Europa, la resilienza delle banche fa sperare in una ripresa rapida

A cura di Tomasz Wieladek, Economista internazionale di T. Rowe Price

L’economia dell’eurozona sarà colpita in questa prima parte del 2020 dalla più forte recessione in Europa dal secondo dopoguerra, ma probabilmente resisterà al suo impatto per poi riprendersi con forza nella seconda metà dell’anno.

Gli acquisti aggressivi di asset da parte della Banca Centrale Europea aiuteranno i Paesi membri ad assorbire il contraccolpo del coronavirus e forniranno un forte supporto alle obbligazioni sovrane, portando a una convergenza degli spread del debito core e di quello periferico.

Nonostante l’ampliamento dei deficit fiscali nazionali, con un aumento previsto del disavanzo di bilancio dell’Eurozona tra il 4,2% e il 5% e un rapporto deficit/Pil che dovrebbe toccare il 95%, non riteniamo che le agenzie di rating puniranno i Paesi europei, almeno a breve termine. Il downgrade degli outlook da positivo a stabile o negativo è una possibilità, ma è probabile che i declassamenti diretti saranno rari. A nostro avviso, le agenzie aspetteranno di vedere la velocità della ripresa economica e di monitorare il modo in cui i governi gestiranno i deficit nel 2021-2022.

Bisogna considerare che, nonostante la quantità di nuovi finanziamenti richiesti dai governi, l’ammontare complessivo del debito sovrano scambiato sui mercati rimarrà probabilmente invariato, per via degli acquisti della Bce, che a nostro avviso supereranno gli 800 miliardi di euro, pari al 150% delle nuove emissioni nette.

Uno stress test sul settore bancario

Numerosi governi e regolatori europei hanno annunciato una serie di misure di sostegno destinate ai settori più vulnerabili allo shock macroeconomico e in particolare volte ad allentare la pressione sugli istituti di credito. Queste misure saranno di grande aiuto per le banche. Tuttavia, al fine di verificarne la resilienza, abbiamo eseguito uno stress test sugli istituti europei per capire cosa potrebbe succedere nello scenario peggiore.

Secondo la nostra analisi, anche ipotizzando un contesto molto sfidante, quasi tutte le banche avrebbero abbastanza capitale in eccesso per resistere allo shock da coronavirus. Fanno eccezioni alcune piccole realtà in Grecia, Cipro e Portogallo, che hanno già segnalato carenze di capitale quest’anno, pur non molto consistenti. Se le ipotesi di stress si estendessero anche a tutto il 2021, alcune banche di piccole e medie dimensioni in Italia, Spagna e Portogallo e tutte le banche in Grecia e Cipro andrebbero probabilmente incontro a carenze di capitale da 500 milioni a 1 miliardo di euro.

Viceversa, è probabile che il settore bancario delle aree core in Europa si mostrerà resiliente sia nel 2020 che nel 2021, con l’illustre eccezione della Germania. Sia Deutsche Bank sia Commerzbank hanno segnalato carenze di capitale, nel caso della prima pari alla cifra considerevole di 8,7 miliardi di euro. Anche se riteniamo improbabile che le ipotesi prese in esame negli stress test possano concretizzarsi, alla luce delle varie misure di sostegno introdotte, questa analisi mette in evidenza la relativa debolezza di alcune banche tedesche rispetto ai loro pari in altri Paesi.

La forza sottostante indica un forte recupero

La forza del settore bancario indica che la recessione dell’Eurozona sarà probabilmente seguita da una ripresa a “V”. L’esperienza delle recessioni passate infatti mostra che quando la crisi non è stata causata da uno shock bancario, le economie si sono riprese rapidamente. I due episodi storici che assomigliano più da vicino alla situazione attuale sono l’epidemia di Sars a Hong Kong nel 2002-2004 e la recessione nel Regno Unito del 1974: in entrambi i casi il recupero è stato immediato.

L’Eurozona oggi appare più forte, dati i livelli molto bassi di debito delle famiglie e un settore manifatturiero che si sta adeguando a condizioni più rigide ormai da due anni. Nel complesso, riteniamo che una combinazione di politiche monetarie, fiscali e occupazionali aggressive creerà probabilmente una solida base per una ripresa rapida nella seconda metà dell’anno.

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