Bond e oro come àncora di sicurezza, azioni come driver di profitto. L’outlook di mercato 2021

“Gli sviluppi dell’economia e del mercato azionario nel 2021 dovrebbero essere dominati dal prolungamento degli stimoli monetari. Alla luce del massiccio aumento del quantitative easing promosso da Fed e Bce durante la seconda metà del 2020, per l’anno prossimo possiamo aspettarci sviluppi positivi sia per il mercato azionario che per l’economia. In considerazione degli effetti di sfasamento monetario, dovremmo quindi poter osservare un’evoluzione favorevole del mercato azionario nella prima metà del 2021. L’andamento del mercato azionario nella seconda metà dell’anno dipenderà probabilmente in larga misura dalle decisioni della Federal Reserve sulle politiche di stimolo o, viceversa da uno sviluppo positivo a sorpresa dell’economia e da un aumento dell’inflazione negli Stati Uniti che inducano la banca centrale a ritirarsi. L’effetto di sfasamento temporale delle misure monetarie sul mercato azionario è di circa sei mesi, il che rende difficili le previsioni di borsa oltre questo periodo”. E’ l’opinione di Jens Ehrhardt, Presidente del Comitato Esecutivo di Dje Kapital. Di seguito il suo outlook sul 2021.

Le tensioni geopolitiche rimangono un fattore di rischio

Oltre alla pandemia, anche l’inizio della nuova guerra fredda tra Occidente e Oriente ha avuto un ruolo importante nel 2020, come anche negli anni precedenti. Ci sono state limitazioni al commercio mondiale non solo verso la Cina, ma anche verso l’Europa. È auspicabile che gli Stati Uniti ritirino la loro aggressione geopolitica nel 2021. Tuttavia non è certo ce lo facciano, come dimostrano le controversie sui sussidi ai costruttori di aerei o le sanzioni contro la Germania per il gasdotto Nord Stream 2. Di conseguenza, la geopolitica rimane un rischio anche per il 2021. Fra i fattori di rischio vi sono gli sviluppi futuri in Bielorussia – l’ultimo Stato cuscinetto tra la Nato e la Russia dopo la caduta dell’Ucraina nell’orbita dell’Occidente. Anche le rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mar Cinese Meridionale potrebbero causare disordini temporanei. Tali influenze politiche, tuttavia, di solito mettono in ombra l’andamento monetario positivo complessivo del mercato azionario solo nel breve termine.

Il dollaro Usa come arma geopolitica contro la Cina

Anche gli sviluppi sul fronte valutario avranno probabilmente un ruolo importante sull’outlook del mercato azionario per il 2021. In passato, un dollaro debole è stato un fattore positivo per i mercati azionari mondiali in quanto è stato accompagnato da una maggiore liquidità. In passato, dopo il superamento delle recessioni il dollaro è sceso regolarmente – e il denaro che in precedenza era affluito nel porto sicuro del dollaro è tornato nei Paesi di origine. Nella recessione, la Cina in particolare ha sofferto più della media a causa dei suoi cospicui debiti in dollari. Un dollaro forte sarebbe quindi anche un’arma geopolitica contro la Cina, così come i divieti di esportare semiconduttori moderni verso la Cina imposti dagli Stati Uniti. Questo è un fattore che potrebbe rallentare gravemente lo sviluppo economico cinese.

Ciononostante, i cinesi si impegneranno per assumere posizioni di leadership in tutte le industrie chiave globali al più tardi entro il 2025. In Cina non ci sono da aspettarsi disordini sociali come quelli che abbiamo visto negli Stati Uniti. La popolazione sostiene il governo e gli interessi nazionali sono molto sentiti dalla popolazione. Il Paese è orgoglioso della sua gestione della crisi pandemica, superiore rispetto a quella dell’Occidente. Non solo in Cina, ma anche in tutta l’Asia, la pandemia o la limitazione del numero delle vittime è stata gestita in modo incomparabilmente più efficace che in Europa o in Nord e Sud America, con sviluppi peggiori in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Francia.

L’Europa lasciata indietro nell’unione del debito

Negli ultimi vent’anni l’Europa ha fatto registrare – probabilmente soprattutto a causa dell’Euro – uno sviluppo economico particolarmente debole rispetto all’Asia e agli Stati Uniti. Sulla scia della pandemia, l’Europa si è sviluppata in modo sorprendentemente chiaro verso la trasformazione in una “comunità del debito”. Sotto la pressione soprattutto della Francia, è stato creato un fondo di aiuti di 750 miliardi di euro, anzitutto per sostenere i Paesi del Mediterraneo, particolarmente colpiti dalla crisi da Covid-19. Questo, insieme al nuovo budget quinquennale, ha portato per la prima volta alla creazione di una comunità europea del debito di oltre 1.800 miliardi di euro. Finora l’Ue non è stata in grado di emettere un debito proprio a causa del Trattato di Maastricht. Il bilancio dell’Ue è stato finanziato con i contributi degli Stati membri. Dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, il secondo maggiore contribuente dopo la Germania non c’è più. Probabilmente, sarebbe stato difficile raccogliere i contributi di conseguenza maggiori dei singoli Paesi, dunque ora è favorita la nuova unione del debito.

Questa è stata anche la prima implementazione de facto dei cosiddetti eurobond. Anche l’allineamento dei tassi d’interesse in Europa è probabilmente solo una questione di tempo. I tassi d’interesse estremamente bassi o negativi e i prestiti corporate Ltro al di sotto dei tassi d’interesse della Bce, che sono soggetti a premi aggiuntivi, dovrebbero stimolare l’economia europea nel 2021 tanto quanto i deficit di bilancio, che sono estremamente elevati per l’Europa. Nella maggior parte dei Paesi europei, essi dovrebbero aggirarsi intorno al 20% per il 2020.

Nel 2021 c’è da attendersi un nuovo indebitamento altrettanto estremo. Di conseguenza, l’economia europea non sarà più rallentata dal principio del pareggio di bilancio graduale che la Germania sta cercando di raggiungere dal 2009. Al contrario, come negli Stati Uniti e in Asia, la politica fiscale sarà intensificata vigorosamente dopo dieci anni di estremo indebolimento dell’economia europea, quando si puntava al raggiungimento di surplus di bilancio.

Prospettive economiche favorevoli in tutto il mondo, specialmente in Europa

Le prospettive economiche per il 2021 dovrebbero quindi essere molto favorevoli non solo per Stati Uniti e Asia, ma anche o soprattutto in Europa, sempre supponendo che i problemi legati alla pandemia si verifichino o a seguito dell’eliminazione del virus o attraverso un successo sul fronte dei vaccini. Con il miglioramento dell’economia, anche i profitti delle imprese in Europa dovrebbero essere in grado di recuperare gli ammanchi connessi alle politiche fiscali degli ultimi dieci anni rispetto agli Stati Uniti e all’Asia. L’unico Paese che negli ultimi anni è sfuggito al freno delle politiche fiscali imposte dal Trattato di Maastricht è stata la Francia.

Dopo il Giappone, la Francia ha il debito totale più alto del mondo, se si sommano il debito pubblico, quello delle famiglie e soprattutto delle aziende, che hanno il debito più alto al mondo. In cifre assolute, il debito pubblico francese in Europa è più alto che in Germania o in Italia. Con una moneta comune, aumentare al massimo debito per stimolare l’economia è una mossa sensata per l’interesse nazionale. Le possibili conseguenze negative dovrebbero essere coperte dalla comunità e non solo dal debitore. L’economia e il mercato azionario francesi potrebbero quindi far registrare dati particolarmente positivi nel 2021, in considerazione del debito massimo sostenuto e delle riforme portate avanti in Europa da Emmanuel Macron.

I mercati azionari asiatici con valutazioni basse e crescita alta

A livello mondiale, una rinnovata buona performance dei mercati azionari asiatici, Giappone compreso, è realistica. Le valutazioni sono basse per gli standard internazionali e la crescita è elevata. Positivo anche il nuovo patto economico dei Paesi asiatici, tra cui l’Australia, con la Cina come prima potenza. Negli Stati Uniti si può osservare una sopravvalutazione e una concentrazione dannosa del denaro degli investitori sulle Internet companies, ma è probabile che gli americani possano addirittura estendere il loro vantaggio su Internet a livello internazionale. Tuttavia, gli interessi antimonopolistici statunitensi potrebbero ostacolare questo processo, dividendo i giganti di Internet potrebbero per promuovere la concorrenza. I Democratici sono ancora più contrari ai giganti di Internet dei repubblicani, che avevano già avviato iniziative in questa direzione nell’era di Trump.

Azioni growth americane: sopravvalutate

In sostanza, sarebbe solo salutare se i mercati azionari potessero crescere anche su un fronte più ampio a livello internazionale. In assenza di una crescita globale, il denaro degli investitori è stato finora concentrato quasi esclusivamente in azioni growth statunitensi da parte di investitori istituzionali e privati. Di conseguenza, i cinque giganti di internet negli Stati Uniti sono valutati tre volte di più dei listini azionari di Germania e Gran Bretagna messi insieme. Un confronto attuale mostra quanto la situazione sia stata in alcuni casi malsana in termini di valutazioni recenti: la più grande società quotata per l’organizzazione di conferenze digitali valeva circa i due terzi di tutte le società di telecomunicazioni europee insieme. Tali confronti ricordano già le sopravvalutazioni dell’anno 2000.

Azioni value con un notevole potenziale di ripresa

Sebbene il confronto con il 2000 non possa essere fatto esattamente per diversi motivi, un investimento azionario di successo richiede una precisa differenziazione nel settore dei titoli growth. I titoli value, che dovrebbero beneficiare di un miglioramento economico generale, dovrebbero avere un notevole potenziale di ripresa. Gli indici azionari rispecchiano in effetti i notevoli guadagni degli ultimi tre anni. Tuttavia, non ponderate, la stragrande maggioranza delle quotazioni azionarie oggi sono ancora al di sotto dei massimi del gennaio 2018. Rispetto ai benchmark internazionali come l’S&P 500, l’indice azionario tedesco è ancora oggi ben al di sotto del suo massimo storico del 2000. Ciò dimostra che oggi le azioni non sono affatto sopravvalutate – soprattutto non in un contesto di tassi d’interesse ai minimi, che le banche centrali dovranno mantenere bassi per un periodo di tempo più lungo per motivi economici. In caso contrario, il livello ancora alto del debito internazionale potrebbe diventare un problema.

Oro e obbligazioni durante la recessione, azioni durante la ripresa

Per molto tempo l’oro è stato l’investimento preferito del 2020 insieme ai titoli di Stato a lunga scadenza. Solo quando i tassi d’interesse, soprattutto per i bond a lunga scadenza, sono saliti verso la fine dell’anno e il tasso d’interesse reale è nuovamente aumentato, gli investimenti in oro si sono ritrovati sotto pressione. A ciò si è aggiunto il fatto che, da un punto di vista tecnico di mercato, soprattutto gli hedge fund statunitensi erano estremamente sovrainvestiti sull’oro, mentre gli acquirenti tradizionali di Cina e India ne sono rimasti lontani nel 2020. L’oro e i titoli di Stato sono un ottimo investimento in una grave recessione. Se l’economia andrà meglio – cosa che si può ipotizzare per il 2021 – il mercato azionario dovrebbe registrare una performance positiva su tutti i fronti, almeno nella prima metà dell’anno.

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