Come selezionare le azioni in questa fase secondo Notz Stucki

A cura di Giacomo Calef, Country manager di Notz Stucki

Andando ad analizzare i dati economici che mostrano il rallentamento globale in atto, si può osservare che esso è determinato prevalentemente dalle economie sviluppate, mentre la componente di crescita deriva dai Paesi emergenti. Ricordiamo anche che quest’ultimi, a causa delle tensioni commerciali, si trovano in una condizione economica non ottimale. Ad esempio, il rallentamento cinese ha destato alcune preoccupazioni tra gli investitori, ma si consideri che quest’anno dovrebbe comunque raggiungere il proprio target di crescita fissato al 6%.

Ma un focus importante sul quale vogliamo soffermarci riguarda la performance dei mercati azionari. Da inizio anno l’azionario globale (MSCI World EUR) sta totalizzando più del 20% ed ha recuperato le perdite realizzate nel 2018. Tuttavia, esistono gestori che ad oggi sono stati in grado di ottenere delle performance migliori rispetto all’indice (in certi casi anche del 5%-6% al netto delle commissioni), anche focalizzandosi esclusivamente sulla selezione di titoli azionari nei Mercati sviluppati. Vediamo perché.

La differenza tra una strategia attiva per battere il mercato azionario e l’uso di ETF, ovvero di strumenti a gestione passiva, riguarda almeno due aspetti. Il primo si riferisce alla capacità del team di gestione di essere flessibili all’interno della strategia dichiarata, ottimizzando l’allocazione su titoli e settori rispetto al benchmark di riferimento. Il secondo, invece, il più importante, ovvero l’abilità nello scovare le aziende veramente profittevoli, con aspettative di tassi di crescita degli utili importanti. E tante volte ciò significa anche acquistare titoli in portafoglio con valutazioni in termini di rapporto prezzo sugli utili relativamente alte. Si tenga ben presente la famosa citazione di un noto investitore di successo: “It is far better to buy a wonderful company at a fair price than a fair company at a wonderful price” – Warren Buffet. Tale frase si può interpretare nel semplice concetto per cui la qualità costa e spesso vale la pena pagarla. Tuttavia, soprattutto sul comparto azionario, dove la competizione sui vari settori è elevata, trovarla risulta un compito arduo, pertanto bisogna affidarsi ad un professionista.

A nostro avviso, attualmente, un portafoglio di singole azioni dovrebbe contenere un giusto mix diversificato tra titoli ad alto potenziale di crescita e società a grande capitalizzazione, ben consolidate sul mercato. Ad esempio, nel mese di Ottobre le performance dei nostri portafogli hanno beneficiato di:

  • –  Align Technology (+39.5%): una Mid Cap con 1,9 MLD di dollari come fatturato. Si tratta di un produttore americano di scanner digitali 3D e allineatori trasparenti utilizzati in ortodonzia.
  • –  Apple (+11.1%): la conosciamo tutti, con il suo enorme fatturato di 229 MLD di dollari. Il colosso tecnologico sta continuando a registrare ricavi e profitti significativi, grazie all’offerta non solo di prodotti sempre più innovativi, ma anche di nuovi servizi e piattaforme digitali.

Lvmh: colazione da tiffany per circa 14 miliardi di euro

Secondo i dati più aggiornati rilasciati da consulenti specializzati, il mercato del lusso anche per quest’anno crescerà in modo significativo su base globale, per una valorizzazione stimata a 1300 miliardi di euro. I segmenti che occupano le prime tre posizioni su tale mercato sono in primis quello automobilistico, poi quello dei personal goods ed infine il settore dell’hospitality, che insieme raggiungono un valore di circa 1000 miliardi di euro. Ma il segmento che sarà destinato a crescere più rapidamente per i prossimi cinque anni sarà proprio quello dei personal goods, che include una vasta varietà di prodotti di lusso, a partire da borse, gioielli, orologi, fino ad arrivare ad abiti e accessori di alta moda.

L’area geografica in cui si verifica il maggior incremento delle vendite di personal goods è la Cina, con un tasso di crescita che solo nel 2019 potrebbe salire fino al 30% rispetto allo scorso anno. Il colosso dell’economia mondiale, non si dimentichi, si sta caratterizzando per lo sviluppo di una nuova middle class con cospicue disponibilità di spesa per i consumi, che si concentrano soprattutto sui prodotti di lusso. Infatti, vi sono diversi gruppi societari internazionali di matrice occidentale che puntano molto su quest’area, diversificando una grande parte delle fonti di ricavo sulla Cina e sui Paesi asiatici. Uno tra questi, ad esempio, è LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton). Ma al momento, sono gli Stati Uniti d’America a possedere la fetta di mercato dei personal goods di lusso più grande, che, localmente, corrisponde a circa un terzo dell’intero settore. E a muoversi d’anticipo è stata proprio LVMH. Il gruppo societario leader del settore del lusso già nel corso del 2018 e del 2019, nonostante il rallentamento economico generalizzato e la crisi di Hong Kong, ha effettuato scelte strategiche vincenti, implementando un business model che ha permesso di conseguire profitti e ricavi significativi focalizzandosi sulla crescita del segmento dei personal goods proprio in Cina. E dopo tale successo, qualche giorno fa è arrivata la notizia che porterebbe il gruppo ad assicurarsi una fetta molto importante del mercato globale del lusso. Il colosso francese ha raggiunto un accordo per acquisire Tiffany, il noto marchio americano di gioielli e diamanti, con una maxi-offerta da oltre 14 miliardi di euro. Si tratterebbe della più grande operazione di acquisizione di un marchio di alta gamma mai fatta sino ad ora e permetterà alla società di rafforzare la sua presenza negli Stati Uniti nel business dei gioielli, acquisendo nuove quote di mercato in grado di rimpolpare un bilancio che già sorride agli occhi degli investitori.

 

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