Federated Hermes: il coronavirus mette in dubbio i classici paradigmi di maggio

A cura di Eoin Murray, Andrew Jackson e Geir Lode di Federated Hermes

Eoin Murray, Head of Investment, International di Federated Hermes

Una differenza fondamentale tra l’attuale crisi pandemica e le altre che i mercati finanziari hanno dovuto affrontare è che non esiste un particolare settore della società e dell’industria che possa essere ritenuto “responsabile”. Infatti, dinanzi a un virus come quello che stiamo combattendo, le società e le comunità si sono unite in maniera forte per concentrarsi sulla miriade di problemi a portata di mano, e agli effetti di primo, secondo e terzo ordine. Ci sono stati molti esempi di aziende che hanno contribuito all’innovazione, allo sviluppo di farmaci e alla riconfigurazione degli strumenti e dei processi di produzione per facilitare tutto ciò, compresi alcuni affittuari del nostro gruppo immobiliare. Tali aziende hanno abbracciato le proprie responsabilità aziendali nei confronti di una vasta gamma di stakeholder, facendo pienamente proprio il mantra dell’Esg/investimento responsabile.

In futuro, attribuiamo a questo approccio un potenziale di crescita, con le aziende che si stanno concentrando meno su alcune attività localizzare sugli azionisti e sugli esecutivi come le operazioni di buyback azionario. Dal nostro punto di vista, questo ci suggerisce che le aziende con bilanci solidi con standard Esg evidentemente elevati (niente greenwashing!) saranno sempre pi apprezzate dagli investitori.

Andrew Jackson, Head of Fixed Income, International di Federated Hermes

I casi di coronavirus confermati in tutto il mondo hanno superato la soglia dei tre milioni, di cui oltre un milione solo negli Stati Uniti. Tuttavia, le statistiche sui virus mostrano promettenti segnali di rallentamento dell’accelerazione dei contagi a lungo termine e alcuni Paesi hanno iniziato ad allentare le restrizioni. La scorsa settimana il mercato ha messo a segno una performance stabile.

Quello di maggio è tradizionalmente un mese di vendite; vedremo quindi come andrà a finire dopo la fase tumultuosa di marzo e aprile. Ƞinteressante notare l’interesse per le societ͊ energetiche, dato che il settore è stato nell’occhio del ciclone. Una delle società più attive all’inizio della scorsa settimana è stata Occidental Petroleum, con acquisti molto aggressivi in tutta la curva. Questo dimostra quanto sia irregolare il mercato in questo momento.

Geir Lode, Head of Global Equities, International di Federated Hermes

Il numero di casi di coronavirus sta iniziando a salire a livelli altissimi in alcune aree geografiche e si sta passando al piano di uscita dal lockdown. Tuttavia, i dati macroeconomici statunitensi confermano per lo più il sentiment negativo dei consumatori americani e il rallentamento economico generale. Questo si evidenzia a livello aziendale, con utili che riflettono il rallentamento previsto. I buyback e i dividendi sono stati decurtati, ma è l’assenza di guidance ad avere il maggiore impatto.

Nel frattempo, la politica fiscale e monetaria del governo – da tempo leve indipendenti di stimolo – si sono sposate per combattere all’unisono il rallentamento. Gli investitori di una certa età possono ora temere la temuta curva di Phillips, l’inflazione come conseguenza indesiderata della riduzione della disoccupazione. Ma gli investitori più giovani possono essere confusi da questa preoccupazione, non avendo mai conosciuto l’inflazione per oltre un decennio. In questo contesto gli investitori dovrebbero mantenere l’esposizione alle aziende con forti modelli di business sostenibili ed essere meno preoccupati per le valutazioni a breve termine. Finchè i tassi d’interesse rimangono bassi e la curva di Phillips rimane paralizzata, un orizzonte d’investimento a lungo termine e titoli sostenibili anche a valutazioni elevate, offre agli investitori il profilo di rendimento del rischio più interessante.

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