Coronavirus, mercati tra speranze e timori

A cura di Stefan Scheurer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors

Il coronavirus (Covid-19) tiene il mondo con il fiato sospeso, investitori compresi. Nelle ultime settimane i mercati hanno oscillato tra speranze e timori. Speranze di riuscire a controllare la pandemia. Timori che il dilagare del Covid-19 in tutto il pianeta possa causare una grave flessione della crescita economica mondiale. Nelle prossime settimane arriverà l’ora della verità: è possibile rallentare la diffusione del virus? Che ne sarà dell’economia? Le misure monetarie e fiscali riusciranno a sortire gli effetti auspicati?

1) Sul fronte clinico emergono i primi segnali di speranza: mentre con l’aiuto dell’intelligenza artificiale si stanno vagliando diverse possibilità per accelerare la ricerca di un vaccino, i primi risultati di alcuni studi lasciano sperare che farmaci già in uso possano accorciare la durata della malattia. In altre aree, la vita di tutti i giorni sembra lentamente riprendersi. In Cina, insieme ai consumi anche l’attività produttiva sta continuando ad aumentare, e persino a Wuhan il ritorno alla normalità sembra più vicino.

2) Nel frattempo la pandemia sta manifestando i suoi effetti anche sugli indicatori economici; lo si vede soprattutto nei recenti indicatori anticipatori e nei Pmi dell’Area euro. Il mercato del lavoro statunitense mostra chiari segnali di un’inversione di tendenza. Si avvertono gli effetti della disruption nelle catene globali di creazione del valore e delle sempre maggiori restrizioni alla vita pubblica. L’impatto economico è ingente e di conseguenza nelle prossime settimane economisti e analisti saranno costretti a rivedere al ribasso le stime di crescita e utili, in alcuni casi anche in misura significativa. Alla luce di tali tendenze, aumentano le probabilità di una recessione globale, che ora fa parte del nostro scenario di base.

3) Per contenere lo shock causato dal coronavirus, le banche centrali e i governi di tutto il mondo hanno approntato piani di liquidità e di supporto finanziario senza precedenti, in alcuni casi persino più ingenti che ai tempi della crisi del 2008/09. Le autorità monetarie hanno tagliato, alcune anche di molto, i tassi di riferimento, e annunciato nuove misure ad ampio raggio a sostegno dell’economia. La Federal Reserve statunitense ha promesso di acquistare obbligazioni governative e mortgage backed securities senza limiti di quantità (ripristinando di fatto il Quantitative Easing). Nonostante la politica monetaria possa esercitare un impatto limitato sugli shock a livello di domanda e offerta, è tuttavia importante per garantire il funzionamento dei mercati e allentare le condizioni di finanziamento. Sembra che politica monetaria e politica fiscale siano ormai due facce della stessa medaglia, dato che numerosi governi hanno varato massicce misure di stimolo a livello di politica fiscale, predisponendo in alcuni casi i più corposi programmi di sostegno nella storia dei rispettivi Paesi.

Nelle prossime settimane i mercati, e non solo loro, continueranno ad oscillare fra speranze e timori. L’incertezza continuerà a prevalere, e potrà causare profonde ripercussioni su diverse economie nazionali. Ma nonostante non si intravveda ancora la fine del “mercato orso”, a livello internazionale si stanno mettendo in atto ampie misure contro la pandemia, sia sul fronte medico che su quello economico.

Quindi ricordiamoci: prudenza sì, panico no!

Allocazione tattica: azioni e obbligazioni

• Gli effetti della disruption nelle catene globali del valore e delle sempre maggiori restrizioni alla vita pubblica si fanno sentire.
• Date le attuali tendenze economiche, le probabilità di recessione sono aumentate e d’ora in poi saranno parte integrante del nostro scenario di base.
• Per contenere gli effetti dell’epidemia di Covid-19, negli ultimi tempi governi e banche centrali hanno annunciato piani di liquidità e di sostegno finanziario senza precedenti, in alcuni casi più ingenti che ai tempi della crisi del 2008/09. Politica monetaria e politica fiscale sembrano ormai due facce della stessa medaglia.
• Nelle prossime settimane i mercati, e non solo loro, oscilleranno ancora fra speranze e timori, e l’incertezza non ci abbandonerà.
• Alla luce delle incertezze legate al coronavirus, consigliamo ancora un’allocazione prudente, ma confidiamo nelle misure adottate a livello internazionale per contrastare la pandemia, sul fronte sia medico che economico.
• Sembra ormai certo che il contesto di tassi bassi/negativi durerà ancora a lungo, più di quanto fosse prevedibile prima dello scoppio di questa crisi sanitaria.

Investire in contesti volatili beneficiando dell’”effetto del prezzo medio di carico”: i piani di accumulo

• A maggior ragione in un contesto di mercato critico, ci si chiede come approcciare l’asset allocation strategica, o meglio quale sia il momento giusto per investire in azioni nell’ottica di accrescere il proprio patrimonio in modo sostenibile.
• Per affrontare le fasi di debolezza sui mercati azionari è preferibile adottare un orizzonte temporale di investimento di lungo periodo. Si otterranno così i vantaggi del risparmio nel lungo termine (fattore temporale) e quelli dell’effetto del prezzo medio di carico.
• Investire sfruttando l’effetto del prezzo medio di carico significa effettuare acquisti successivi sul mercato azionario in un contesto caratterizzato da forti oscillazioni delle quotazioni: si acquistano quantità maggiori quando i prezzi sono bassi e quantità minori quando i prezzi sono alti, ottenendo quindi un prezzo medio d’acquisto favorevole.
• Quando si investe, la durata dell’investimento è determinante quanto il timing. Mantenere l’investimento nel tempo può consentire di beneficiare del meccanismo della capitalizzazione composta (anche attraverso il reinvestimento dei dividendi).
• Infine, è importante adottare un rigoroso processo di investimento che impedisca di agire sull’onda delle emozioni. Nessuno può dirsi al riparo da decisioni di investimento impulsive che possono portare a risultati non ottimali. Acquisire la consapevolezza dei possibili errori legati ai nostri comportamenti emotivi consente di prendere decisioni di investimento migliori, cioè più razionali.

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