Equita: azioni italiane più resilienti per affrontare l’incertezza

borsa italiana

Le società italiane quotate sono state duramente colpite dallo scoppio della pandemia del Covid-19: l’indice FTSE MIB è diminuito del 27% dall’inizio dell’anno (contro il -16% dei panieri ezionari globali e il-18% dell’EuroStoxx 600) anche a causa dell’ampliamento dello spread BTP-Bund.

Una delle maggiori debolezze dell’Italia è il suo elevato debito pubblico, soprattutto rispetto ad altri paesi europei – fanno notare gli analisti di Equita tuttavia, se guardiamo solo alle società quotate italiane, il quadro è rassicurante: la leva finanziaria appare ragionevole e il settore bancario ora è in forma migliore rispetto al passato”. Non solo. “Altri punti di forza dell’economia italiana proseguono da Equita – sono il basso livello del debito privato, in in linea con o anche al di sotto di altri paesi europei, e tasso di risparmio elevato (al 10,5%)”. Ecco di seguito la view detagliata degli analisti di Equita.

Leva finanziaria è sostenibile e settore bancario meglio attrezzato

La leva finanziaria delle società quotate italiane, in particolare di quelle industriali e settori di servizi (la spina dorsale dell’economia), è sostenibile con il settore bancario ora è in forma migliore rispetto al passato. L’NPL ratio si è ridotto dal 18,6% nel 2015 al 7,3% nel 2019. Se consideriamo le società definite “campioni italiani”, il quadro è ancora migliore (media ND/EBITDA ratio di 1,3x alla fine del 2019 con il 25% di queste società che segnalano posizioni liquide nette positive).

Il quadro finanziario delle aziende italiane quotate

E’ stata effettua un’analisi per vedere come sono posizionate le aziende italiane in termini di solidità finanziaria e quadro emerso è rassicurante. L’Italia, nel dettaglio, è ben posizionata in termini di leva finanziaria (ND/EBITDA 1.9x, sostanzialmente in linea con la media) e il confronto con altri principali mercati internazionali è positivo.

Sull’indice FTSEMIB, il coefficiente di leva finanziaria medio (ND/EBITDA alla fine del 2019) è 1,9x, indicando quindi che il livello complessivo del debito aziendale è ragionevole. In uno scenario di normalizzazione delle attività dal secondo semestre 2020 il rapporto dovrebbe diventare tra 2x e 2,5x. Le aziende con la la leva più alta operano in tutti i settori strategici (servizi pubblici, telecomunicazioni, trasporti) dove prevale la proprietà pubblica e quindi il credito qualità, dovuta ad entrambe le caratteristiche dell’azienda (regolata in molti casi) e gli azionisti, è ancora solido.

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