Disoccupazione Usa attesa ai massimi dal 1948

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Sell in May and Go Away? Mentre le economie mondiali si apprestano, non senza una certa dose di confusione ammantata da nervosismo, nel comprensibile timore che questi seppur timidi passi in avanti possano portare ad una nuova recrudescenza della pandemia, i mercati entrano nel mese di maggio a ritmo sparso con un chiaro sentiment ribassista.

Inevitabilmente però il picco del pathos è previsto per la fine di questa settimana quando il dato sull’occupazione USA dovrebbe mostrare come sia bastato appena un mese a cancellare i circa 23 milioni di posti di lavoro creati negli States nell’ultimo decennio; le media degli intervistati da Bloomberg si attesta ad una riduzione pari a 21 milioni di posti di lavoro paragonabile solo a quanto accaduto nel 1939 e circa 10 volte rispetto a quanto avvenne nel settembre del 1945 alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il tasso di disoccupazione dovrebbe lievitare al 16% massimi dal 1948.

Con queste fosce previsioni all’orizzonte non stupisce il crescente nervsosismo manifestato da Washington che si trasla nel week-end in un aperto J’accuse nei confronti di Pechino colpevole di aver non solo originato il virus nei suoi laboratori a Whuan ma di aver anche nascosto per settimane la problematica in modo da poter accumulare beni di prima necessità (soprattutto di natura medica) per affrontare la pandemia. Un atto di accusa formale verso il quale la Cina ha già manifestato una spiccata insofferenza quando, settimana scorsa, ha definito l’Australia (rea di aver sollevato le medesime tematiche, seppur in maniera più diplomatica) “un chewingum appiccicato alla nostra suola”…

A cura di Wings Partners Sim

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