Etp, gli investitori temono una nuova serie di dazi sulla Cina

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A cura di WisdomTree

Gli ETP sull’oro subiscono i primi disinvestimenti in cinque settimane.La scorsa settimana gli ETP long sull’oro hanno accusato deflussi pari a 44,8 mln di dollari. La stabilizzazione delle quotazioni aurifere potrebbe aver indotto alcuni investitori a realizzare prese di profitto. La settimana scorsa il metallo giallo ha guadagnato lo 0,2% (il 2,0% nel corso dell’ultimo mese) a fronte del deprezzamento del dollaro USA. Le posizioni speculative in futures sull’oro, ai minimi del 2001, sembrano eccessivamente pessimistiche e potrebbero essere così basse a causa dello sconforto per la mancata reazione del metallo alla correzione dei mercati emergenti. Nonostante la turbolenza che si è abbattuta sull’azionario emergente negli ultimi mesi, i listini dei mercati sviluppati hanno evidenziato un buon andamento. La scarsa reattività dell’oro alle tensioni sui mercati emergenti si spiega dunque con l’assenza di contagio nei mercati sviluppati fino a questo momento. “L’oro potrebbe recuperare terreno in caso di ricoperture di posizioni short speculative sul mercato dei futures”, ha affermato Massimo Siano, Co-Head of Southern Europe Distribution presso WisdomTree.

Gli ETP su panieri di metalli industriali registrano i maggiori deflussi dal febbraio 2018. La scorsa settimana i disinvestimenti dai panieri di metalli industriali si sono attestati a 71,4 mln di dollari. Gli investitori sembrano temere possibili ricadute sulla domanda derivanti dall’escalation della guerra commerciale. Secondo fonti di stampa, il Presidente Trump intende introdurre una nuova serie di dazi su 200 mrd di dollari di prodotti cinesi. Ciò si aggiungerebbe ai 50 mld di dollari di prodotti già gravati da dazi sull’importazione. Fonti di stampa indicano che un annuncio ufficiale potrebbe arrivare già oggi. Una mossa di questo tipo potrebbe vanificare i tentativi del Segretario del Tesoro Mnuchin di riavviare i negoziati commerciali con Pechino. Gli investitori sembrano temere le conseguenze di una guerra commerciale senza esclusione di colpi sulla domanda aggregata a livello mondiale. Verso la fine di questa settimana l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) pubblicherà le proprie previsioni sulla crescita economica. Nelle prospettive intermedie pubblicate a maggio 2018, il gruppo (di economie sviluppate) aveva previsto un rafforzamento della crescita economica nel corso di quest’anno, mettendo tuttavia in guardia da una serie di rischi, compresa una guerra commerciale. “Sarà interessante scoprire se l’organizzazione ha innalzato le probabilità associate a tali rischi”, ha aggiunto Siano.

Gli ETP sul caffè mettono a segno la settima settimana consecutiva di afflussi. La scorsa settimana i prezzi del caffè sono scesi del 2,7% (del 27% dall’inizio dell’anno). I relativi ETP hanno registrato afflussi per 3,8 mln di dollari, dovuti in apparenza agli acquisti dettati dalla convenienza. L’abbondante produzione e il deprezzamento del real brasiliano (che incoraggia la vendita di caffè prodotto in Brasile in un mercato globale denominato in dollari) sembrano essere i catalizzatori alla base della flessione dei prezzi. Tuttavia, molti investitori ritengono che il caffè sia in uno stato di ipervenduto. L’ultima volta che sono calati fino a questo livello, nel 2013, i prezzi del caffè hanno messo a segno subito dopo un netto rimbalzo (guadagnando il 115% tra il novembre 2013 e l’ottobre 2014). In effetti, con il posizionamento sul mercati dei futures più ribassista oggi rispetto al 2013, il rischio di un rally dovuto alle coperture di scoperto è considerevole. “Anche se quest’anno i rendimenti potrebbero essere elevati, dopo i deficit di produzione dello scorso anno le scorte sono oggi più basse rispetto al 2013”, ha osservato Siano.

Gli ETP su panieri di commodity dell’energia raccolgono 7,6 mln di dollari. La scorsa settimana le apprensioni per l’impatto dell’uragano Florence hanno spinto al rialzo i prezzi dell’energia. “Benché riteniamo che i rincari della benzina siano giustificati dalla maggiore domanda espressa dagli automobilisti, il calo dei consumi di elettricità (nelle abitazioni e nelle aziende evacuate) dovrebbe attenuare in parte i rialzi dei prezzi del gas naturale e del petrolio WTI”, ha aggiunto Siano.