Fed, stasera toni “hawkish” ma ancora dubbi su timing rialzo tassi

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I mercati sono in attesa per le decisioni della commissione operativa della FED che saranno rivelate stasera. Dato per scontato che il costo del denaro rimarrà invariato, non ci aspettiamo un annuncio chiaro sulle tempistiche per il rialzo dei tassi d’interesse. Tenendo conto che in questo meeting non si terrà una conferenza stampa del governatore Yellen e non saranno pubblicate aggiornamenti sulle stime sui fondamentali dell’economia, l’impatto sui mercati potrebbe essere molto ridotto. Riteniamo che possano essere molto più market mover i dati macro che saranno annunciati giovedì (prima stima sul PIL statunitense del secondo trimestre, nostre attese fissate per un +2,8%) e venerdì (employment cost index).

Pensiamo che i membri del FOMC nel comunicato di domani sera si concentreranno particolarmente a sottolineare i progressi effettuati dall’economia americana verso gli obiettivi del mandato della FED (stabilità dei prezzi e piena occupazione). Sarà ribadita e enfatizzata la dipendenza delle strategie monetarie rispetto all’andamento dei dati macro. Crediamo, tuttavia, che si lasceranno ancora dubbi sulle tempistiche del rialzo. Era stato espresso proprio nelle scorse riunioni (pubblicato nei verbali del vertice di aprile) che la decisione di rialzare per la prima volta i tassi dal 2006 sarebbe stata valutata ad ogni meeting (senza quindi impegnarsi prima).

Valutiamo quindi che sarà un meeting dai toni lievemente hawkish ma senza svelare con precisione quali saranno le prossime azioni della FED. Il mercato continuerà così a scontare con più probabilità un rialzo a settembre. Riteniamo che i membri del FOMC attenderanno per monitorare attentamente le prossime cifre macro (prima del meeting di settembre avremo PIL 2T, due volte sia inflazione che non farm payrolls) e solamente se le condizioni economiche lo permetteranno si procederà con l’incremento del costo del denaro (di 25 punti base) aprendo le porte anche a un ulteriore aumento nelle riunioni di ottobre e dicembre. In caso di cifre macro ancora contrastanti (come lo sono state quelle recenti) la Yellen e gli altri governatori centrali sceglieranno di posticipare il rialzo probabilmente a dicembre, alzando i tassi di 25 punti base e portando il livello a 0,50% a fine anno.

A cura di Filippo Diodovich, market strategist di IG