Ciclici vs difensivi: la partita si gioca sulle attese

A cura di Gianmarco Mondani, CIO del team azionario non direzionale di GAM

Ci rendiamo conto di avere dinanzi a noi una previsione sostanzialmente diversa per gli utili societari rispetto a quella degli ultimi anni, dato che gli analisti hanno rivisto al rialzo le proprie stime e prevedono una crescita degli utili societari del 19% per il 2017, dopo un lustro di decrescita e revisioni al ribasso.

Tra le posizioni su cui nutriamo maggior fiducia, continuiamo ad individuare alcuni temi che stanno registrando buone performance già da un po’, come ad esempio la forte crescita di alcuni titoli del settore del lusso, di alcuni produttori di turbine eoliche e società IT. La loro crescita superiore risalterà anche quando la società media del settore registrerà una crescita degli utili a doppia cifra. Un altro tema importante è quello che ruota intorno alla ripresa delle spese destinate al settore della difesa nei Paesi sviluppati.

Nell’ambito delle nostre scelte trovano spazio anche alcune storie di ripresa che, in controtendenza rispetto agli industriali internazionali, scambiano a livelli molto convenienti se confrontati con gli omologhi statunitensi. Abbiamo dunque individuato alcune opportunità nel settore delle costruzioni, in alcuni titoli del packaging – che traggono beneficio dalla ripresa del potere di prezzo – e in alcune banche europee con un buon livello di capitalizzazione, che possono o contribuire ad una buona crescita dei prestiti o quanto meno rappresentare una storia di ristrutturazione in grado di mostrare una rinnovata forza in seguito al processo di ricapitalizzazione.

Il 2016 è stato molto deludente per le strategie momentum. Le società con revisioni negative delle previsioni hanno spesso battuto il mercato, sostenute da speranze di una ripresa che ad oggi sembra completamente scontata. Le alte valutazioni tra gli industriali e tra molti titoli ciclici suggeriscono che gran parte della rotazione in vista dei dati sia già alle nostre spalle. Se così fosse, si dovrebbe aprire ora una fase in cui, tra i ciclici, continueranno a crescere esclusivamente quelle società in grado di sorpassare le aspettative (adesso amplificate), mentre si muoveranno al ribasso quelle che falliranno le aspettative stesse.

Allo stesso modo, tra i difensivi che sono rimasti indietro, alcuni continueranno a registrare basse performance dati i fondamentali deludenti, mentre gli altri cresceranno se i timori risulteranno infondati. Ciò dovrebbe aprire opportunità per un approccio d’investimento non-direzionale per tornare a generare alpha, sulla base della distinzione tra vincitori e vinti in termini di fondamentali. La fattispecie è simile a quanto accaduto dopo il punto di svolta del 2009, una situazione che è stata seguita da una lunga fase di rendimenti positivi e soddisfacenti per tale approccio d’investimento. A tal riguardo, il 2016 ha segnato un punto di svolta con caratteristiche simili e riteniamo che le recenti reazioni del mercato alla stagione delle trimestrali indichino come l’attenzione stia tornando a focalizzarsi sui fondamentali.