Eurozona debole, Usa in chiaroscuro: l’analisi dei mercati finanziari di Cassa Lombarda

A cura dell’Advisory di Cassa Lombarda

In Eurozona la produzione industriale per il mese di agosto ha interrotto la discesa mentre il trend annuale è in costante peggioramento. La debolezza del momentum nel Vecchio Continente è ribadita dale letture finali dell’inflazione, in linea o inferiori alle anticipazioni. L’indice Zew sulle aspettative di crescita economica, dopo il parziale recupero del mese scorso, registra un nuovo calo confermandosi in territorio negativo. Negli Stati Uniti i dati macro rilasciati hanno fornito un quadro in chiaroscuro con un rallentamento della produzione industriale, della fiducia commerciale e delle vendite al dettaglio mentre si conferma sempre solido il mercato del lavoro a beneficio di un elevato benessere e con discrete aspettative economiche da parte dei consumatori. In Cina si conferma la frenata dell’import e dell’export gravati da rallentamento globale e tensioni commerciali, l’inflazione ha raggiunto il target della banca centrale seppure esclusivamente per gli incrementi dei prezzi del cibo. Rimbalza dai minimi del 2004 la produzione industriale anche se l’ulteriore rallentamento degli investimenti fissi conferma le difficoltà di mantenere la crescita nel range obiettivo del 6,0-6,5%. Il Fmi ha nuovamente rivisto al ribasso le stime di crescita globale per il 2019 al +3%, ritmo più lento dal 2008. La crescita dovrebbe migliorare nel 2020 e attestarsi al 3,4%, un dato pur sempre inferiore al 3,5% della precedente previsione.

Obbligazioni

Leggero ritracciamento per i titoli di stato europei, con rendimenti in minimo rialzo, complice la maggiore propensione al rischio degli investitori. Secondo un sondaggio condotto da Bloomberg gli analisti ritengono che Mario Draghi abbia bloccato la politica della Bce per i prossimi tre anni, e che non aumenterà i tassi almeno fino a fine 2022, con gli acquisti di titoli che cesseranno tre mesi prima. La Fed continuerà a iniettare liquidità nel sistema finanziario americano almeno fino a gennaio del 2020 per fronteggiare le pressioni sul mercato monetario ed acquisterà fino a $60 miliardi in titoli di stato Usa almeno fino al secondo trimestre dell’anno prossimo. Queste azioni, ha affermato la Fed, non porteranno modifiche all’attuale politica monetaria ma servono a normalizzare il mercato monetario interbancario che a settembre vide salire i tassi fino al 10% rispetto al 2% del target della Fed.

Azioni

Settimana di forti rialzi per i listini azionari internazionali in scia all’ottimismo per un possibile accordo, poi avvenuto seppur in maniera parziale e non ancora rettificato, tra Stati Uniti e Cina in relazione alla loro diatriba commerciale. In Europa alla buona trimestrale di Lvmh ha fatto da contraltare il profit warning di Hugo Boss. A Milano, a Piazza Affari, in luce Telecom Italia sulla notizia per cui la società stia lavorando al dossier inerente lo scorporo, e successiva quotazione, dei suoi 23 data center. Continuano a beneficiare del contesto a tassi di rendimento azzerati, i settori che offrono rendimenti elevati come quello finanziario, le utilities e dell’energia.

Valute e materie prime

Settimana di forte apprezzamento per la sterlina inglese, che si è portata sui massimi da maggio contro euro, in scia al raggiungimento dell’accordo tra Londra e Bruxelles sulla Brexit. Il Parlamento inglese, riunito di sabato per la prima volta dai tempi della guerra delle Falklands, ha deciso di posticipare ulteriormente il voto sulla Brexit, obbligando il premier Boris Johnson a richiedere un rinvio della scadenza dal 31 ottobre al 31 gennaio 2020. Johnson ha inviato questa lettera a Bruxelles ma non l’ha firmata poiché ritiene di avere i numeri per far si che il Parlamento accetti l’accordo raggiunto con l’Europa. Il petrolio ha archiviato l’ottava in calo sui timori di una minore richiesta cinese. Saudi Aramco posticiperà di alcune settimane la sua Ipo, poiché sono riemersi dubbi sulla valutazione di 2 trilioni di dollari. Saudi Aramco, pompa circa il 10% del greggio mondiale, e ha dichiarato che i tempi dell’Ipo dipenderanno dalle condizioni di mercato.

Outlook

Questa settimana Mario Draghi presiederà la sua ultima riunione del board Bce prima del passaggio di testimone a Christine Lagarde. Non è attesa alcuna modifica o annuncio nella politica monetaria europea. Si riuniscono anche le banche centrali in Turchia, Russia, Indonesia, Ungheria, Norvegia e Svezia dove la Riksbank è attesa lasciare invariato il costo del denaro al -0,25% e spostare avanti nel tempo il programmato aumento dei tassi. A livello macroeconomico verranno comunicati diversi dati su scala globale tra cui, in Eurozona, la fiducia dei consumatori e gli indici Pmi. Negli Stati Uniti in arrivo le evidenze dall’immobiliare, dalle richieste di sussidi di disoccupazione, dagli ordini all’industria oltre alla fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan. Dopo i big della finanza Usa la stagione delle trimestrali focalizza l’attenzione sui tech e sugli industriali. Tra gli altri attesi i numeri di Amazon, Intel, Verizon, Microsoft, Twitter, Paypal, Ford, Daimler, tesla, H-D, McDonald’s,Caterpillar, Lockheed Martin, Boeing, Biogen, Eli Lily, Gilead, Visa, P&G e 3M. In Europa attenzione ai numeri di Eni, Heineken, AB Inbev, Novartis, AstraZeneca, Ubs, Rbs, Barclays.

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