Crediti verso la PA: cessione di credito Pro-Soluto alternativa ai Minibot

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Il tema dei minibot sta riportando alla ribalta il tema del recupero dei crediti verso la Pubblica Amministrazione per aziende e professionisti. “Per facilitare la PA nel rientro del debito verso i fornitori sono già stati fatti alcuni passi avanti e, prima ancora dei minibot, una soluzione potrebbe essere quella di potenziare e rendere più efficaci gli strumenti già esistenti”. È quanto dichiara Gianpiero Oddone, amministratore delegato di Officine CST, società specializzata nella gestione di crediti sia performing che non-performing. “Ad esempio – specifica Oddone – sarebbe opportuno agevolare la cessione di credito Pro-Soluto, che rappresenta la strada più efficace, veloce ed economica per risanare i bilanci aziendali grazie al recupero di liquidità che si ottiene vendendo i propri crediti verso la pubblica amministrazione”. In Italia, grazie all’introduzione della Piattaforma dei Crediti Commerciali, è stata uniformata la modalità con cui le pubbliche amministrazioni certificano che i crediti siano certi, liquidi ed esigibili. La certificazione consente di cedere i crediti o di portarli in compensazione con eventuali oneri tributari.

“È chiaro, quindi, che esiste già uno strumento a supporto delle imprese e sarebbe opportuno rendere la certificazione del credito ancora più efficiente. Ad esempio semplificando l’iter di certificazione dei crediti fino a renderlo totalmente automatizzato così da evitare la reticenza di alcuni enti a rilasciare la certificazione”, conclude Oddone.

In un mondo sempre più digitalizzato, le imprese devono scegliere controparti in grado ridurre i costi di gestione e massimizzare il valore dei crediti in portafoglio. Esistono soluzioni che, combinando factoring e gestione specialistica attraverso piattaforme innovative, consentono di migliorare l’efficienza di gestione di oltre il 50%. Officine CST è il partner strategico di diversi fornitori ricorrenti della PA e di imprese che intendono entrare in questo mercato. È fondamentale avere a disposizione strumenti di valutazione del rischio oltre che competenze specifiche per evitare errori dettati dall’inesperienza o mancata conoscenza del mercato. Al 20 dicembre 2018, le oltre 35.000 imprese registrate sulla Piattaforma dei Crediti Commerciali hanno presentato circa 180.000 istanze di certificazione per un controvalore certificato di oltre 8,5 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi smobilizzati presso intermediari finanziari. Alla luce della differenza tra importo certificato e importo ceduto e del fatto che, secondo i dati del MEF dell’8 maggio, circa 28 miliardi di € di fatture risultano non pagate è evidente il potenziale di strumenti quali la certificazione dei crediti o la gestione efficiente delle posizioni verso la PA.

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