Bollettino statistico CONSOB – Le società quotate e l’intermediazione finanziaria

CONSOB ha pubblicato il Bollettino statistico n. 14 – giugno 2019 in cui si analizza la situazione di società quotate e intermediazione finanziaria nel 2018.

Nel 2018 la capitalizzazione delle società di diritto italiano con azioni ammesse alle negoziazioni su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione italiani (di seguito indicate per brevità “società quotate italiane”) è diminuita del 17,6% per effetto della riduzione dei prezzi di mercato e il rapporto fra capitalizzazione e PIL è passato dal 34,4% a fine 2017 al 28,2% a fine 2018.

Il numero di società quotate italiane è salito da 325 a 344, per effetto delle ammissioni a quotazione e delle revoche su MTA (+3), su AIM (+18) e su MIV (-2).

I dati contabili consolidati delle società non finanziarie quotate su MTA mostrano, rispetto ai dati restated dell’anno precedente, un aumento dell’utile netto (+5,6%) ascrivibile all’incremento del valore aggiunto e alla riduzione degli oneri finanziari. Le banche quotate hanno registrato un calo dell’utile netto (-8,9%) dovuto principalmente all’azzeramento dell’utile delle attività operative cessate al netto delle imposte, nonostante l’incremento del risultato della gestione finanziaria e assicurativa. Le assicurazioni quotate hanno evidenziato un incremento dell’utile netto (+49,5%) imputabile sostanzialmente alla riduzione di costi e oneri.

Il controvalore degli scambi di azioni di società quotate italiane su mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione italiani ed esteri è aumentato del 4,3% rispetto al 2017 riguardando in particolare gli scambi su piattaforme di negoziazione estere. Il controvalore delle mancate consegne (fail) nella fase di regolamento è risultato pari al 3,8% del controvalore complessivo degli scambi su Mta (3,2% nel 2017).

Il controvalore nozionale degli scambi di derivati azionari ha segnato un incremento del 20,2% che ha riguardato tutti gli strumenti derivati (future, option e covered warrant) su indice, a fronte di un calo degli scambi dei derivati su azioni. A fine 2018 il controvalore nozionale delle posizioni aperte sui derivati azionari risultava superiore del 25,3% rispetto al dato di fine 2017. Il controvalore nozionale degli scambi di derivati su merci ha registrato una flessione del 64,8% che ha riguardato i covered warrant su merci pur a fronte di un incremento degli scambi del future sull’energia elettrica. A fine 2018 le posizioni aperte sul future sull’energia elettrica risultavano in calo del 57,1% rispetto al dato di fine 2017.

A fine 2018, le posizioni nette corte su azioni quotate italiane risultavano pari all’1,2% della capitalizzazione totale (1,8% a fine 2017); per le società del settore finanziario tale dato risultava pari al 1,8% della capitalizzazione di settore (2,2% a fine 2017).

Nell’anno si è registrato un calo del controvalore degli scambi di titoli di Stato italiani (-14,0%) sulle piattaforme di negoziazione italiane, dovuto in prevalenza alla diminuzione degli scambi su MTS (-12,9%). Analogamente, si è registrata una notevole contrazione del controvalore degli scambi di obbligazioni di emittenti italiani diverse dai titoli di Stato ( 22,5%), a causa di una flessione generalizzata degli scambi sulle piattaforme di negoziazione italiane. Inoltre, si è registrato un aumento del controvalore degli scambi di ETF e strumenti finanziari derivati cartolarizzati (ETC/ETN) (+11,8%), riconducibile in particolare all’aumento degli scambi di exchange traded facilities (+15,4%).

A fine anno il controvalore degli strumenti finanziari detenuti presso intermediari italiani a fronte della prestazione di servizi di investimento e di gestione del risparmio risultava diminuito del 6,8% rispetto al dato di fine 2017. Anche i volumi di attività relativi alla prestazione di servizi di investimento sono complessivamente diminuiti nel 2018 (collocamento di strumenti finanziari -19,9%, esecuzione ordini -12,6%, ricezione e trasmissione di ordini -19,3%, negoziazione in conto proprio -1,5%).

I premi lordi derivanti dal collocamento di prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario distribuiti in Italia da intermediari italiani hanno fatto registrare un calo (-6,7%), dovuto alla flessione dei premi relativi alla distribuzione di polizze unit linked (-10,3%).

A fine anno, il patrimonio gestito da intermediari italiani risultava in leggera flessione rispetto alla fine del 2017 (-2,3%), per effetto del calo del patrimonio riferibile alle gestioni patrimoniali su base individuale istituite in Italia (-2,1%), agli OICR aperti di diritto italiano (-7,2%), ai fondi pensione e altre forme pensionistiche istituiti in Italia da società diverse da imprese di assicurazione (-2,1%), pur a fronte dell’aumento del patrimonio riferibile a fondi chiusi di diritto italiano (+16,0%). In leggera riduzione il patrimonio degli OICR aperti esteri collocati in Italia (-4,3%). La raccolta netta del 2018 per gli OICR aperti di diritto italiano è stata positiva per 2,3 miliardi di euro.

Per una consultazione completa si veda il testo integrale del Bollettino statistico Consob n. 14.

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