Fed, probabile un ulteriore richiamo agli stimoli fiscali

Donald Trump e il presidente della FED Jerome Powell

Mercati azionari in una fase sostanzialmente neutrale in attesa del primo appuntamento clou della settimana con la conclusione della riunione della Fed da cui molti si aspettano toni estremamente accomodanti (venerdì avremo poi il “quadruple witching” americano, scadenza di futures ed opzioni su indici e titoli).

Il rischio delusione è elevato, dato che Powell ha già di fatto dato, in occasione del simposio a Jackson Hole, indicazioni più che significative sulla futura direzione della politica monetaria (con tassi che dovrebbero presumibilmente rimanere prossimi alo zero fino al 2023 ed un orientamento estremamente tollerante nei confronti di eventuali spinte inflazionistiche oltre la soglia di allerta del 2%%) anche perchè rimane al momento difficile capire cosa possa al momento aggiungere al già ricco piatto degli stimoli monetari.

Probabile un ulteriore richiamo all’ala fiscale degli stimoli con i nuovi pacchetti di intervento governativi attualmente impantanati nelle diatribe tra democratici e repubblicani (e ricordo che tra i 30 ed i 40 milioni di americani, ovvero una forbice che va dal 29% al 43% dei locatari,venuti meno gli assegni di mantenimento ed assistenziali, sono a rischio sfratto, qualcosa che potrebbe provocare una delle crisi immobiliari più severe nella storia americana).

A cura di Wings Partners Sim

 

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