Falck Renewables recupera dopo accordo in Gran Bretagna

Si parla tanto di necessità di maggiore tutela dell’ambiente, di economia verde, di fonti rinnovabili, ma poi, come hanno fatto notare gli esperti di Oddo Bhf Asset Management, il mix energetico fatica ad evolversi come comprova il fatto che il contributo del carbone e dei suoi derivati alla produzione globale d’energia “rappresentava il 30% nel 1970… e anche oggi è al 30%”. In realtà la transizione energetica è un must, ma “avrà bisogno di investimenti talmente massicci che le società private da sole non saranno in grado di finanziarla. Ecco perché le autorità pubbliche devono scendere in campo (normative, incentivi fiscali, spesa pubblica)”.

Puntare su titoli legati al settore delle energie rinnovabili è dunque sicuramente un tema di lungo periodo, ma non per questo meno interessante per gli investitori, anche italiani. Si guardi ad esempio alla performance a 12 mesi di Falk Renewables (poco più di un miliardo di euro di capitalizzazione in borsa a Milano), le cui quotazioni sono più che raddoppiate (+102,67%), nonostante una decisa correzione nel corso dell’estate (-16,58% il dato a 3 mesi). La società oggi torna a mettersi in luce dopo l’annuncio accordo di sviluppo congiunto con Reg Windpower per circa 200 MW di progetti solari ed eolici nel Regno Unito.

Due progetti inclusi nel portafoglio, uno eolico e uno solare (di cui al momento non si ha tuttavia alcun dettaglio riguardo la capacità), sono già stati autorizzati. REG Windpower è uno dei principali sviluppatori di energia rinnovabile del Regno Unito con oltre 1 GW di solare ed eolico onshore sviluppato dal 2005 a oggi. Nei giorni scorsi è inoltre arrivata la conferma da parte di EdF della definitiva chiusura, entro il 2020, di due reattori PWR da 880 MW l’uno della centrale nucleare di Fessenheim (il primo sarà spento a febbraio, il secondo a giugno).

Considerati anche i ritardi accumulati dal “nuovo” reattore nucleare EdF di Flamanville, la cui costruzione è iniziata nel 2007 ed è già in ritardo di 7 anni rispetto al ruolino di marcia, la sensazione è che anche la Francia stia accantonando il nucleare per buttarsi con maggior decisione sulle rinnovabili. Considerati i maggiori prezzi dell’energia previsti nei periodi di indisponibiltà degli impianti nucleari e il calo dei costi di quelle rinnovabili, ci si attende infatti un’espansione della produzione di queste ultime, una notizia positiva oltre che per Erg Renewable anche per Iren ed Enel, che potranno beneficiare sia del maggiore pricing sia di opzioni di sviluppo internazionale.

Il giudizio degli analisti su Falck Renewables

Su Falck Renewables in particolare si nota una grande dispersione di pareri (su quattro report uno è positivo, uno neutro e due negativi) e una generale prudenza dovuta alla corsa del titolo lo scorso anno che ha gonfiato i multipli: tuttora a fronte di un fatturato previsto di poco superiore ai 351 milioni di euro e un utile atteso a 14 centesimi per azione, il prezzo tratta con un P/E di circa 26,5 volte. Il consenso indica inoltre un prezzo obiettivo di 3,68 euro, di poco inferiore ai 3,73 euro toccati oggi dal titolo.

Anche gli analisti tecnici sono concordi e segnalano una inversione ribassista di breve periodo confermata da quotazioni sotto la media mobile veloce oltre che sotto la media mobile lenta, mentre lo stocastico e l’indice di forza relativa (Rsi), entrambi vicini all’ipervenduto, confermano da un lato la recente debolezza, dall’altra lasciano aperto uno spiraglio per possibili rimbalzi tecnici. Chi vuole puntare su un titolo ritenuto interessante a medio-lungo periodo può dunque approfittare di eventuali ulteriori cedimenti, in direzione dei supporti a 3,54 prima e 3,48 euro poi (un obiettivo considerato realistico a breve è 3,513,52 euro).

Viceversa gli amanti del trading possono provare a giocarsi sul brevissimo periodo un rimbalzo che avrebbe come primi obiettivi le resistenze in area 3,77-3,81 euro, eventualmente estendibili a 3,87 euro in caso di ulteriori notizie positive per il settore e per il titolo in particolare che di recente ha visto tornare a crescere i volumi di scambio, a conferma dell’interesse che permane su di esso.

L’andamento in Borsa di Falck Renewables negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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