Crolla il Pil inglese. E ora la Brexit fa paura alle aziende britanniche

epa07735113 Boris Johnson holds his acceptance speech after he is announced as the new Conservative party leader at an event in London, Britain, 23 July 2019. Former London mayor and foreign secretary Boris Johnson on 23 July 2019 was announced the winner in the party contest to replace Theresa May as leader of the Conservative Party. As the winner, Johnson will also take up the post of Britain's prime minister on 24 July 2019. EPA/NEIL HALL

A cura di Wings Partners Sim

Il Regno Unito ha registrato la peggior contrazione economica della sua storia, con un prodotto interno lordo in calo del 20,4% su base trimestrale che ha spinto il paese nella sua prima recessione dal 2009. Il Cancelliere dello Scacchiere, Sunak, ha dichiarato che il tempo della sofferenza non è ancora finito e che vi saranno ulteriori disagi, anche alla luce dei quasi 10 milioni di posti di lavoro che rientrano nel sostegno diretto del governo che corrisponde gli stipendi a coloro che hanno perso il lavoro a causa del coronovirus. Tuttavia Sunak ritiene che sia giunto il momento di iniziare a eliminarli gradualmente nonostante i rischi per alcuni focolai di coronavirus che aumentano l’incertezza generale. A questo si aggiunge anche il rischio che le aziende dovranno affrontare costi più elevati se la Gran Bretagna non riuscirà a concludere un accordo commerciale con l’Unione Europea entro la fine dell’anno.

Economisti e investitori si aspettano che la Banca d’Inghilterra aumenti il suo stimolo monetario entro la fine dell’anno nonostante le immissioni di miliardi di sterline nel sistema finanziario e il taglio del tasso di interesse a ridosso dello zero percento. I titoli di stato del Regno Unito segnalano un continuo pessimismo verso le prospettive di una rapida ripresa economica e i rendimenti del debito quinquennale, pur in aumento, sono ancora a ridosso dei punti più bassi della curva, segno che il mercato è ancora in attesa di un ulteriore allentamento della BoE.

Accordo Usa-Cina in bilico

Dall’altra parte dell’oceano, il presidente Trump ha dichiarato che sono stati fatti dei progressi riguardo l’accordo commerciale con la Cina, sebbene le relazioni tra i due paesi siano ulteriormente deteriorate negli ultimi mesi. Il governo cinese si è detto disposto ad attuare l’accordo commerciale fino in fondo, e i dati mostrano che la Cina sta aumentando gli acquisti, in particolare di materie prime, dagli Stati Uniti. Ciò nonostante, l’amministrazione Trump ha intensificato la sua campagna contro la Cina nelle ultime settimane, scommettendo che una linea dura contro Pechino potrebbe aiutare il presidente a vincere le elezioni di novembre. Le manovre di Washington hanno incluso le sanzioni a individui cinesi connessi con violazioni dei diritti umani nella regione occidentale dello Xinjiang, nonché di funzionari per il loro ruolo nel limitare le libertà nell’ex colonia britannica di Hong Kong. Trump ha anche adottato misure per vietare le app cinesi TikTok e WeChat.

L’accordo commerciale offre la speranza che i due paesi possano continuare a lavorare insieme. A gennaio, la Cina ha promesso di acquistare altri 200 miliardi di dollari di beni e servizi statunitensi entro la fine del 2021. Tale accordo ha messo in pausa una feroce guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo e, a fine di giugno, la Cina aveva acquistato circa il 23% del target di acquisto totale per il 2020 di oltre 170 miliardi di dollari di beni.

Euro/dollaro

Ancora una seduta all’insegna della lateralità per le quotazioni del cambio euro-dollaro, con i corsi che si confermano a ridosso della media mobile a 21 giorni nonché a ridosso dei minimi di periodo posti in area 1,1700. Le attese restano a favore di un apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro capace di violare al ribasso i livelli di supporto suddetti consentendo ritorni in direzione di area 1,1500 in prima battuta e consentendo anche al mercato di completare il pattern ribassista in figura denominato doppio massimo.

A supportare la view correttiva, oltre al suddetto pattern, anche le chiare divergenze negative tra gli indicatori di momentum ed il grafico dei prezzi. Sarà poi la violazione al ribasso di questo livello a favorire flessioni correttive capaci di riportare i corsi verso area 1,1200 andando a testare l’area di transito della media mobile a 100 giorni.

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