Crisi di Borsa? Ecco dove puntare

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Dal 4 gennaio 2016 abbiamo assistito ad una discesa molto forte e pronunciato di tutti i mercati mondiali, con un particolare accanimento nei confronti di quello italiano, fortemente influenzato a sua volta dalla discesa dei titoli bancari. Il rimbalzo ci sarà? Come interpretare questi movimenti di mercato e, soprattutto, quale migliore strategia adottare e quali eventuali occasioni cogliere? Lo abbiamo chiediamo a Michelangelo Massara, consulente private indipendente e fondatore della PWA – Private Wealth Advisory.

“Il mercato ha iniziato il 2016 con un movimento ribassista forte e violento e con alti picchi di volatilità, anche intraday, che hanno generato più di una inversione dell’indice anche all’interno della stessa giornata. Questo è proprio il sintomo di un mercato, e quindi di operatori, molto nervosi, intenti a cercare di interpretare ed anticipare il movimento futuro del mercato, con evidenti scarsi risultati.

Le motivazioni che hanno generato le tensioni fin dal 2015 e che proseguiranno nel 2016, sono ormai note a tutti: prezzo del petrolio in caduta libera ( con conseguenti diminuzioni degli utili previsionali delle società e dei paesi ad esso collegate ), mercato cinese in continuo rallentamento, conseguente prezzo delle materie prime in diminuzione, discesa dei mercati emergenti (con conseguente deprezzamento delle loro valute), teorica politica monetaria opposta tra FED e BCE, tensioni geopolitiche e paura dell’isis, etc., il tutto in una spirale che si auto alimenta.”

Ma molte di queste motivazioni erano note anche nel 2015, eppure mediamente molti mercati sono saliti, quindi che cosa ha generato questo forte pessimismo e volatilità dall’inizio dell’anno con particolare attenzione sui titoli bancari italiani?

“L’asimmetria di informazione, con una buona dose di volontà speculativa da parte di grandi investitori/speculatori e conseguente irrazionalità di alcuni investitori.”

Spieghi meglio..

“Come ho recentemente spiegato in un articolo sulle banche italiane (qui), l’asimmetria informativa è quella situazione in cui alcuni individui sono a conoscenza di specifiche informazioni che altri ancora non conoscono. Forti speculatori utilizzano tale informazione riservata per prendere posizione sul mercato (al rialzo o al ribasso) facendo poi filtrare solo alcune (e volutamente parziali) informazioni sotto forma di “voci”, il forte movimento del titolo, del comparto o del mercato, teoricamente senza una evidente ed immediata ragione, genera ansia negli investitori e favorisce la circolazione della “voce” (con possibile ampliamento e distorsione), l’ansia si trasforma in panico e l’investitore compie una scelta irrazionale seguendo il trend del mercato, amplificandone a sua volta il movimento.

A quel punto solitamente il grosso clamore mediatico genera la richiesta di divulgazione dell’informazione inziale ufficiale, l’asimmetria informativa viene momentaneamente a mancare e lo speculatore “chiude” la sua posizione portando a caso un grande profitto, ritornano momentaneamente massicci acquisti e “scattano” le “ricoperture” sui titoli venduti nei giorni antecedenti con conseguenti rialzi anche a doppia cifra, lasciando l’investitore irrazionale con il “cerino in mano”. Qui sotto infatti l’andamento del Ftse Italia Banche negli ultimi tre mesi.

ftse italia banche

Ovviamente, fino a quando non viene definitivamente risolta e chiarita la” motivazione scatenante”, l’incertezza continuerà a generare volatilità e, in alcuni casi, una seconda ondata speculativa, anche maggiore della prima, supportata dall’evidente mancata capacità di effettuare un serio e convinto rimbalzo.

Nel nostro indice la motivazione scatenante è riconducibile al fatto che non esiste un parere unanime e chiaro, globalmente riconosciuto da tutti, di quale sia il valore corretto da “scontare” alle sofferenze bancarie e ai crediti deteriorati/inesigibili.

La stessa bad bank, che doveva essere la risoluzione radicale per i NPL delle banche italiane, si è in realtà rivelata (fino ad ora) come un ulteriore fattore di incertezza (e informazione asimmetrica), esasperando la volatilità stessa.”

Quanto durerà questa volatilità? Come muoversi allora in questa situazione di incertezza totale?

“Innanzitutto bisogna partire dall’assioma che nessuno è realmente in grado di predire con esattezza dove sarà il mercato nel prossimo futuro. Quello che è scaturito dalle innumerevoli “tavole rotonde” tra gestori e analisti è che la volatilità ci potrebbe accompagnare per tutto il 2016, con particolare esasperazione nei primi 6 mesi di quest’anno. Diventa quindi indispensabile per ogni singolo investitore avere ben chiaro il suo orizzonte temporale di investimento e la sua personale propensione al rischio.

Ovviamente in un mondo sempre più globalizzato, con prodotti assicurativi/finanziari sempre più complessi e con evoluzioni macro/micro economiche sempre più veloci e interconnesse tra di loro, diventa sempre più auspicabile per l’investitore avere un proprio consulente finanziario personale di fiducia che sia in grado di supportarlo in maniera professionale e sempre più indipendente nelle difficili scelte da effettuare, esponendo con chiarezza ogni singola variabili da considerare.

Questo dovrebbe permettere all’investitore di giungere alla sua scelta finale di investimento nella massima consapevolezza e coerenza con gli obbiettivi fissati, riducendo al minimo i comportamenti irrazionali che ansia, tensione e paura troppo spesso influenzano.

Questo approccio permette di cambiare completamente la prospettiva della scelta dell’investitore: non sarà più interessato, in maniera principale ed esclusiva, alla direzione del mercato nel breve periodo, se non come una delle n variabili da ponderare, ma si potrà razionalmente dedicare, coadiuvato dal proprio consulente professionale, alla valutazione e ponderazione dei multipli di mercato di ogni singolo titolo e/o comparto, ritenuto interessante coerentemente con i propri obbiettivi.

Tale scelta razionale di “finanza comportamentale”, permette all’investitore di effettuare un salto qualitativo ed epocale nella scelta di allocazione dei propri risparmi.

Il mercato altamente volatile ed a volte irrazionale, da possibile situazione di ansia e panico, si trasforma quindi nella migliore condizione in cui individuare gli attuali business più sottovalutati e quelli che lo potranno diventare a breve, proprio in funzione delle scelte dei traders finanziari che si muovono in maniera esattamente antitetica.”

Questo nella teoria, ci potrebbe fare degli esempi concreti?

“Tutti gli investitori hanno ben presente l’attuale livello dei tassi molto basso, con un btp decennale che rende approssimativamente intorno all’1,5%. Questa situazione viene ovviamente agevolata e garantita dal quantitative easing della Bce e dalle operazioni di finanza straordinaria che permettono di mantenere molto basso lo spread tra btp e bund.

Ma per quanto tempo potrà continuare questa iniezione di liquidità a tassi bassi nell’economia europea, soprattutto considerando che la fed, con le dovute pause, si sta muovendo in maniera diametralmente opposta?

Bene, proprio in questa situazione di rendimenti ancora minimi dei titoli di stato e forte volatilità dei mercati azionari, abbiamo colto per i nostri clienti alcune opportunità di rendimento sul mercato corporate bond molto interessanti, permettendogli di iniziare un momentaneo switch dalle scadenze lunghe al fine di riequilibrare la loro duration e diversificazione, massimizzare il rendimento obbligazionario a breve/medio termine e sfruttare ogni singola occasione di forte rintracciamento futuro del prezzo dei titoli di stato per riacquistarli con un duplice beneficio reddituale.

La conoscenza approfondita delle società corporate analizzate, del loro business e del loro management, permette di avere delle opportunità di investimento alternative dirette, se coerenti con il profilo del cliente, molto interessanti.

Abbiamo quindi valutato bond del comparto costruzioni e infrastrutture con rendimenti compresi tra il 6,5 e l’8%, investimenti nell’energia rinnovabile con rendimenti prossimi al 7%, nel software con rendimenti oltre il 4%, tutti con un orizzonte temporale entro i 5 anni.

Anche sul mercato azionario si potranno trovare, utilizzando la modalità sopra citata, delle interessanti opportunità di investimento e rendimento prospettico, non solo in termini di rivalutazione del P/E, ma anche in funzione del payout ratio (dividendo di prossima maturazione rispetto agli utili realizzati).

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