Fed, perché la shock therapy potrebbe non essere efficace

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A cura dello Strategy Team di Mirabaud AM

Lo scorso 3 marzo durante una riunione non programmata e con una decisione unanime, il Fomc ha ritenuto che i rischi per le prospettive sono cambiati materialmente e che fosse necessaria adesso una risposta immediata. Poiché il coronavirus è al centro di un più ampio shock dell’offerta, riteniamo che i tassi più bassi abbiano soltanto un impatto limitato sull’attività. Ma dato il forte segnale della Fed, ci aspettiamo altri due tagli dei tassi fino a quest’estate.

L’ultimo meeting non programmato dell’Istituto si è svolto durante la grande crisi finanziaria del 2008, quando la Fed ha annunciato un taglio di emergenza dei tassi di interesse. Con questo taglio preventivo, la Federal Reserve prevede di sostenere l’economia attraverso una spinta alla fiducia delle famiglie e delle imprese e di evitare un inasprimento delle condizioni finanziarie.

A nostro avviso, questa decisione avrà un impatto molto limitato sull’attività reale nel breve termine, e non riteniamo fosse necessario un taglio d’emergenza. In effetti, l’epidemia di coronavirus sta causando interruzioni delle supply chain dovute alle misure di contenimento adottate dai governi.

Una politica monetaria più espansiva non può risolvere uno shock dell’offerta, ma può solo contribuire ad attutire shock della domanda. Per quanto riguarda gli effetti sui mercati finanziari, riteniamo che questo taglio d’emergenza generi confusione, incrementi il sentiment negativo dei mercati, generando incertezza sulla funzione di reazione della Fed.

Per il futuro, e data la forte comunicazione da parte dei funzionari della Fed, ci aspettiamo ulteriori tagli dei tassi, con un’alta probabilità di un’ulteriore riduzione di 25 punti base annunciata al prossimo meeting Fomc, questa volta in programma, il 18 marzo. Mentre riteniamo che le altre banche centrali potrebbero agire in modo analogo, ci aspettiamo che la Bce e la Bns rimangano per il momento in attesa.

Per quanto riguarda l’asset allocation, ci manteniamo prudenti in quanto la correzione del mercato si sta verificando in un momento in cui le valutazioni erano storicamente elevate e le aspettative di crescita degli utili continueranno a essere riviste al ribasso. Manteniamo le nostre coperture nelle nostre posizioni azionarie negli Stati Uniti e in Europa.

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