Coronavirus, che cosa succede ai mercati?

A pedestrian walks in front of an electric quotation board displaying share prices of world bourses, including the Tokyo Stock Exchange (top C), along a street in Tokyo on January 27, 2020. - Tokyo's benchmark Nikkei index dropped more than two percent January 27 on concerns over the potential impact of a new coronavirus that has killed at least 80 people in China. (Photo by Kazuhiro NOGI / AFP) (Photo by KAZUHIRO NOGI/AFP via Getty Images)

A cura del team di gestione di La Financière de l’Echiquier

I mercati azionari hanno appena subito una correzione diffusa e repentina. Lunedì 24 febbraio i principali indici borsistici hanno perso, nella maggior parte dei casi, tra il 3% e il 4% mentre l’oro raggiungeva livelli inediti dal 2013 e le obbligazioni di Paesi considerati “sicuri”, come gli Stati Uniti e la Germania, erano molto ricercate. Di conseguenza, il decennale tedesco si sta nuovamente attestano attorno a -0,50%, vicino ai livelli record (-0,70%) registrati alla fine della scorsa estate.

Quale è stato il fattore scatenante?

Le misure di contenimento adottate in alcune città e la decisione presa nel fine settimana in Italia di chiudere alcune istituzioni per arginare la diffusione del coronavirus Covid-19 sono i principali fattori che hanno scatenato questa improvvisa avversione al rischio. I Paesi asiatici erano stati, finora, gli unici interessati da simili misure. L’Europa sembra ormai pronta a mettersi al passo e chissà se anche gli Stati Uniti ne seguiranno presto l’esempio? Quali conseguenze economiche avrebbe l’isolamento delle capitali occidentali? Sono queste le domande che stanno oggi preoccupando il mercato.

Si sta deteriorando la situazione macroeconomica a livello globale?

Certamente. In Cina, sia i consumi che la produzione sono in forte flessione. Negli Stati Uniti, l’indagine sull’attività economica nel settore dei servizi (compresi i trasporti e il turismo) è scesa al di sotto del livello 50, cioè in zona contrazione. Nell’Eurozona, il rallentamento è meno evidente per il momento anche se sembra difficile evitarlo.

Le banche centrali interverranno?

Molto probabilmente. Ogni rischio di un brusco rallentamento dell’attività economica è attentamente monitorato dalle banche centrali. Ma, per il momento, nessuna misura è stata annunciata. Le riunioni della Fed e della Bce si svolgeranno a metà marzo. Nel frattempo, alcune misure potrebbero essere suggerite tra le righe nei discorsi dei banchieri centrali ma bisognerà probabilmente portare pazienza per altre tre settimane almeno, o anche di più, prima che possano essere ufficialmente adottate.

Quali settori, quali azioni sono state maggiormente colpiti?

I settori del lusso, dei trasporti e del turismo sono i più colpiti. Sono interessati anche i settori ciclici, ovvero quelli che importano molti prodotti cinesi (in particolare l’elettronica).

Cosa fare?

Lo storno di mercato sta avvenendo sullo sfondo di un rally molto sostenuto negli ultimi mesi. I mercati erano quindi particolarmente vulnerabili. E se la diffusione del virus prende una piega incontrollabile, i danni economici potrebbero rivelarsi assai gravi. Una correzione dei mercati è quindi del tutto logica.

A nostro avviso, potrebbe protrarsi un altro po’. Tutto dipenderà da due fattori: la diffusione del virus e provvedimenti relativi, da un lato, e la reazione delle istituzioni dall’altro. Se non riusciamo a prevedere il primo, siamo in grado – invece – di farlo molto di più nel secondo caso. Le banche centrali faranno tutto il possibile per agevolare le condizioni finanziarie degli Stati, delle imprese e dei consumatori in difficoltà. Gli Stati stessi, sostenuti dalle banche centrali, potranno adottare misure eccezionali a sostegno dell’economia, come il differimento delle imposte o il credito d’imposta per le imprese (introdotto in Cina, ipotizzato in Italia). Questo sosterrà il mercato e l’economia dopo una prima ondata di tensione.

È tuttavia altrettanto vero che nel breve termine il mercato potrebbe continuare a essere volatile. I nostri gestori cercano di approfittarne, acquistando titoli di qualità il cui prezzo è in alcuni casi sceso drasticamente, investendo parte della loro liquidità oppure adeguando l’esposizione azionaria di alcuni fondi, soprattutto quelli flessibili…

Riteniamo quindi che sia saggio affrontare la volatilità a breve termine per cercare di trarre vantaggio dalle misure a medio termine che riteniamo debbano essere adottate dalle istituzioni finanziarie dei principali paesi occidentali e dalla Cina. Pazienza e mobilità.

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