Fca e Psa studiano correttivi alla fusione

Dopo i mal di pancia dell’Antitrust, che ha avviato un’indagine approfondita sulla preannunciata fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Psa Group in particolare per quanto riguarda la possibile posizione di dominanza nel settore dei veicoli commerciali leggeri (Lcv) e stante l’incertezza circa l’andamento della pandemia di Covid-19 (che negli Stati Uniti, Brasile e in parte in Asia non accenna a rallentare, mentre in Europa l’incognita rimane il ritorno a scuole e al pieno ritmo di uffici e attività economiche in autunno), i due gruppi avrebbero avviato discussioni per un eventuale “piano B” che consenta di mettere in sicurezza la fusione.

Fca-Psa, le tre ipotesi in discussione

Le discussioni verterebbero in particolare sull’obiettivo di ridurre la quantità di cassa da distribuire ante-fusione (5,5 miliardi di euro solo per la parte italiana). Al riguardo si ipotizzano tre alternative: uno scorporo di Sevel, joint-venture paritetica che produce Lcv, con la quota di Psa che verrebbe ceduta a Fca e da questa distribuita ai propri azionisti; lo scorporo di Alfa Romeo e Maserati, anche in questo caso da distribuire agli azionisti Fca ante fusione; la rinuncia alla distribuzione del 46,3% di Faurecia (componentistica auto) attualmente posseduto da Psa ai soli azionisti francesi ante fusione.

Delle tre ipotesi le prime due appaiono complicate, richiedendo tempo e potendo dare adito a discussioni sulla determinazione del valore degli asset (in particolare nel caso di Alfa Romeo e Maserati, che attraversano una fase di risultati poco brillanti), la terza avrebbe il pregio di essere più facilmente attuabile, essendo Faurecia già quotata a Parigi, dove capitalizza 4,75 miliardi di euro (la partecipazione in mano a Psa varrebbe dunque 2,2 miliardi). Distribuendo la partecipazione post-fusione a tutti gli azionisti di Fca-Psa il nuovo gruppo eviterebbe una fuoriuscita di cassa di pari ammontare, anche se resterebbe il problema di eventuali compensazioni da offrire all’Antitrust per superare le obiezioni relative al settore degli Lcv.

La notizia è positiva perché indica la comune volontà di condurre in porto l’operazione; la revisione dei dettagli dell’operazione avrebbe inoltre il pregio, salvando l’architettura generale, di riequilibrare il merger a favore della componente italiana, cosa su cui sembra puntare il mercato tanto che negli ultimi tre mesi le quotazioni di Fiat Chrysler Automobiles sono salite del 43% contro il 23% segnato da Psa. Proprio il recente recupero, che pure non ha ancora consentito di colmare il gap rispetto a 12 mesi or sono (la performance resta negativa del 29% circa), ha riportato il titolo Fiat Chrysler Automobiles in un trend di brevissimo periodo fortemente positivo.

le raccomandazioni degli analisti su Fca e Psa

A fronte di un prezzo obiettivo di consenso da parte degli analisti fondamentali pari a 10,25 euro per azione contro i circa 9 euro delle quotazioni attuali (cui corrisponde una capitalizzazione di borsa di poco inferiore ai 14 miliardi, mentre Peugeot vale in Borsa 13,2 miliardi), gli analisti tecnici suggeriscono di aprire una strategia rialzista con obiettivo a 9,30 euro per azione (stop loss a 8,61 euro), che corrisponde anche al secondo livello di resistenze segnalate per la giornata odierna, dopo un primo livello a 9,10-9,12 euro. I supporti (sempre per quanto riguarda l’operatività intraday) sono relativamente distanti, a 8,35 e poi a 8,20 euro per azione, lasciando dunque spazio a un’eventuale pausa di consolidamento, anche in vista del fine settimana.

Il quadro tecnico di Fca

Il quadro si presenta dunque positivo per chi volesse approfittare della momentanea debolezza delle quotazioni di Fiat Chrysler Automobiles per inserire il titolo in portafoglio o incrementare la posizione, in vista di una successiva ripresa del trend primario (che resta positivo, a differenza di quello secondario, al momento neutrale). Il recente rallentamento dei volumi conferma l’apparente perdita di forza e dunque la possibilità di una sosta temporaneo dell’uptrend. Conferme positive anche dallo Stocastico e dall’indicatore di forza relativa (Rsi), entrambi nella parte superiore della banda d’oscillazione anche se su valori non particolarmente elevati.

Graficamente le quotazioni si mantengono sopra la media mobile veloce a 7 sedute (ieri a 8,85 euro) a loro volte sopra quelle della media mobile più lenta a 14 sedute (ieri a 8,71 euro), con entrambe le medie inclinate positivamente, formando un quadro grafico estrememente positivo. Proprio i livelli delle due medie potrebbero fornire ulteriori supporti dinamici, eventualmente consentendo già la prossima settimana, col ritorno alla piena operatività di tutti i listini (oggi Wall Street è chiusa per le celebrazioni dell’Indipendence Day), un nuovo rimbalzo delle quotazioni.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

 

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