Elezioni in Turchia: la fine del governo di un solo partito può essere un'opportunità

Turchia

a cura di Erdinç Benli, Co-Head del Global Emerging Markets team di GAM

Negli ultimi anni i titoli delle notizie politiche sono stati piuttosto negativi per l’Akp, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo che governa da solo la Turchia: la repressione delle proteste di Gezi Park, il blocco dei social media e, da ultimo, la sentenza di un tribunale che ha stabilito che lo sfarzoso palazzo presidenziale è stato costruito illegalmente. Sul piano economico, la disoccupazione è aumentata mentre la lira turca si è deprezzata sensibilmente. Tuttavia, non bisogna sottostimare il supporto di cui l’Akp gode tra l’elettorato. In generale, il governo dell’AKP sin dal 2002 ha segnato un periodo di successi per la Turchia grazie alle riforme e alla privatizzazione. L’inflazione è diminuita precipitosamente mentre il PIL pro capite è triplicato grazie al rafforzamento economico. La migliore stabilità politica rispetto agli anni Novanta ha favorito il crescere degli investimenti nel Paese.

Lo scenario migliore e la conseguente reazione positiva del mercato La prospettiva migliore e più probabile è che l’Hdp, il Partito Democratico filo-curdo entri in parlamento superando lo sbarramento del 10%, e che allo stesso tempo l’Akp mantenga la maggioranza. Questo risultato porterebbe a una maggiore stabilità politica, e sarebbe improbabile che si manifesti il malcontento sociale dei Curdi vista la loro rappresentanza in parlamento. Al contempo, un governo monopartitico guidato dall’Akp potrebbe continuare con le sue politiche. Ma per cambiare la costituzione e instaurare un sistema presidenzialista l’Akp dovrebbe formare una coalizione con un altro partito. Ciò porterebbe a una politica più orientata verso il consenso con organismi di controllo più forti e un bilanciamento dei poteri.

Lo scenario peggiore e la conseguente reazione negativa del mercato L’elemento sorpresa delle prossime elezioni potrebbe essere l’Hdp, che supera lo sbarramento del 10%. L’Akp per la prima volta dal 2002 perderebbe la maggioranza con meno del 50% dei seggi parlamentari, e sarebbe costretto a formare un governo di coalizione. Gli investitori non accoglierebbero di buon grado questo esito poiché la stabilità politica sarebbe in pericolo e il mercato reagirebbe presumibilmente in maniera negativa sul breve termine. Le difficoltà per raggiungere un accordo tra i partiti di un’eventuale coalizione intralcerebbero le iper-necessarie riforme aggiuntive a porterebbero a un aumento delle tensioni e, infine, a elezioni anticipate

Sul medio-lungo termine questo scenario potrebbe in realtà portare una migliore politica e migliorare lo sviluppo turco. La Turchia è ancora una democrazia relativamente giovane, il suo sistema parlamentare multi-partitico è stato introdotto solamente negli anni Quaranta del ‘900 e le istituzioni democratiche sono ancora in fase di implementazione. Il Paese ha bisogno di passare attraverso questa fase di maturazione.

La Turchia ha un numero di driver strutturali attraenti, inclusa una popolazione giovane ed economicamente intraprendente in cui il 50% ha meno di 30 anni. Accanto ai partiti politici, sarà di vitale importanza per gli investitori l’agenda economica del nuovo governo oltre alla questione su chi sarà il nuovo leader dell’economia del Paese. Il primo ministro Ali Babacan ha goduto di buon rispetto e apprezzamento nel corso dei suoi tre mandati.

Il mercato azionario: un rallentamento rappresenta un’opportunità A partire dalla fine di gennaio il mercato azionario turco ha offerto performance peggiori rispetto ai mercati emergenti maggiori. Anche la valuta si è indebolita a causa dell’incertezza politica prima delle elezioni e a una dinamica economica più debole. Anche se l’esito più probabile delle elezioni è un governo a un solo partito guidato dall’Akp, stando agli ultimi sondaggi le probabilità di un governo di coalizione sono aumentate. Con i prezzi delle azioni in discesa nelle ultime due settimane, il mercato è nella fase in cui sta prefigurando questo scenario. Le azioni turche si sono già state svalutate abbastanza significativamente e stanno scambiando con lo sconto più alto negli ultimi 5 anni. Ogni ulteriore rallentamento nel mercato offrirebbe un attraente punto di ingresso per gli investitori a lungo termine.