Eurozona, in miglioramento il mix di politiche monetarie e fiscali

A cura di Martin Wolburg, Senior Economist di Generali Investments

Nella riunione di giovedì scorso la Bce ha nuovamente intrapreso un’azione coraggiosa. Ha deciso di estendere il suo Pandemic Emergency Purchase Program (Pepp) fino ad almeno giugno 2021 e di aumentarne il volume di 600 miliardi di euro, per un totale di 1.350 miliardi. I relativi reinvestimenti saranno realizzati almeno fino alla fine del 2022, per evitare una contrazione prematura del bilancio. La logica alla base dell’azione è la necessità di riportare l’inflazione sul percorso pre-Covid-19, date le proiezioni macro riviste in negativo e i rischi al ribasso ancora prevalenti. Di conseguenza, il volume di Qe discrezionale e correlato alla pandemia è aumentato da 515 a 1.115 miliardi di euro, offrendo così alla Bce un ampio margine di manovra anche se gran parte degli acquisti verrà realizzata nei prossimi mesi.

La scorsa settimana il governo tedesco ha anche annunciato un audace stimolo fiscale per un volume di 130 miliardi di euro, pari al 3,8% del Pil tedesco. In altri paesi ulteriori pacchetti sono in discussione e probabilmente seguiranno a breve, mentre anche il coraggioso programma Ue di rilancio presentato la settimana precedente sarà a nostro avviso approvato.

La politica monetaria e le condizioni fiscali per la ripresa a seguito della recessione senza precedenti di Covid-19 potrebbero portare a una forte ripresa. A meno che non si materializzino rischi al ribasso, innanzitutto un secondo lockdown, non ci attendiamo ulteriori audaci azioni di politica monetaria.

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