Teatro politico

Di Joe Amato, President e Chief Investment Officer – Equities di Neuberger Berman

ll dibattito politico sta per raggiungere un punto critico, ma riteniamo che il sipario non sia ancora calato su questo ciclo economico.

Mercoledì della settimana scorsa, il Congresso degli Stati Uniti ha sentito Jerome Powell comunicare che la Federal Reserve stava preparando il suo piano per stoppare il ridimensionamento del suo bilancio, Robert Lighthizer insistere che, per quanto riguarda la questione degli scambi commerciali con la Cina, non vi è accordo su nulla finché non vi è accordo su tutto, e Michael Cohen descrivere il Presidente degli Stati Uniti come un truffatore.

Con questo tipo di teatro politico in atto, risulterebbe di norma difficile spostare l’attenzione da Washington, ma questi non sono tempi normali. Il Presidente Trump ha fatto del suo meglio per reindirizzare l’attenzione sul suo summit con Kim Jong Un, ma è arrivato un flusso di titoli di giornale decisamente più tragici provenienti dal Kashmir, ormai una polveriera da 70 anni, e ovviamente, si è parlato ancora del dibattito e delle macchinazioni sulla Brexit, che sembrano non avere fine.

I prossimi tre mesi si preannunciano come una prosecuzione di questo “dramma” teatrale. Sarà impossibile da ignorare, ma a nostro avviso, la maggior parte del dibattito politico è solo quello: un teatro. Gli investitori farebbero bene non solo a concentrarsi sui dati economici, ma anche a riconoscere che il rischio politico che interessa davvero l’economia e i mercati può rivelarsi una sorpresa sia dal punto di vista positivo che da quello negativo.

Incidenti geopolitici

In occasione della primavera, si stanno preparando importanti eventi politici

Per un po’ sono circolate voci che il report del procuratore speciale del dipartimento di Giustizia USA Robert Mueller, relativo alla presunta collusione tra la Russia e la campagna presidenziale di Trump, sarebbe stato consegnato la settimana scorsa. Sembra che l’indagine, durata due anni, si stia avvicinando alla conclusione.

Nelle discussioni sugli scambi commerciali tra Stati Uniti e Cina, mentre il Presidente Trump poneva le premesse per una cerimonia di firma con Xi Jinping a fine marzo, gli aggressivi “discorsi non pertinenti” di Lighthizer suggeriscono che ci saranno ancora colpi di scena in questo dramma teatrale. Nel frattempo, il Presidente ora ha 75 giorni per decidere la sua risposta al rapporto della Sezione 232 del Dipartimento del commercio sulle importazioni di automobili.

In Europa, entro un mese, il Regno Unito potrebbe essere o non essere uscito dall’Unione Europea. Se sarà uscito, potrebbe o non potrebbe averlo fatto con un accordo di uscita e con accordi di transizione. Allo stesso tempo, i partiti populisti europei saranno in campagna per le elezioni del Parlamento europeo di maggio.

In mezzo a tutto questo, il focolaio tra l’India e il Pakistan, entrambe dotate di armamenti nucleari, è servito come promemoria che le ostilità decennali possono esplodere in qualsiasi momento in incidenti geopolitici.

Questi eventi influenzeranno i mercati? Alcuni si e altri no

Influenzeranno i rendimenti a medio termine delle asset class rischiose? Potrebbero, ma vale sempre la pena ricordare che l’impatto può essere sia positivo che negativo. Non abbiamo mai escluso di trovarci con tariffe globali più basse qualora gli Stati Uniti dovessero firmare accordi commerciali con la Cina e l’Europa quest’anno, ad esempio. Il rally di due settimane della sterlina ci dimostra con che velocità le notizie sulla Brexit possono diventare incredibilmente favorevoli per il mercato.

Segnali positivi nei dati recenti

In definitiva, riteniamo che gli investitori debbano dare uno sguardo agli uffici di statistica anziché agli uffici stampa, per conoscere i veri determinanti dei rendimenti dei prossimi 12 – 24 mesi, soprattutto perché è qui che i funzionari della Fed stanno indirizzando la loro attenzione.

Cosa osserviamo?

Mentre la stagione degli utili dell’indice S&P 500 volge al termine, sia il numero delle aziende che hanno riportato utili del 4° trimestre superiori alle stime, sia la percentuale degli utili aggregati che hanno superato il consensus, sono sotto la media degli ultimi cinque anni, secondo FactSet.

In Europa, la Germania è sul punto di una recessione e il dato dell’indice PMI (PMI) di venerdì ha confermato che il settore manifatturiero dell’Europa è in calo per la prima volta dal 2013.

In Asia, gli ultimi dati ufficiali dell’indice PMI manifatturiero della Cina hanno confermato un terzo mese di calo, con l’indice dei nuovi ordini di esportazione che ha registrato il minimo degli ultimi dieci anni e il Giappone che ha nuovamente riportato una produzione industriale più debole del previsto.

Ma non è tutto negativo. Ci sono anche segnali positivi nei dati recenti

Erik Knutzen ha indicato una crescita del credito della Cina sorprendentemente forte, che può rivelarsi un indicatore primario per il PMI, potremmo averne visto i primi segnali nell’Indice Manifatturiero PMI – Caixin di venerdì, che si è dimostrato più solido del previsto. I costruttori automobilistici tedeschi si trovano a dover affrontare delle sfide, mentre il settore edilizio è in piena espansione e le vendite al dettaglio di gennaio hanno sfidato l’umore negativo. E negli Stati Uniti il PIL del 4° trimestre di giovedì, pari al 2,6%, ha sorpreso per il rialzo. La scorsa settimana ha portato un’ulteriore conferma della solida fiducia dei consumatori e di un mercato immobiliare in recupero: le nuove concessioni edilizie, le pratiche dei mutui e le vendite di case risultano tutte in aumento.

Questi segnali, uniti alla nostra view che la Cina continuerà ad applicare nuovi stimoli e che l’inflazione contenuta darà alle banche centrali la flessibilità necessaria a rimanere accomodanti, confermano la nostra tesi che l’economia globale, seppure in rallentamento, si sta ancora espandendo e può estendere questo ciclo economico fino al 2020.

Siate preparati a un intenso teatro politico che nei prossimi mesi potrebbe giungere a un punto critico. Dal nostro punto di vista, riteniamo tuttavia che non sia ancora calato il sipario su questo ciclo economico.

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