Bce, in arrivo un Quantitave Easing “verde”?

David SASSOLI - EP President meets with Christine LAGARDE, candidate for the position of ECB President

A cura di Scott Freedman, co-gestore del Bny Mellon Sustainable Global Dynamic Bond Fund

Ci aspettiamo che Christine Lagarde inauguri l’anno con un’agenda monetaria più “verde”. In questa nuova decade, gli investitori potrebbero vedere sul tavolo un programma di Qe green.

La Banca Centrale Europea è in cerca di nuove opportunità di investimento, e gli investitori dovrebbero fare lo stesso. I green bond offrono la possibilità di investire nella “E” (vale a dire nella componente ambientale) dei temi Esg.

Dopo un anno di sostenute emissioni di green bond nel 2019, ci aspettiamo che il mercato continui a crescere rapidamente nel 2020. Anticipiamo un aumento della domanda da parte degli investitori interessati a ottenere un’esposizione sostenibile, e da quelli che vogliono aiutare la transizione verso un mondo a basse emissioni di carbonio. Visti i timori crescenti per il cambiamento climatico, gli investitori potrebbero persino assistere a un impegno della Bce ad acquistare più emissioni verdi come parte del prossimo pacchetto di stimoli monetari.

Negli anni a venire, prevediamo che ci sarà un crescente numero di progetti green bisognosi di finanziamenti, accompagnato da un aumento di società consapevoli dei benefici reputazionali che possono derivare dall’emissione di green bond. Per quanto riguarda i governi, alcuni Stati aumenteranno la quantità di green bond mentre altri entreranno per la prima volta su questo mercato.

Il governo tedesco, ad esempio, ha lanciato un piano decennale da 86 miliardi di euro per modernizzare ed espandere il sistema ferroviario, che include l’elettrificazione di più tratte. Il governo federale ne finanzierà 62 miliardi di euro, mentre l’azienda ferroviaria controllata dallo Stato si occuperà della parte restante. Mi aspetto che un ammontare significativo sia classificato come “green” e che il piano possa portare all’emissione del primo “green bund”. L’emissione di titoli governativi green potrebbe incoraggiare più aziende domestiche a seguire l’esempio pubblico.

La lotta contro il cambiamento climatico ha bisogno non solo di finanziamenti green, ma anche della disponibilità degli investitori a finanziare questi emittenti e i progetti che permetteranno la transizione verso un regime a basse emissioni.

Un contesto favorevole per l’azionario Europa

A cura di Shamik Dhar, Chief Economist di Bny Mellon Investment Management

Il primo meeting della Bce nel nuovo decennio darà il tono ai mercati. Anche se si prevede che le politiche monetarie resteranno relativamente accomodanti, l’incontro dovrebbe trattare anche dell’obiettivo di inflazione della banca centrale. Gli investitori staranno a vedere se ci saranno cambiamenti nel livello target o se verrà messa in agenda l’elaborazione di una nuova misura dell’inflazione.

L’Europa ha a malapena evitato di entrare in una recessione guidata dal settore manifatturiero nel 2019, nonostante molti mercati abbiano avuto un anno solido, in linea con i cugini americani. Le azioni europee hanno un’opportunità per recuperare terreno grazie al contesto di crescita economica più stabile, seppur lenta. Ci aspettiamo che il supporto costante della Bce offra una protezione contro i ribassi più pronunciati degli indici di Borsa, creando un contesto favorevole per gli investitori azionari.

L’aspettativa che la Bce mantenga il proprio programma di Qe è già ampiamente incorporata nelle valutazioni. A meno che i mercati non ricevano indicazioni in senso contrario per il 2020, ci possiamo aspettare che le politiche monetarie determinino pochi movimenti sui mercati. Nel lungo termine, se la Bce resterà vigile nel proprio sostegno alla regione, il credito europeo potrebbe guadagnare appeal come opzione di investimento con minori rischi di ribassi rispetto a quelli visti nel 2019.

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