Etf, da Franklin Templeton un prodotto sull’azionario dell’India

India
Taj Mahal

Sul mercato ETFplus di Borsa Italiana ha debuttato il quattordicesimo Etf di Franklin Templeton, una delle più grandi società di gestione con competenze specialistiche nei mercati emergenti. Si tratta del Franklin FTSE India UCITS ETF, che replica la performance del FTSE India 30/18 Capped Net Tax Index, rappresentativo di società mid-large cap indiane.

Il Franklin FTSE India UCITS ETF porta a 1.320 il totale degli strumenti disponibili sul mercato ETFplus, di cui 1.003 ETF e 317 ETC ed ETN. A fine maggio l’AUM degli ETF ha raggiunto quota 67,2 miliardi di euro, di cui il 48,3% detenuto in ETF fixed income. Il controvalore scambiato è pari a 45,89 miliardi di euro e sono stati raccolti 1,69 miliardi di euro.

Silvia Bosoni, Responsabile ETF, ETP e fondi aperti di Borsa Italiana, ha commentato:
“Il mercato degli ETF è in costante sviluppo, grazie al sempre maggiore successo che questi strumenti riscontrano tra gli investitori privati e istituzionali. Franklin Templeton ha riconosciuto il ruolo strategico del mercato italiano in questo settore, nell’ambito dello sviluppo in Europa della propria offerta. Siamo lieti di dare il benvenuto al nuovo ETF di Franklin Templeton su ETFplus di Borsa Italiana, che in questi giorni ha superato il record dei 1000 ETF quotati, posizionandosi sempre più come piattaforma globale, efficiente, trasparente e in continua crescita”.

Antonio Gatta, Co-Branch Manager e Institutional Sales Director, Franklin Templeton, ha affermato: “Grazie alla nostra profonda e consolidata conoscenza dei mercati emergenti, siamo lieti di poter offrire la prima serie di ETF passivi che investono in singoli paesi emergenti, Brasile, Cina, Corea e da oggi anche India. Con questi strumenti  rafforziamo ulteriormente la nostra gamma ETF, ampliando le opportunità di investimento nella costruzione di portafogli attraverso ETF attivi, smart beta e passivi. Questi ETF si posizionano inoltre in modo competitivo e distintivo anche sul fronte del costo, da sempre un elemento riconosciuto agli ETF passivi”.

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