopra ricordato, con un potenziale rialzista implicito di oltre il 55%.

La trimestrale di Banco Bpm

In particolare il secondo trimestre dell’istituto si è chiuso con un 1,02 miliardi di euro di ricavi, in calo del 20% su base annua e di poco al di sotto delle stime degli analisti, mentre il margine d’interesse è risalito a 515 milioni di euro (+2% rispetto al primo trimestre), battendo le attese. Grazie anche alla frenata del 5% anno su anno dei costi, l’utile netto è rimbalzato a 443 milioni di euro, dai 151 milioni del trimestre precedente, facendo leggermente meglio delle attese. Il costo del rischio è peraltro risalito a 75 punti base, dai 58 punti base del primo trimestre, complice la stagionalità e le ulteriori cessioni di crediti in sofferenza.

La pulizia di portafoglio continua a migliorare la solidità patrimoniale dell’istituto: l’esposizione netta ai crediti deteriorati è infatti calata dal 10,5% di fine marzo al 9,7%, mentre il Common equity Tier 1 a regime è risalito al 12%, 20 punti base in più di fine marzo. Con questo livello di capitale, secondo gli analisti di Websim, la banca potrebbe ricominciare a distribuire dividendi, ipotesi a cui ha accennato lo stesso amministratore delegato, Giuseppe Castagna, che in conference call ha dichiarato: “quest’anno penso che potremo ricominciare a pensare alla distribuzione dei dividendi”.

Al riguardo, a fronte di un utile per azione atteso pari a 33 centesimi nel corso del 2019, il consenso individua in 11 centesimi il possibile dividendo per l’anno in corso. Ciò significa che il titolo ai livelli attuali tratta circa 5,4 volte gli utili 2019 attesi e che il dividend yield prospettico è attorno al 6,15%.

Le raccomandazioni degli analisti su Banco Bpm

Anche per questo sul titolo prevalgono anche da parte degli analisti fondamentali giudizi positivi: quattro“buy” e due “outperform” a fronte di 4 “hold”, un “underperform” e un “sell”. Il prezzo obiettivo di consenso di Banco Bpm è invece pari a 2,25 euro, superiore del 26% alle quotazioni viste stamane in avvio di seduta.

Il quadro tecnico di Banco Bpm

Come spesso accade sono più prudenti gli analisti tecnici, che segnalano un trend neutro a breve termine e ancora moderatamente negativo a medio-lungo termine. Fino a ieri il trend a brevissimo era negativo, ma la buona risposta alla trimestrale dovrebbe riportarlo in positivo, avendo il rimbalzo di stamane già raggiunto le resistenze indicate in area 1,75-1,77 che, se tenute anche in chiusura, potrebbero trasformarsi in supporti in vista di una ulteriore estensione del rimbalzo tecnico.

Se invece dovessero tornare a prevalere le prese di beneficio, i primi supporti sono segnalati in area 1,62-1,60 euro con possibile estensione del calo sino agli 1,57 euro per azione. Per quanto riguarda infine le indicazioni circa i prossimi trimestri, il focus operativo del gruppo è confermato che resterà concentrato sulla gestione ordinaria, in particolare sul core business, mentre in merito alla prosecuzione del de-risking, in particolare relativo agli Utp (inadempienze probabili), Castagna ha spiegato che “la miglior strategia che possiamo adottare d’ora in avanti con gli Utp sarà di trattarli internamente, a livello organico, e pensiamo pertanto che non sia il caso di continuare a perdere soldi cedendoli”. Una indicazione che potrebbe significare maggiori sforzi anche sul fronte del recupero della redditività.

 

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

 

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