Ferragamo chiude luglio con un tonfo. I giudizi degli analisti e lo scenario a Piazza Affari

Luglio termina nei peggiori dei modi per Salvatore Ferragamo, che apre l’ultima seduta del mese in calo di oltre il 5,5% col titolo che oscilla attorno ai 19,4 euro per azione dopo essere anche stato sospeso per eccesso di rialzo in avvio di seduta e dopo che Kepler Cheuvreux ha commentato negativamente i dati del secondo trimestre, “ancora debole”, segno che “la transizione continua” e dunque il turnaround richiederà più tempo del previsto. A fronte di un utile netto di periodo inferiore del 6% alle attese dei propri analisti, Kepler Cheuvreux ha ridotto del 6,5% le stime di utili per il 2019 e del 6,7% per il 2020, limando di conseguenza il target price sul titolo da 20 a 19 euro e confermando un giudizio neutro (“hold”).

La semestrale di Ferragamo

La semestrale del gruppo del lusso italiano ha infatti registrato al 30 giugno 2019 ricavi in crescita del 4,6% a 705 milioni (+4,4% a cambi costanti), un Ebitda adjusted, al netto dell’effetto dell’IFRS 16 entrato in vigore a inizio anno, di 119 milioni (+2,1%) e un Ebit adjusted stabile a 85 milioni. L’utile netto di periodo è salito a 60 milioni, in crescita del 2,4% rispetto ai 59 milioni della prima metà del 2018. La liquidità finanziaria netta adjusted era pari a fine periodo a 141 milioni (contro i 169 milioni di fine dicembre 2018).

Numeri dunque nel complesso positivi, ma che sono apparsi come detto inferiori alle attese (in particolare per quanto riguarda il recupero dei margini), il che per un titolo che ha già guadagnato il 16% da inizio anno non è il massimo, tanto più in un periodo in cui i mercati, dopo essersi portati sui massimi relativi nella prima metà del mese, hanno iniziato ad essere molto attenti ai risultati aziendali, punendo con robuste prese di profitto chi ha mostrato sorprese negative. Del resto anche considerando la correzione di stamane il titolo tratta circa 30,8 volte i 63 centesimi di utile per azione attesi dal consenso per l’intero esercizio, non proprio un multiplo “economico”.

A fronte di 38 centesimi per azione indicati dal consenso come probabile dividendo per l’anno in corso, Salvatore Ferragamo esprime inoltre un dividend yield dell’1,96% scarso e non appare pertanto un titolo particolarmente remunerativo a fronte del rischio di possibili cali delle quotazioni.

I giudizi degli analisti

Tra gli altri commenti a caldo, Credit Suisse ha espresso perplessità sulla possibilità che i risultati del gruppo accelerino nel corso del secondo semestre, mentre anche Jp Morgan ha sottolineato come i risultati dei primi sei mesi non abbiano supportato completamente le attese del turnaround che il broker si attendeva. In particolare, hanno commentato gli esperti americani, “ciò che è improbabile possa piacere ai “tori” è il riconoscimento che il segmento delle scarpe da donna ha ancora bisogno di ulteriore lavoro e ribilanciamento e difficilmente vedrà un’inversione” di tendenza già a partire dalla prossima collezione autunno/inverno. Così appare coerente il quadro tecnico che a breve resta negativo, mentre a medio e lungo termine lo è solo moderatamente.

Il quadro tecnico di Ferragamo

Nell’immediato il titolo ha già forato un primo supporto che era stato individuato in area 20,4 come pure il secondo, in area 19,9 euro, livelli che ora si pongono come resistenze intraday e dovranno essere recuperati quanto prima per sperare almeno in un’evoluzione neutrale dello scenario. Più in là appaiono come possibili obiettivi di un eventuale rimbalzo quelle che fino a stamane erano indicate come resistenze, in area 21-21,3 euro circa. L’incremento dei volumi pare confermare l’uscita negativa dalla precedente fase di congestione delle quotazioni e dunque della tendenza negativa del trend di breve.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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