Elezioni regionali, effetto positivo sui titoli di Stato

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Il risultato delle due giornate elettorali sospinge il rendimento del buon vecchio Btp decennale sotto la soglia dello 0,9%. Devo dire che la scorsa settimana i mercati internazionali si mostravano comunque abbastanza tranquilli, nonostante le possibili scaramucce che sarebbero potute scaturire nella coalizione di governo nel caso di una vittoria del centro-destra in Toscana. La view più gettonata tra gli investitori europei – tra i quali i gestori di Axa IM – era quella di un cambiamento epocale nella architettura dell’Unione. Una virata storica della Ue, forse dovuta alla fragilità del sistema messa in evidenza dal Covid-19, che ha portato a cementare le relazioni tra paesi membri anche sul lato fiscale. Ovviamente, non si parla ancora di mutualizzazione, ma solo di emissioni comuni per finanziare il Piano di Ripesa e di Resilienza. Però il dado è tratto e parlare di debito comune non suona più come un anatema negli storici corridoi del Bundestag”. E’ quanto evidenzia Alessandro Tentori, Cio di Axa IM Italia.

“Nonostante l’ottima performance dei titoli di Stato italiani (+4,6% da inizio anno), è prematuro parlare di via libera nel lungo periodo“, avverte tuttavia l’esperto. “Temi come la sostenibilità fiscale di lungo periodo, l’efficacia e le tempistiche degli investimenti finanziati con il recovery fund e la capacità di innovazione tecnologica rimangono fattori cruciali per la crescita potenziale del Paese. A mio avviso una fetta consistente dello spread decennale (attualmente a 132 punti base) è legata a queste tematiche di lungo periodo, più che al livello di incertezza politico”.

Conclude Tentori: “Per farla breve, la domanda che l’investitore internazionale si pone con più frequenza è: per quale motivo si dovrebbe registrare un boom di crescita in un Paese il cui potenziale è stato di appena 0.3% in media negli ultimi venti anni? È una domanda lecita a cui da economista non saprei dare una risposta”.

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