Davos, presentato il Global Risk Report 2017

Sotto-occupazione, bassa inclusione sociale e cambiamenti climatici sono i principali pericoli all’orizzonte nel mondo nel 2017. Lo dice la dodicesima edizione del “Global Risks Report 2017” a cura del World Economic Forum con la collaborazione di Zurich Insurance Group presentato a Davos a pochi giorni dall’apertura del Forum economico mondiale di Davos, in programma dal 17 al 20 gennaio.

Il Global Risks Report 2017 ha analizzato le probabilità, il potenziale impatto e le interconnessioni dei rischi globali nel prossimo decennio: 750 esperti provenienti dal mondo accademico e finanziario hanno valutato 30 differenti rischi globali suddivisi in cinque macro categorie (rischio economico, ambientale, geopolitico, sociale e tecnologico) su un orizzonte temporale e 13 tendenze che potrebbero contenerli o amplificarli. Ecco le principali evidenze:

  • Trend globali come ad esempio la crescente disparità di reddito e una significativa polarizzazione della Società hanno provocato cambiamenti politici nel 2016 e potrebbero aggravare i rischi globali nel 2017 qualora non venissero adottate le misure necessarie;
  • I fattori chiave dei rischi possono essere eliminati o neutralizzati, mettendo in atto politiche di inclusione sociale, per le quali cooperazione internazionale e piani di lungo periodo rivestono un ruolo fondamentale;
  • I cambiamenti climatici (eventi atmosferici estremi, disastri naturali, fallimento delle politiche di mitigazione e della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, perdita della biodiversità e collasso dell’ecosistema, infine i disastri ambientali causati dall’uomo), insieme a disparità di reddito e polarizzazione della società sono fra i principali pericoli globali all’orizzonte nel 2017. Per la prima volta quest’anno, tutti i cinque rischi ambientali vengono definiti tra i rischi a più elevata probabilità e a più alto impatto.

Cecilia Reyes, Chief Risk Officer del Zurich Insurance Group, ha dichiarato: “Viviamo in un mondo caratterizzato da fenomeni dirompenti, in cui il progresso tecnologico pone sfide sempre più difficili. Senza una corretta gestione, ricollocazione e riqualificazione dei lavoratori, la tecnologia cancellerà posti di lavoro più velocemente rispetto a quelli che riuscirà a creare. I Governi non sono più in grado di offrire ai propri cittadini i passati livelli di protezione sociale; mentre sentimenti anti-establishment stanno guadagnando sempre più spazio, con nuovi leader politici che accusano la globalizzazione di aver acuito i problemi sociali: così si innesca un circolo vizioso in cui una crescita economica più bassa amplifica solo le disuguaglianze. La cooperazione diviene dunque fondamentale per evitare un ulteriore deterioramento delle finanze pubbliche e l’amplificazione di disordini sociali”.

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