Ethenea: la piaga degli unicorni droga il mercato azionario

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“Con il loro modello di business concentrato sulle vendite e disinteressato alla redditività, le giovani start-up non ancora quotate, ma già valutate più di 1 miliardo di dollari, distorcono il mercato azionario, penalizzando i titoli value”. Lo sostiene Christian Schmitt, portfolio manager del fondo bilanciato Ethna-Dynamisch, della scuderia Ethenea.

Dieci anni fa, esistevano solo una manciata di società di questo tipo, note come unicorni, ma nel tempo il loro numero è aumentato a circa 500, in quella che è diventata una vera e propria piaga dell’unicorno. Un piaga perché la strategia di crescita della maggior parte degli unicorni danneggia in maniera molto specifica le altre aziende del mercato. Per queste start up, la priorità assoluta è l’incremento delle vendite, perseguito attraverso un’aggressiva acquisizione di nuove quote di mercato, mentre la redditività non gioca alcun ruolo e diventa secondaria, a volte anche per decenni, rispetto all’espansione nei mercati globali. Amazon, oggi la terza società quotata più costosa al mondo, è considerato il paradigma di questo fenomeno. Ma quando un unicorno entra nel mercato genera pesanti ripercussioni sulle aziende già affermate. Prendiamo Uber, la società di reti di trasporto multinazionale, che mette sotto pressione le compagnie di taxi in tutto il mondo. Al momento della quotazione, a maggio 2019, Uber è stata valutata 75 miliardi di dollari, benché la società stessa si chiedesse se sarebbe mai diventata anche redditizia. Allora come possono competere contro gli Uber e gli Amazon le altre società, se i nuovi concorrenti non si concentrano sulla realizzazione di profitti?

“È una battaglia molto sbilanciata”, sottolinea Schmitt, “e spiega esattamente uno dei motivi principali per la crescita incredibilmente debole dei titoli value rispetto ai titoli growth. La distorsione strutturale del mercato causata dagli unicorni è enorme e colpisce in particolare i modelli di business dei titoli value. A questo punto, la domanda non è tanto quando finiranno le scarse performance dei titoli value, quanto piuttosto per quanto tempo gli investitori saranno disposti a finanziare una crescita non redditizia su così vasta scala. Per ora non si scorge una fine e tutti gli investimenti a 3 cifre in miliardi di dollari continuano ad affluire verso questo segmento di imprese. E questo ha un peso nelle scelte di investimento. Per evitare gli incubi degli unicorni, nel fondo Ethna-Dynamisch evitiamo le società strutturalmente indebolite, perché in futuro potrebbero rivelarsi trappole di valore, nonostante oggi offrano valutazioni convenienti”.

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