Coronavirus, verso la sospensione di tributi e mutui in Italia

L’Associazione Bancaria Italiana sta valutando, insieme al governo, le misure da adottare per affrontare l’emergenza coronavirus. Nelle zone colpite dal contagio si pensa alla sospensione dei mutui e alla chiusura delle filiali.

Il governo si prepara infatti a trattare il coronavirus come le calamità naturali e a mettere in campo, con un decreto legge “in tempi molto rapidi”, le stesse misure di sostegno economico che si applicano in caso di terremoti e alluvioni.

I tecnici del ministero dell’Economia sono rimasti al lavoro – con il ministro Roberto Gualtieri in stretto contatto da Riad con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – per predisporre il provvedimento urgente che accompagnerà il primo decreto sul coronavirus che ha isolato le “zone rosse” dei focolai di Lombardia e Veneto.

La sospensione dei pagamenti dovrebbe riguardare sia i tributi erariali che quelli locali, oltre al versamento dei contributi previdenziali. Il Mef punta a inserire nel decreto anche facilitazioni per l’accesso delle imprese coinvolte dall’emergenza coronavirus al Fondo di garanzia per le Pmi.

Allo studio la fattibilità anche di altri interventi, come contributi per la ripresa delle attività una volta accertati i danni. L’Abi fa sapere che sono in corso contatti con il governo per siglare un accordo che consenta la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui bancari.

Nel frattempo l’Agenzia delle Entrate ha diramato un comunicato in cui si invita la popolazione a fare uso delle procedure telematiche e in cui si comunica la dilazione delle scadenze fiscali di febbraio.

L’impatto sul Pil mondiale

Come sottolinea Idealista.it, la preoccupazione è anche a livello internazionale: il G20 dei ministri delle finanze è piuttosto concorde del prevedere uno scenario di caduta e di risalita a V dell’economia globale, ma in ogni caso invita a stare pronti a conseguenze che al momento è difficile valutare.

“In questo scenario, – afferma Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale – la crescita del 2020 per la Cina sarebbe del 5,6 per cento. Si tratta di 0,4 punti percentuali in meno rispetto all’aggiornamento Weo di gennaio. La crescita globale sarebbe inferiore di circa 0,1 punti percentuali. Ma stiamo anche valutando scenari più catastrofici nei quali la diffusione del virus continua più a lungo e più globalmente e le conseguenze sulla crescita sono più durature”.

Stime in calo sul PIl italiano

Il fermo di parte delle attività nel Nord Italia e il possibile allargamento ad altre regioni potrebbe avere effetti negativi sul Pil italiano. Mazziero Research ha abbassato le stime Pil al primo trimestre da 0,1% a -0,1%, la stima del pil annuale 2002 resta stabile a -0,1%. Considerando il dato negativo del quarto trimestre 2019 a -0,3% (preliminare Istat da confermare), qualora le stime Mazziero Research fossero corrette, l’Italia si troverebbe in recessione tecnica al termine del primo trimestre di quest’anno.

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