Coronavirus: ecco gli asset su cui puntare per rispondere alla crisi

oro (anticoronavirus), ecco gli asset su cui puntare per affrontare la crisi dei mercati

Come rispondere alla crisi sanitaria ed economia dettata dalla pandemia da coronavirus. È questo uno dei temi che sta attirando l’attenzione non solamente di diversi governi mondiali, ma anche degli investitori che in questi tre mesi sono andati incontro a ingenti perdite a causa del crollo dei mercati finanziari.

Per fare un esempio, nei primi tre mesi di questi 2020, il Dow Jones ha fatto registrare un calo del 23% (il peggior trimestre dal 1987, mentre l’S&P500 del 20% (il peggior trimestre dal 2008). Ancora più gravi le perdite per il nostro Ftse Mib. Il principale indice di Piazza Affari è infatti andato incontro a un crollo di quasi il 30%.

E visto che di giorno in giorno le previsioni sulle economie dei Paesi più colpiti dal coronavirus diventano sempre più tragiche,  Francesco Caruso, Ceo & Founder di Market Risk Management s.r.l., ha cercato di fornire un quadro completo sugli effetti causati dal coronavirus e su quali possono essere gli asset e le misure economiche più appropriate.

Quali sono le prospettive dei mercati azionari a fronte di una recessione ormai certa? I mercati hanno già scontato una recessione globale vista la violenza della correzione?

L’attuale situazione di mercato è caratterizzata da una elevatissima volatilità, che segue uno dei declini di borsa più veloci e improvvisi della storia. La causa di questo declino non è riscontrabile in nessuno dei normali trigger macroeconomici o di mercato che hanno caratterizzato le discese più importanti degli ultimi decenni, ma in una situazione completamente esogena e nuova.

I dati in nostro possesso indicano che sia l’economia europea che quella americana sono di fatto cadute in recessione e anche che questa non è una normale recessione ciclica, ma una recessione profonda perché impatta la fiducia dei consumatori, il vero motore (insieme alle politiche espansive delle Banche Centrali) dei rialzi dell’ultimo decennio. Premettiamo che riteniamo che nei prossimi anni l’approccio passivo all’investimento, che tanto ha preso piede grazie all’azione delle Banche Centrali negli ultimi anni, rivelerà tutti i propri limiti, come sta succedendo già adesso: i concetti di investimento attivo, ciclicità, vera diversificazione e sfruttamento delle opportunità, che da sempre perseguiamo in Cicli&Mercati, torneranno in auge.

Le statistiche in nostro possesso indicano senza alcuna eccezione che nella primissima fase successiva alla determinazione ufficiale di una recessione economica (che non è ancora avvenuta) esistono dei rischi di mercato importanti, che possono andare al di là degli sforzi di contenimento delle Banche Centrali.

Riteniamo quindi che la fase di “risk off” strategico possa perdurare almeno per gran parte del secondo trimestre.È inevitabile che si creeranno situazioni di forte volatilità in entrambe le direzioni, ma l’esperienza e la statistica insegnano che questa volatilità può rivelarsi estremamente nociva se affrontata in maniera emotiva.

Quali possono essere i beni rifugio in questo tipo di situazione?
In questo momento l’unica tendenza stabile identificabile è quella alla prudenza e alla difesa del capitale.
Invitiamo tutti gli investitori a riflettere sulle cause intrinseche di questa situazione e sugli effetti sull’economia reale che questa potrà avere nei prossimi mesi. Forse, in questo momento l’investitore posizionato meglio è colui che non ha debiti e che può permettersi di restare parcheggiato in liquidità (anche se non rende nulla) fino a che
non si saranno create situazioni davvero interessanti. Esistono mercati e settori che a noi piacciono più di altri, ma è comunque presto. Gli unici due asset rifugio in questo contesto si stanno dimostrando l’Oro e le obbligazioni governative americane, sulle quali esiste comunque il rischio di un possibile calo del Dollaro e, sul lungo termine, gravano aspettative inflazionistiche dovute al grande aumento di massa monetaria in circolazione.

Il recente intervento delle Banche Centrali in riposta alla crisi dettata dal coronavirus sarà sufficiente a favorire una ripresa stabile dell’economia?

Questo intervento può essere paragonato alla rete di salvataggio per uno sciatore che cade: evita il pericolo burrone, ma non elimina i danni della caduta. Un bilancio reale si potrà fare solo alla fine, ma già ora è chiaro che passerà molto tempo prima che le cose possano tornare come prima, quando tra l’altro i mercati scontavano uno scenario da fatine rosa che era già rischioso di suo. Molto più di questo continuo pompaggio di denaro in circolo servirebbero politiche economiche e fiscali coordinate e all’altezza e una coerenza tra paesi (vedi Europa) che è mancata proprio nel momento della prova del fuoco.

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà mostrato.


*