Fin che c’è mercato c’è speranza. I nuovi bond sotto la lente

Se domandassimo a uno studente di economia che nelle ultime settimane sia rimasto chiuso nella sua stanza senza contatti esterni di analizzare gli ultimi dati macroeconomici usciti e di valutare quale sarebbe l’impatto avuto sui mercati, la risposta sarebbe senza ombra di dubbio negativa di qualche punto percentuale rispetto al 1° gennaio 2020.

Come più volte ribadito i mercati non sono una scienza esatta e sembrano già aver anticipato l’antidoto che bloccherà la diffusione del virus. Tutto questo può avere un senso se una soluzione sarà trovata in tempi rapidi, al contrario il perdurare di una situazione di stallo commerciale, industriale e di relazioni, potrà generare più problemi che il tormentone dazi, di cui non si parla più, aveva provocato nei mesi scorsi.

Al momento i prezzi dei titoli in Borsa evidenziano negli ultimi dati trimestrali la coda positiva del trend dei mesi scorsi mentre non vi è ancora lo sconto del momento attuale. Infatti la mancata produzione e ricevimento di materia prima da parte di molte aziende avrà dei riflessi importanti nei dati dei prossimi mesi e più si protrarrà questa situazione, più saranno marcati. Pertanto ci sarà da tenerne conto nei prossimi numeri che usciranno. Quello che i mercati stanno interpretando è che, passata questa fase incerta, la domanda s’intensificherà rapidamente per coprire la mancata produzione e che i numeri successivi equilibreranno i decrementi dei prossimi dati. Tutto ha senso se la situazione tornerà alla normalità nel breve, altrimenti non ci sarebbe da sorprendersi se ci fosse una fase speculativa ribassista.

Il Ftse Mib si mantiene ben supportato vicino ai massimi degli ultimi 12 mesi sopra quota 24000, grazie anche alle performance dei titoli del settore bancario, che ha un peso di rilievo nell’indice, dopo le ultime trimestrali; inoltre tra le notizie rilevanti vi è anche la performance della Juventus, che dopo le ultime prestazioni in campionato aveva subito qualche flessione, ha visto riprendere l’attenzione degli investitori dopo la notizia del rinnovo fino al 2030 del rapporto con Allianz che dà il nome anche allo stadio. Grazie a questo accordo, nelle casse della società entrerà nuova liquidità ed il mercato è “price sensitive” ed ha premiato il titolo.

Nella settimana in cui Fitch ha confermato il rating sovrano dell’Italia a “BBB, mantenendo l’outlook negativo, vi sono state le aste di titoli di stato, in un contesto di spread contro Bund decennale a 126 punti base, con rendimento del nostro Btp al minimo di 0.86%.

Rendimento in calo per i sei miliardi di Bot a 12 mesi collocati a -0.319%, in flessione di otto punti base rispetto all’asta del mese precedente e nuovo minimo da maggio 2018.

Accoglienza molto calda per la nuova emissione di Btp a 15 anni (codice Isin IT0005402117), collocata dal Tesoro. Al punto che a fronte di un’offerta di nove miliardi di euro la domanda degli investitori italiani ed esteri è stata oltre cinque volte superiore e ha raggiunto i 50 miliardi. L’emissione ha così superato il record precedente di 48 miliardi stabilito a gennaio dal collocamento di Btp trentennali. Il rendimento è sceso a 1.489%, cinque punti base sul Btp marzo 2035, il più basso in assoluto per questa scadenza. La cedola del nuovo titolo è stata fissata all’1.45% e il prezzo di emissione a 99.513. Le emissioni italiane e greche sono molto ambite in questi primi mesi del 2020 perché offrono rendimenti di quasi 80 centesimi superiori ai bond di Spagna e Portogallo.

Sugli altri governativi, già da alcune settimane era stato annunciato il ritorno delle emissioni Treasury con scadenza a 10 anni, una novità per il mercato obbligazionario sovrano americano dopo lo stop del 1986. Ecco alcuni dettagli: le emissioni avverranno con cadenza trimestrale e nei mesi di febbraio, maggio agosto e novembre. Il primo deal dovrebbe avvenire a maggio.

Le nuove emissioni corporate e financial

Unicredit ha collocato un’obbligazione perpetual (Isin XS2121441856): si tratta di un bond AT1 in euro, callable, ovvero richiamabile a partire da giugno 2027. Le prime indicazioni di rendimento erano in area 4.625%, l’operazione si è chiusa, con una size totale di 1.25 miliardi di euro ed un rendimento al 3.875%, in netto ribasso rispetto all’avvio, con richieste del mercato per oltre 9 miliardi. Il bond staccherà una cedola semestrale pari a 3.875% sarà quotato alla borsa di Lussemburgo, con taglio minimo di 100.000 euro e multipli di 1.000. La cedola è prevista fissa fino al 3 giungo 2027, quando scatterà la call. Se non sarà richiamato, la cedola verrà ricalcolata ogni 5 anni in base al midswap a 5 anni più un margine iniziale +4.081%. Il rating per l’emissione è Ba3/B+ ed indirizzata ad investitori professionali.

Alpha Bank, la quarta banca in Grecia, ha collocato con enorme successo un’emissione di obbligazioni subordinate a 10 anni (Isin XS2111230285). L’importo collocato sul mercato è stato di 500 milioni di euro, a fronte di una domanda di 5.5 miliardi, 11 volte superiore. Grazie a questo afflusso record di capitali, la banca ha potuto fissare per il bond Tier2 una cedola del 4.25%, nettamente più bassa del 9.75% che nel giugno scorso dovette offrire Piraeus per il suo bond subordinato da 400 milioni.

Banco BPM ha concluso con successo l’emissione del suo primo titolo senior non-preferred, emettendo un bond con scadenza febbraio 2025 per 750 milioni di euro a fronte di 2.2 miliardi di domanda da 210 investitori istituzionali, perlopiù stranieri. Nel dettaglio il bond paga una cedola fissa dell’1.625% con uno spread sopra il tasso midswap di 193 punti base e un prezzo all’emissione pari a 99.87. Rating dell’emissione B1 da parte di Moody’s. Isin XS2121417989 e taglio minimo da 250euro con multipli di mille.

Subordinato in euro per British Telecom con 500 milioni a scadenza 2080 e call a partire dal 2025. La cedola è stata fissata all’1.874% con taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille (Isin XS2119468572).

Perpetual in euro invece per l’americana AT&T con 2 miliardi inizialmente al 3.375% di rendimento sceso poi al 2.875% per l’alto numero di richieste con call nel 2025. Taglio minimo da 100mila dollri con multipli di 100mila ed Isin XS2114413565.

La Turchia ha emesso un’obbligazione di stato in dollari a cinque e dieci anni, la sua prima tranche duale dal 2007 sui mercati internazionali. Il bond 2025 ha cedola al 4.25% ed ha offerto un rendimento del 4.45% (isin US900123CX69), mentre quello 2030 ha cedola del 5.25% e rendimento iniziale del 5.45% (US900123CY43). I rendimenti si sono attestati su livelli di 284 punti base sopra l’omologo Treasury a 5 anni nel primo caso e di 386 punti base sopra il Treasury a 10 anni nel secondo. L’esito favorevole è stato assicurato dall’elevata domanda, che ha triplicato le dimensioni dell’offerta per 4 miliardi complessivi e taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille.

Sempre in dollari il ritorno di Deutsche Bank sui subordinati dopo alcuni anni di assenza per i livelli di rendimento troppo alti a cui avrebbe dovuto collocare. Il ritorno del nome è stato premiato da richieste quasi 10 volte l’offerta di 1.25 miliardi del perpetual con call nel 2025 e cedola del 6%, taglio minimo 200mila dollari con multipli di 200mila e rating B1/B+ (Isin US251525AX97).

La compagnia fornitrice di energia elettrica indiana Adani ha emesso un’obbligazione in dollari per 1 miliardo. Il bond con scadenza a 10 anni è stato collocato sul mercato con cedola 3.949% ed un rendimento del 3.949%, attirando ordini per 5.9 miliardi. L’operazione si è rivelata un grosso successo, anche perché si è tratta dell’importo più alto mai registrato per un’obbligazione internazionale di una utility indiana. Rating dell’obbligazione BBB-, Isin XS2109438205 e taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille.

BPER Banca, consapevole del momento di mercato favorevole, valuta l’emissione di un titolo subordinato, l’orientamento è per un titolo TIER2.

La russa Gazprom, Baa2/BBB-, è pronta a collocare una nuovo bond a 10 anni in euro.

Terega, società che si occupa di trasmissione e stoccaggio di gas nel sud della Francia, ha in programma un roadshow per incontrare gli investitori, finalizzato ad emettere un bond a 7/8 anni. Rating della società Baa3.

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