Coronavirus e mercati, si avvicina l’ora della verità

A currency dealer wearing a face mask monitors exchange rates in a trading room at KEB Hana Bank in Seoul on March 13, 2020. - Global stock markets suffered historic falls as panic spread on March 13 over the spiralling COVID-19 coronavirus crisis that has killed nearly 5,000 and infected sport, schools and society across the planet. (Photo by Jung Yeon-je / AFP)

A cura di Hans-Jörg Naumer, Director Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors

La scorsa settimana i mercati hanno vacillato tra speranze e timori: speranze per segnali di miglioramento della situazione e timori per la diffusione, i costi umanitari e l’impatto economico della pandemia di coronavirus a livello globale. Non sorprende quindi che l’epidemia inizi a influire sugli indicatori economici. In Germania il barometro della fiducia delle imprese Ifo punta verso una recessione, nell’Area euro gli indici dei responsabili degli acquisti (Pmi) sono crollati e negli Usa è in corso un’inversione di tendenza sul mercato del lavoro. Le società quotate stanno gradualmente rivedendo al ribasso le proprie guidance sugli utili.

A un certo punto, nelle prossime settimane, arriverà l’ora della verità: assisteremo ad un’accelerazione del contagio? Le consistenti misure monetarie e fiscali sortiranno gli effetti desiderati? Quale direzione prenderà l’economia?

Esaminiamo questi tre punti

1) Se da un lato il Robert Koch Institute indica, con le dovute cautele, una possibile decelerazione della diffusione del coronavirus in Germania, dall’altro non è ancora chiaro se negli Usa il contagio stia accelerando o rallentando; nei prossimi giorni avremo più dati a disposizione. Inoltre, avremo più informazioni sulle armi per combattere il virus direttamente.

2) A livello globale sono state varate misure di stimolo monetario e fiscale senza precedenti al fine di stabilizzare l’economia e ridurre i rischi. Basti pensare che la Federal Reserve ha lanciato il programma di emergenza più ampio della sua storia. L’istituto sta utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione e non si è posta alcun limite. Fra gli interventi rientrano l’acquisto di obbligazioni governative e mortgage backed securities, nonché programmi di finanziamento alle aziende. Inoltre, sono state studiate soluzioni di credito al consumo a tassi vantaggiosi e si cerca di sostenere i municipal bond e di stabilizzare le obbligazioni societarie. Il Senato Usa ha approvato un pacchetto di misure di sostegno da oltre 2mila miliardi di dollari e il governo tedesco ha varato stimoli fiscali ad ampio raggio: sono solo alcuni dei recenti sviluppi. Politica monetaria e politica fiscale sono ormai due facce della stessa moneta.

3) I dati economici attesi la prossima settimana non rifletteranno ancora tali misure. Tuttavia, l’ora della verità è sempre più vicina: dovremo aspettare per vedere se l’economia evidenzierà un andamento a “L” (significativa flessione, lunga recessione, nessuna ripresa in vista), a “U” (significativa flessione, recessione, ripresa sostenibile) o a “V” (rapida flessione, rapida ripresa).

La settimana prossima

La prossima settimana l’attenzione sarà probabilmente catalizzata dagli indicatori di sentiment. All’inizio della settimana saranno pubblicati i Pmi manifatturieri del Nbs e di Caixin per la Cina. Data la ripresa della produzione, un miglioramento o quantomeno una stabilizzazione di tali indicatori chiave sarebbe un segnale incoraggiante. L’indice Tankan della Bank of Japan (mercoledì) ci darà un’idea della fiducia delle imprese giapponesi, prevista in calo.

Venerdì sarà un altro giorno importante, poiché sarà pubblicato l’Ism non manifatturiero per gli Usa. Il mercato del lavoro statunitense risente già del virus ed è improbabile che il Pmi non subisca delle conseguenze. Anche il Pmi di Markit per l’Italia potrebbe suscitare un certo interesse. In Europa, l’Italia è stato il primo Paese interessato dall’epidemia di Covid-19 e resta sinora il più colpito. Il Pmi quindi darà indicazioni sull’entità dell’impatto delle misure di contenimento sull’economia.

Mantenere la calma

La prossima settimana non saranno solo i mercati a continuare ad oscillare tra speranze e timori. La relazione tra P/E e volatilità (misurata dall’indice della volatilità Vix) negli Usa ha evidenziato un netto calo, lasciando intendere che la fase di “esuberanza” è giunta al termine (cfr. Grafico della settimana). Gli investitori dovranno prepararsi a fronteggiare una volatilità ancora elevata. La fine del “bear market” non si vede ancora, ma la buona notizia è che a livello internazionale sono stati attuati interventi in ambito sia medico che economico per combattere il virus.

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