Fin che la barca va…. guarda i supporti

Mentre a livello globale la pandemia di Coronavirus resta tutt’altro che debellata, sui mercati finanziari i segnali sono eterogenei.

Da un lato, infatti, ci sono fenomeni di propensione al rischio, ben rappresentati dalla buona progressione del comparto azionario accompagnata da un “rilassamento” del dollaro, che torna ad indebolirsi visibilmente sia contro euro che contro yen, e dall’altro sussiste la preoccupazione ben evidente nella galoppata trionfale dell’oro che punta dritto verso quota 1.800 dollari per oncia. Forse anche oltre, se dobbiamo dare retta a Goldman Sachs che stima una quotazione del lingotto superiore la soglia tecnica e psicologica dei 2.000 dollari entro i prossimi 12 mesi.

In questo scenario occorre inoltre prestare estrema cautela sulle strategie espansive messe in atto dagli Usa (e non solo), fondamentalmente destabilizzanti sul fronte monetario e con possibili implicazioni inflazionistiche non da poco.

Come comportarsi?

Dal punto di vista operativo il suggerimento è di seguire la massima “lasciar correre i profitti“, con l’avvertenza però di monitorare molto, molto attentamente i livelli di supporto, a cominciare da quello a 2.965 punti base per l’S&P 500, sostegno al di sotto del quale si profilerebbe l’inizio correzione che potrebbe rivelarsi anche profonda, specie per i listini cosiddetti “periferici” quali il nostro Ftse Mib.            G.R.

Il trend dell’S&P 500 nel breve-medio termine

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