Fib in stand-by

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Le Borse non si spaventano nemmeno di fronte ai dati macro poco incoraggianti provenienti dalla Cina, dove Pil è cresciuto nel secondo trimestre “solo” del 6,2%, il tasso di crescita più basso degli ultimi 27 anni, benchè in linea con le attese. Così a Wall Street l’S&P 500 aggiorna nell’intraday il record storico e a Piazza Affari, sempre a livello intraday, il Fib, il future sull’indice Ftse/Mib, segna il nuovo top da inizio anno a 22.260 punti.

Certo è però che il Fib, da oltre una settimana, è in affanno con i corsi appiatiti in area 22.100 punti dopo il rally di giugno e di inizio luglio ma con gli indicatori tecnici, Rsi a 14 giorni in primis, in territorio di ipercomprato. Come comportarsi? Il suggerimento è quello di monitorare con estrema attenzione i livelli tecnici, a partire dal supporto statico e dinamico posto sulla soglia psicologica dei 22.000 punti.

I segnali di trading sul Fib

Dal punto di vista operativo, l’eventuale conferma del cedimento di quota 20.000 potrebbe innescare una correzione dei corsi verso 20.820/20.800 prima e 20.400 in seguito. Per contro, nell’ipotesi in cui il future dovesse riuscire a mettersi definitivamente alle spalle la resistenza statica di breve posta a 22.200 si profilerebbe l’inizio di un nuovo uptrend con target iniziali a 22.500 e in zona 22.750/22.800 in seguito.     G.R.

Il trend del Fib

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