Corporate bond del settore energetico, è il momento di comprare?

A cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management

L’epidemia di coronavirus scoppiata di recente sta colpendo l’attività economica in Cina. Per rispondere alla minaccia alcune provincie e città (in totale 14) hanno chiesto alle imprese di sospendere l’operatività almeno fino al 10 febbraio. Misure come queste penalizzeranno la crescita in quanto si prevede che le interruzioni incideranno sul 69% del Pil cinese, sul 78% delle esportazioni e sul 63% della domanda energetica.

Un altro importante danno collaterale è quello del petrolio che in Cina, secondo i dati di Bloomberg, registra un calo della domanda di tre milioni di barili al giorno, vale a dire il 3% della domanda globale. Le conseguenze sui corsi petroliferi sono tali da mettere sotto pressione i titoli con alta sensibilità al prezzo del petrolio. Ciò detto, sembra che la fiducia dei mercati stia migliorando, nella convinzione che l’emergenza coronavirus resti confinata al primo trimestre. Le autorità cinesi hanno reagito tempestivamente per contenere la diffusione della malattia e hanno modificato la politica monetaria per contrastarne almeno in parte gli effetti negativi. Inoltre, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) ha avviato un dibattito interno per rispondere all’emergenza del coronavirus e dovrebbe intervenire per evitare che i prezzi petroliferi scendano troppo, eventualmente fissando dei limiti alla produzione.

Valutazioni quantitative

Dopo un breve rialzo dovuto alle tensioni tra Iran e Stati Uniti, i corsi petroliferi sono ora al minimo da dicembre 2018, 55 dollari al barile, vale a dire un calo del 16% da inizio anno. Nel frattempo, i settori con un’esposizione a beta più elevato rispetto al petrolio hanno sottoperformato: ad esempio, da inizio anno gli spread delle obbligazioni societarie High Yield statunitensi del settore energetico si sono allargati di 58 punti base, a 731 punti base, generando un rendimento totale di -1,75%.

Anche le valute dei mercati emergenti hanno conseguito risultati deludenti. Il rublo russo, una valuta fortemente legata al petrolio, ha perso l’1,3% da inizio anno, mentre le valute asiatiche stanno risentendo degli effetti dell’epidemia: il dollaro di Singapore e il won coreano hanno ceduto rispettivamente l’1,9% e il 2,7%. Fintanto che il focolaio è sotto controllo, alcuni di questi movimenti potrebbero offrire opportunità di acquisto (dati al 5 febbraio 2019).

Fattori tecnici

Malgrado la recente volatilità, la domanda di reddito fisso continua a essere in generale sostenuta e crea un quadro tecnico favorevole. I volumi emessi sono più elevati rispetto allo scorso anno, ma la maggiore offerta sembra ben assorbita dalla domanda. I flussi verso le obbligazioni con rating elevato restano consistenti e il programma di acquisto di obbligazioni societarie da parte della Banca Centrale Europea continua ad assorbire le nuove emissioni. Dopo la reazione iniziale all’emergenza coronavirus, sembra che il posizionamento nei Mercati Emergenti sia ora più bilanciato, con investitori meno esposti a posizioni lunghe rispetto a qualche settimana fa.

Che cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Visto che le banche centrali sono ancora intente ad attuare misure di sostegno e che probabilmente la crescita risentirà dell’epidemia di coronavirus, quantomeno nel breve termine, i titoli governativi dei mercati sviluppati e le obbligazioni societarie di alta qualità continueranno a svolgere un ruolo fondamentale. Sempre che si riesca a tenere il virus sotto controllo in tempi ragionevoli, potrebbero anche esservi margini per incrementare il rischio. Sebbene non tutti i settori offrano opportunità evidenti (ad esempio le società High Yield statunitensi del settore dell’energia rappresentano ancora una notevole percentuale delle insolvenze complessive del mercato), alcuni di quelli che hanno un beta elevato rispetto al petrolio potrebbero essere interessanti, ad esempio le società energetiche Investment Grade e alcune valute dei mercati emergenti.

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