Borse e Banche Centrali, chi sta sbagliando?

A cura di Peter Rosenstreich. Head of Market Strategy di Swissquote

Nonostante la resilienza dei prezzi del mercato azionario, lo scenario per il mercato valutario dei Paesi Emergenti rimane incerto. Stati Uniti e Cina sarebbero molto vicini ad un accordo “on paper” almeno questo è quello che si evince osservando le indiscrezioni filtrate su dettagli estremamente specifici dell’intesa, il che significa anche che i problemi principali dovrebbero essere stati risolti o accantonati per il momento.

Cina e Usa

Purtuttavia, non dobbiamo dimenticare che Cina e Stati Uniti poggiano su due sistemi economici completamente diversi destinati a non convergere solo perché si pone la parola fine alla minaccia delle sanzioni punitive o per l’acquisto di qualche aereo in più. Dal punto di vista valutario, noi crediamo che il renmimbi abbia già completamente prezzato l’upside perchè i trader stiano già scontando la chiusura di un accordo da un mese a questa parte.

Quando il deal verrà siglato, i mercati riprenderanno a focalizzarsi sui dati economici deboli:dal nostro punto di vista, l’impatto positivo di breve termine sulle monete è già incorporato nei prezzi attuali e probabilmente a guadagnarci di più in questo momento potrebbe essere la Borsa cinese insieme alle altre moneteche gravitano sul commercio con Pechino come il dollaro australiano ilbaht thailandese, la rupia indonesiana.

Turchia e Lira

Senza considerare il fatto che i gravi problemi che attanagliano in questo momento la lira turca potrebbero riaprire vecchie ferite in tutto il paniere delle monete dei Paesi Emergenti.L’inversione a U della politica monetaria della Fed dovuta al rallentamento economico e allo stop al ritorno alla normalizzazione da parte delle banche centrali fanno risuonare la loro eco nella cerchia degli Emergenti in uno scenario quanto meno traballante.

Quando infatti tornano a considerare le incertezze riguardanti la lira turca, i trader si trovano a dover fare i conti con l’intero rischio rappresentato da questo paniere con un orizzonte a medio termine alquanto ambiguo. Assistiamo infatti ad una profonda frattura all’interno dei mercati finanziari: da una parte i titoli azionari salgono sulle aspettative di un rialzo dei profitti, dall’altro lato però le banche centrali stanno tagliando le previsioni di crescita.

Mercati Emergenti

E’ ovvio che qualcuno qui si sta sbagliando. Ecco perché gli investitori sono restii a intraprendere con decisione un movimento direzionale. Ultima considerazione: finalmente la nebbia su Brexit si dirada. La maggior parte delle cattive notizie sarebbero infatti già state prezzate, dal nostro punto di vista, senza che ciò possa comportare in futuro grandi perdite sui mercati emergenti. Ad eccezione delle monete dell’Europa dell’Est che potrebbero subire pressioni in vendita in quanto l’accesso al trading potrebbe complicarsi e la crescita di nuovi partner commerciali verrebbe drammaticamente ridotta nel breve termine.

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