Ethenea: le Borse europee faranno meglio di Wall Street

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“I mercati europei potrebbero iniziare a sovraperformare i mercati statunitensi entro i prossimi mesi. Il sentiment degli investitori si sta infatti orientando verso un approccio orientato al valore: è dunque ora di essere più cauti nell’investire in società in crescita, come i big della tecnologia Usa”. È l’analisi di Harald Berres, portfolio manager di Ethenea.
Negli ultimi dieci anni, lo sviluppo economico negli Stati Uniti è stato più avanzato di quello in Europa. Il divario di crescita si è ulteriormente ampliato nel 2011/2012, quando l’Europa ha affrontato la crisi dell’euro. Nella periferia europea, tassi di crescita lenti e recessioni hanno penalizzato gli indici azionari rispetto ai loro omologhi statunitensi. I tassi di crescita economica si sono però allineati di recente e l’Europa è tornata su un trend di crescita pari a quello degli Stati Uniti. Nel 2017 abbiamo assistito a un’altra sovraperformance degli Stati Uniti, questa volta a causa della debolezza del dollaro Usa rispetto all’euro.
Guidato dai grandi nomi della tecnologia, il mercato statunitense ha sovraperformato la sua controparte europea”, continua Berres. “Molti dei giganti tecnologici con sede negli Stati Uniti hanno però raggiunto una posizione dominante che non è coerente con la concorrenza e le autorità di regolamentazione le tengono d’occhio. Il recente scandalo sui dati di Facebook è un esempio di questo tipo di violazione. E’ già accaduto negli anni Novanta, quando aziende come Microsoft, Intel e Cisco erano protagoniste nel loro settore di attività, detenendo quote di mercato fino all’80%. Gli anni che seguirono divennero più difficili per queste grandi compagnie, a causa di problemi di regolamentazione che le portarono a perdere quote di mercato e fecero scendere i prezzi delle loro azioni”.
“In termini di quote di mercato, la situazione ricorda quella odierna di Facebook, Amazon e Google, sebbene la valutazione di questi titoli sia inferiore a quella di Microsoft, Cisco e Intel dei gloriosi anni Novanta”, conclude Berres. “La sovraperformance statunitense, guidata da queste aziende, non può durare per sempre”.