Exor cede Partner Re e rimbalza: un’occasione di vendita?

Tutto come previsto, anzi anche meglio del previsto: Exor ha confermato la sigla di un Memorandun of understanding con la francese Covea per la cessione, per 9 miliardi di dollari (il massimo delle stime circolate finora) della controllata Partner Re. A questo livello di valutazione il Nav (Net asset value, patrimonio netto) di Exor dovrebbe salire a circa 89 euro per azione, a fronte dei 65,8 euro a cui il titolo oscilla stamane in Borsa, in rialzo del 4% circa rispetto alla chiusura di ieri, nonostante il calo dell’indice Ftse Mib conseguente alla caduta nella notte di Wall Street, dopo l’inatteso (e per alcuni preoccupante) taglio di mezzo punto dei tassi da parte della Federal Reserve.

Il titolo Exor (15,25 miliardi di capitalizzazione a Piazza Affari) tratta dunque con uno sconto superiore al 27% circa rispetto al Nav, che a molti appare eccessivo considerato che in passato il titolo è arrivato a trattare con uno sconto di solo il 10%-15% sul Nav grazie ad operazioni di M&A che avevano interessato i suoi asset, proprio come in questo caso. Con la cessione di Partner Re, inoltre, la holding d’investimento degli eredi Agnelli si ritroverà con oltre 7 miliardi di euro di cassa netta, cosa che, al netto di nuovi investimenti di portafoglio accanto a Fca (in procinto di fondersi con Psa), Cnh Industrial, Ferrari, Juventus, Gedi ed Economist, pare lasciare spazio all’ipotesi di distribuire un dividendo straordinario.

Lo scorso anno venne distribuito un dividendo ordinario di 43 centesimi mentre finora il consenso parlava di 45 centesimi di dividendo ordinario nel 2020 (a valere sui risultati 2019), che equivarrebbe ad un dividend yield dello 0,7% scarso. Oltre ai proventi della cessione di Partner Re, Exor beneficerà poi, pro quota, del dividendo straordinario da 1,6 miliardi di euro previsto dalla fusione Fca-Psa e di un altro pagamento “una tantum” collegato allo scorporo di Comau. Al di là degli aspetti legati al rendimento da dividendo ed in attesa di vedere su cosa punterà Exor per il futuro, gli analisti tecnici restano cauti sul titolo a breve-medio termine.

Il giudizio degli analisti su Exor

Fino al superamento di quota 68,25 euro, dove è posizionata una stop loss, il titolo resta infatti inserito in un trend discendente di breve termine apertosi con la discesa delle quotazioni sotto i 67,5 euro e che ha come obiettivo i 61,3 euro per azione e anche in caso di rimbalzo sembra difficile che il titolo riesca anche solo a riportarsi sopra i 67,5 euro, dovendo prima testare le resistenze in area 66,7 euro e poi a 67,15 euro. Il rimbalzo odierno potrebbe quindi essere interpretato anche come l’occasione per alleggerire il titolo a livelli più interessanti da parte di chi avesse ancora posizioni rialziste aperte su di esso.

In caso di ripresa delle vendite, i supporti sono individuati a brevissimo termine sui 61,5 euro e poi a 61,3 euro, come già detto primo obiettivo del trend ribassista in cui pare muoversi il titolo. Al di sotto di esso, in caso di accelerazione della caduta, un ulteriore supporto di breve periodo è individuato in area 58,8 euro. Il recupero di stamane può tuttavia riportare in situazione neutrale il trend a breve termine (anche se quello a medio è destinato a rimanere al ribasso, almeno finché le quotazioni si manterranno sotto la media mobile lenta).

L’analisi dello Stocastico e dell’indicatore di forza relativa (Rsi), entrambi nella parte bassa della propria banda d’oscillazione vicino ma non ancora in ipervenduto, non fornisce indicazioni chiare e può anticipare tanto un’uscita rialzista dal trend neutro-negativo di breve termine quanto una ulteriore fase laterale con prezzi che potrebbero mantenersi tra i 61,5 e i 66,6 euro per azione. Anche per questo Exor pare in grado al momento di offrire occasioni interessanti più a chi è interessato e in grado di effettuare operazioni di trading che non ad investitori che preferiscano sfruttare movimenti direzionali di medio termine o investire in titoli a valore.

L’andamento in Borsa di Exor negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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