BFC Education – BlueAdvisor, puntata 32. La rivoluzione finanziaria dei big data

Venerdì 28 giugno 2019, alle ore 22.30, andrà in onda su BFCcanale 511 di Sky e 61 Tivùsat, in prima TV la trentaduesima puntata di BFC Education – BlueAdvisor, in cui Alessandro Greppi, Socio Ordinario Professional e membro del comitato scientifico di SIAT, illustra la rivoluzione finanziaria generata dallo studio e dall’utilizzo dei big data.

A differenza di quello che si può comunemente pensare, un set di dati non può essere definito “big data” solo perché questi sono tanti. È necessario che questi dati soddisfino contemporaneamente almeno 3 condizioni:

  1. il volume: ossia la grande quantità di dati che può essere generata anche da fonti eterogenee tra loro;
  2. la velocità: ossia la velocità con cui questi dato sono generati;
  3. la varietà: ossia dati strutturati, dati semi-strutturati e infine i dati non strutturati.

I dati ci circondano: ora più che mai è diventato fondamentale saperli valorizzare al meglio.

Negli ultimi anni la ricerca accademica ha cercato di mostrare come i big data possono essere utilizzati per dare indicazioni sui mercati finanziari. Uno dei lavori più sorprendenti per la semplicità e l’efficacia nel dimostrare questo potenziale è stato condotto dall’Università di Warwick nel 2013.

L’obiettivo di questa ricerca era quello di mostrare come l’interazione dell’uomo con internet e con i motori di ricerca può lasciare una scia di informazioni assolutamente gratuita e che, se debitamente utilizzata, permette di prevedere l’andamento dei mercati su un arco temporale di 5 giorni.

Il mondo degli investimenti sta vivendo una vera e propria rivoluzione. I principali istituti finanziari a livello mondiale stanno creando team di esperti assumendo persone: la rivoluzione ovviamente non riguarda solo gli investimenti, infatti l’utilizzo dei dati può essere anche usato per migliorare la profilazione dei clienti bancari,

L’uso sempre più massiccio dei dati ha catapultato nel mondo degli investimenti la figura del data scientist, un fenomeno che possiamo ritenere consolidato particolarmente all’estero. Il motivo principale è che l’attuale contesto dei mercati sta rendendo sempre più difficile generare rendimenti stabili quindi si cerca di individuare da fonti alternative di dati nuovi segnali che possano fare la differenza.

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